Auto a idrogeno: le previsioni al 2027 che spaventano i Costruttori

IHS Automotive predice soltanto 70.000 auto fuel cell alla fine del prossimo decennio, nonostante le potenzialità l'idrogeno rimarrà una nicchia?

10 maggio 2016 - 9:59

Gli analisti di IHS Automotive hanno tracciato una previsione sul futuro dell'auto a idrogeno a dir poco sconfortante. Tra undici anni le vetture a tecnologia Fuel Cell rappresenteranno appena lo 0.1% del mercato globale, continuando quindi ad essere relegate in una nicchia estremamente piccola. La condizione di questa tecnologia rimarrà tale almeno fin quando non si abbatteranno i costi di produzione dell'idrogeno e dei sistemi a celle di combustibile.

ORA O MAI PIU' SECONDO IHS Il rapporto diffuso da IHS Automotive analizza la situazione attuale e la proiezione fino al 2027 delle automobili a celle di combustibile, per le quali, secondo gli analisti, si sta vivendo la cosiddetta terza era delle Fuel Cell prodotte in serie da Case automobilistiche. Secondo l'analista senior Ben Scott , il quale dichiara “now or never”, questo sarebbe il momento ideale, per dare uno slancio a questa tecnologia e renderla fruibile ad un pubblico più vasto rispetto a quello che ne ha fruito finora. Rispetto alle elettriche plug-in le auto a celle di combustibile godono di vantaggi non indifferenti, su tutti i tempi di rifornimento, paragonabili a quelli di un'auto GPL o Metano, e l'autonomia, nettamente superiore a quella di una vettura a batterie. Ma il gap tra auto a idrogeno e auto elettriche a batterie tende però a colmarsi rapidamente; nuove generazioni di accumulatori, più stabili, più economiche, più leggere e capienti, sono praticamente alle porte (leggi le rivoluzionarie batterie Toyota, cariche in 7 minuti), tenendo anche conto degli investimenti fatti dai Governi nazionali per gli incentivi all'acquisto e per il progressivo ampliamento delle reti di stazioni di ricarica.

NUOVI MODELLI E FUTURA ESPANSIONE IN EUROPA Attualmente il mercato offre soltanto tre modelli alimentanti a celle di combustibile, la Honda Clarity, la Hyundai iX35 e la Toyota Mirai; nei prossimi anni è attesa la discesa in campo dei costruttori occidentali, grazie ai quali l'offerta complessiva di auto a idrogeno salirà a 17 modelli (Mercedes presenterà a breve un Suv a idrogeno). La tendenza dei costruttori sarà quella di sviluppare varianti Fuel Cell di modelli tradizionali, sfruttando le attuali piattaforme e contenendo i costi (Honda declina la Clarity in tre varianti low emission). I maggiori fruitori di questa tecnologia sono i mercati asiatici, ma entro 5 anni è previsto un rinvigorimento della richiesta in Europa e in America. I mercati di riferimento sono attualmente quelli nei quali sono disponibili le stazioni di rifornimento a idrogeno, attualmente costose e ingombranti. Se per una vettura elettrica plug-in è sufficiente una colonnina con un caricabatteria, per una Fuel Cell bisogna disporre di una grande area dedicata e di un investimento di circa 3 milioni di dollari. Per gli analisti comunque nel 2027 le auto a celle d'idrogeno sul mercato saranno circa 70.000, un numero ancora esiguo per attrarre grossi investitori e poco motivante, soprattutto fin quando le auto a idrogeno non saranno realmente a zero emissioni.

FONDAMENTALE IDROGENO PULITO E PRODUZIONE LOW COST Il 96% dell'idrogeno prodotto attualmente deriva da combustibili fossili, quindi carbone e idrocarburi liquidi. Questo metodo di produzione vanifica le virtù delle auto a idrogeno, poiché i processi per estrarre il combustibile producono una elevata quantità di gas serra ed emissioni inquinanti. Per raggiungere il reale basso impatto ambientale l'idrogeno dovrebbe provenire da fonti rinnovabili, ma i numeri attuali del mercato non stimolano sicuramente tali investimenti. Altro freno è rappresentato dal costo di produzione delle celle di combustibile stesse, per la cui realizzazione viene impiegato un grosso quantitativo di platino come elemento catalizzatore. Sarà necessario ridurre il quantitativo di metallo nobile impiegato, e sviluppare celle che non prevedano l'impiego di materiali così costosi. Per le auto a idrogeno è quindi indispensabile creare il mercato e i presupposti affinché questa tecnologia venga ulteriormente sviluppata e diffusa. Del resto è quello che sta avvenendo nel mondo con le auto elettriche e ibride, per le quali, ribadiamo, è determinante l'azione dei Governi (leggi i militari potrebbero spingere sull'idrogeno).

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