Uber perde il 30% dei ricavi 2020, ma incassa il doppio con le consegne

Ecco come cambierà Uber dopo il Coronavirus: i ricavi in perdita dalle corse in auto e un mercato sempre più in crescita con il delivery food

10 agosto 2020 - 13:00

L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio molte realtà industriali senza eccezioni per quelle smart, innovative e flessibili come Uber Technologies. La domanda di ride hailing e le richieste di corse con Uber  in calo hanno eroso ricavi per circa 2 miliardi di dollari nei primi mesi del 2020. Una catastrofe annunciata che si è rivelata un’occasione per raddoppiare gli incassi dei servizi con UberEats durante il lockdown.

UBER: CORONAVIRUS E LICENZIAMENTI

Che il giro d’affari di Uber in Europa fosse già provato dal congelamento delle licenze in UK e una sentenza a favore dei driver senza contratto in Francia, non servivano conferme. Ma con l’emergenza Coronavirus i tagli al personale sono saliti a circa 6700 dipendenti, mandati a casa per la contrazione dei guadagni. Il numero di utenti attivi in 69 Paesi sulla piattaforma Uber si è praticamente dimezzato da 99 milioni a 55 milioni. Negli USA, in particolare, solo una minima parte di driver è tornata a utilizzare l’app per accettare le corse in auto con Uber. Già a maggio Uber aveva fatto capire che l’azienda si sarebbe sempre più concentrata sui servizi di delivery. E infatti è destinato a diventare uno dei principali core business considerando che nel primo trimestre sono aumentate del 49% le richieste rispetto al 2019.

UBER SEMPRE MENO AUTO E PIU’ CONSEGNE A DOMICILIO

Numeri che, sebbene siano riferiti a un periodo particolare, hanno portato a 1,2 miliardi di dollari le entrate dell’azienda solo con UberEats. Meno corse Uber ma più consegne a domicilio, sembrerebbe questo il nuovo indirizzo intrapreso da Uber Technologies dopo un primo trimestre disastroso. Le ricadute del Covid-19 sugli affari di Uber si sono tramutati nel 75% in meno di corse prenotate. Un calo che ha visto il suo picco negativo peggiore negli Stati Uniti (fino a -85%) più che in Europa (-35% in alcuni Paesi). A questa congiuntura, Uber ha reagito puntando ulteriormente sul delivery food, ma non ovunque.

UBEREATS AL POSTO DELLE AUTO, MA NON IN TUTTI I PAESI

Negli USA, ad esempio, ha acquisito il concorrente Postmates da luglio 2020. Contemporaneamente però ha ridimensionato i servizi di delivery nei mercati meno reattivi, tra cui Europa e India. Proprio durante l’emergenza Coronavirus il servizio UberEats è finito agli onori delle cronache per un’indagine che ha coinvolto direttamente Uber Italy e le società che reclutavano i rider per le consegne.

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