Tutor autostrade italiane
Tutor autostrade: probabile spegnimento su 83 tratte, ecco dove
Estate 2026 senza Tutor sulle autostrade? Il rischio c'è, visto il probabile spegnimento su 83 tratte per effetto del nuovo decreto MIT
Estate 2026 senza Tutor sulle autostrade? Il rischio c'è, visto il probabile spegnimento su 83 tratte per effetto del nuovo decreto MIT
Un’estate senza Tutor sulle autostrade italiane? Il rischio effettivamente c’è. Il decreto MIT sull’omologazione degli Autovelox, inviato a Bruxelles per la fase di pubblica consultazione, entrerà in vigore presumibilmente entro fine maggio, mettendo praticamente fuori legge (se non interverranno modifiche o proroghe) tutti i dispositivi per la rilevazione a distanza della velocità dei veicoli che non rispettano i requisiti. Si tratta in particolare di circa 2.800 misuratori di velocità tra cui i vecchi Autovelox, i Tutor della precedente generazione e quasi tutti i Telelaser, che dovranno rimanere spenti fino a quando non otterranno, su richiesta del produttore, la necessaria omologazione.
TUTOR AUTOSTRADE: QUALI RISCHIANO DI ESSERE SPENTI PRIMA DELL’ESTATE 2026
Limitandoci ai soli Tutor, i nuovi criteri escludono automaticamente quelli approvati tra il 2004 e il maggio del 2017, salvando solamente quelli di nuova generazione (Tutor 3.0) che sono stati attivati a partire da marzo 2025 su 26 nuove tratte. Significa che andranno spenti i Tutor che vigilano in autostrada su almeno 83 tratte lungo alcuni degli assi più trafficati del Paese, dall’A1 Milano – Roma -Napoli all’A4 Torino – Trieste, dalla A13 Bologna – Padova alla A14 Adriatica, fino all’A16 Napoli – Canosa. Interi corridoi strategici che rischiano di restare privi di un qualsivoglia controllo elettronico della velocità.
PROCEDURA SEMPLIFICATA PER L’OMOLOGAZIONE MA TEMPI STRETTISSIMI
C’è da dire che lo stesso decreto del MIT prevede una procedura semplificata per ottenere l’omologazione, che in alcune situazioni potrebbe rivelarsi quindi molto veloce. In particolare, recita lo schema del decreto, se il produttore è “già in possesso di idonea documentazione, che dimostri il rispetto dei requisiti di taratura e i test di laboratorio previsti, può richiedere l’omologazione […] al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si esprime nei successivi 60 giorni adottando, in caso di verifica positiva, il relativo decreto di omologazione“.
60 giorni però non sono tanti ma non sono nemmeno così pochi (soprattutto considerando che questi termini spesso si dilatano), e viste le tempistiche potrebbero davvero portare allo spegnimento di gran parte dei Tutor sulle autostrade nella stagione estiva 2026.

L’ALLARME DELLE ASSOCIAZIONI PER LA SICUREZZA STRADALE: “TUTOR INDISPENSABILI PER SALVARE VITE”
Viste le premesse c’è giustamente molta preoccupazione in seno alle associazioni che si occupano di sicurezza stradale. Come riporta Corriere.it, i dati storici mostrano che, dopo l’installazione dei Tutor, la velocità di picco è diminuita del 25% e la velocità media del 15% sulle tratte controllate. Ancora più significativo l’effetto sulle persone: sin dal primo anno il tasso di mortalità si è ridotto del 56%. “Questi dispositivi hanno salvato nel tempo migliaia di vite“, spiega Stefano Guarnieri, presidente dell’associazione intitolata a suo figlio Lorenzo, ucciso a 17 anni sulla strada, “perché la prima causa di scontri con morti in Italia è la velocità. I dati dei Tutor si spiegano da soli e dimostrano perché questi dispositivi abbiano rappresentato, negli anni, uno dei pochi strumenti capaci di modificare in modo stabile i comportamenti di guida. Se il decreto entrerà in vigore così, il rischio di aumentare le vittime è concreto“.
Proteste arrivano anche dall’ASAPS, l’influente associazione che riunisce amici e sostenitori della Polizia Stradale: secondo il presidente Giordano Biserni, “spegnere sistemi che hanno dimostrato di funzionare in centinaia di tratte è una deregulation improvvisa, proprio all’inizio dell’estate, quando il traffico cresce e le collisioni più gravi si concentrano. Sarebbe un errore grave spegnerli, perché il Tutor è stato anche accettato dai guidatori come strumento ‘equo’: misura infatti la velocità media lungo un determinato tratto e non quella istantanea come l’autovelox, dove pochi chilometri orari in un solo momento del viaggio possono tradursi in una multa“.