Taglio accise diesel fino al 10 settembre: aiuti mirati forse a fine mese

Taglio accise diesel fino al 10 settembre: aiuti mirati forse a fine mese

Proroga al 10 settembre per lo sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio. In seguito, il Governo vaglierà misure di sostegno mirate: intanto benzina e diesel volano anche stamane

 

Proroga al 10 settembre per lo sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio. In seguito, il Governo vaglierà misure di sostegno mirate: intanto benzina e diesel volano anche stamane

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7 Settembre 2026 - 09:58

Il taglio temporaneo delle accise sul diesel per autotrazione è stato prorogato fino al 10 settembre 2026: 0,171 euro. La misura, pensata per contenere l’impatto dell’aumento dei costi dei carburanti, consente di mantenere per un periodo limitato una riduzione dell’imposizione rispetto alle aliquote ordinarie. Si tratta però di una soluzione destinata, almeno nelle intenzioni del Governo, a non diventare strutturale. La proroga riporta infatti al centro del dibattito il tema degli interventi pubblici contro il caro-carburanti e, soprattutto, della loro sostenibilità finanziaria. Ridurre le accise in maniera generalizzata significa intervenire direttamente sul prezzo alla pompa per tutti gli automobilisti, ma ha come conseguenza anche un mancato incasso significativo per le casse dello Stato. Intanto, stamane il litro del diesel (prezzo medio self sulla rete stradale nazionale) vola a 2,165 euro (+7 millesimi su venerdì), con la benzina a 2,054 euro (+8 millesimi).

PROROGA ACCISE DIESEL, POI AIUTI MIRATI

Il nuovo termine del 10 settembre rappresenta una finestra temporale piuttosto ristretta. La scelta di limitare la durata dell’intervento potrebbe essere legata proprio alla volontà di accompagnare la fase di emergenza verso un sistema diverso di agevolazioni.

Il problema riguarda soprattutto il periodo immediatamente successivo alla scadenza. Se il taglio delle accise dovesse terminare senza che siano già operativi nuovi strumenti di sostegno, gli automobilisti potrebbero trovarsi di fronte a un aumento del prezzo del diesel determinato dal ritorno dell’aliquota ordinaria.

La direzione politica indicata dall’esecutivo sembra essere quella del progressivo superamento dei cosiddetti sussidi “a pioggia”. Gli interventi generalizzati hanno il vantaggio di essere semplici da applicare e immediatamente visibili al consumatore, ma presentano un limite evidente: non distinguono tra chi ha realmente bisogno di un sostegno e chi, invece, è in grado di assorbire l’aumento dei costi.

La prospettiva allo studio – visto il protrarsi della guerra fra USA e Iran – punta quindi a concentrare le risorse disponibili sui soggetti maggiormente vulnerabili. L’obiettivo sarebbe quello di proteggere il potere d’acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi e, allo stesso tempo, sostenere le attività produttive per le quali il carburante rappresenta una voce essenziale dei costi.

SOLUZIONI ALLO STUDIO CONTRO IL CARO CARBURANTE

Tra le ipotesi che potrebbero essere valutate figurano strumenti di sostegno diretto alle famiglie, come bonus accreditati attraverso strumenti elettronici dedicati, e misure fiscali destinate invece alle categorie professionali e alle imprese.

Un meccanismo di questo tipo permetterebbe di rendere l’intervento più selettivo. Invece di ridurre il prezzo del carburante per tutti, lo Stato potrebbe destinare le risorse a chi possiede determinati requisiti economici o svolge attività considerate particolarmente esposte all’aumento dei costi energetici.

Per alcune categorie professionali potrebbe inoltre essere rafforzato il ricorso ai crediti d’imposta. Questo strumento consentirebbe di compensare una parte delle maggiori spese sostenute dalle imprese, riducendo l’impatto dell’aumento dei carburanti senza necessariamente intervenire direttamente sul prezzo alla pompa.

La definizione dei dettagli sarà comunque decisiva. Per funzionare, un sistema selettivo dovrà essere sufficientemente rapido nell’erogazione, semplice da utilizzare e capace di raggiungere realmente i soggetti più esposti. Ponendo fine alle mille proroghe dei tagli accise.

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AUTOTRASPORTO SOTTO OSSERVAZIONE PER IL BOOM DEL DIESEL

Uno dei settori maggiormente interessati dal dossier è quello dell’autotrasporto merci. Per le aziende che effettuano quotidianamente lunghi tragitti, il costo del carburante rappresenta una delle principali voci di spesa. Un aumento significativo del diesel può quindi incidere sui margini delle imprese e, indirettamente, trasferirsi lungo la catena dei prezzi.

Il collegamento con l’inflazione è particolarmente importante. I camion trasportano infatti una quota rilevante delle merci destinate alla distribuzione nazionale. Se il costo del trasporto cresce, l’aumento può riflettersi sui prezzi applicati dalle imprese e arrivare, in parte, fino al consumatore finale.

Analoga attenzione riguarda il trasporto collettivo di persone, per il quale il carburante costituisce un elemento rilevante dei costi operativi. In questo caso eventuali misure di sostegno potrebbero avere una funzione non soltanto economica, ma anche di tutela della continuità dei servizi.

IL NODO DELLE RISORSE

Dietro la discussione sulle accise c’è soprattutto una questione di bilancio. Ogni riduzione dell’imposta sui carburanti comporta infatti minori entrate per lo Stato. Quando l’intervento viene prorogato più volte, il costo complessivo può diventare particolarmente elevato.

Da qui nasce l’esigenza di rendere gli aiuti più mirati. Concentrando le risorse sui cittadini e sulle attività maggiormente colpiti dall’aumento dei costi, il Governo potrebbe ottenere un effetto di protezione più significativo a parità di spesa pubblica.

La sfida sarà riuscire a costruire un sistema che tenga insieme due esigenze apparentemente contrapposte: proteggere chi è più esposto al caro-carburanti e, contemporaneamente, limitare l’impatto delle misure sui conti pubblici.

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