Diesel verso la proroga del taglio accise col meccanismo mobile

Diesel verso la proroga del taglio accise col meccanismo mobile

Il Governo si appresta a varare una mini proroga del taglio delle accise sui carburanti tramite un decreto interministeriale basato sull'accisa mobile, valutando ulteriori interventi mirati per famiglie e imprese

 

Il Governo si appresta a varare una mini proroga del taglio delle accise sui carburanti tramite un decreto interministeriale basato sull'accisa mobile, valutando ulteriori interventi mirati per famiglie e imprese

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3 Settembre 2026 - 08:00

Il Governo Meloni pare intenzionato a prorogare il taglio accise diesel di 0,171 euro, che scade il 5 settembre. Il tutto tramite accisa mobile, così da attenuare il boom del prezzo del gasolio alla pompa. Intanto come da previsioni, oggi boom a 2,147 euro per litro e +0,016 (mentre la benzina è a 2.039 e +0,012). Settimana prossima, dovrebbero arrivare misure per ceti deboli e imprese.  Il cuore del provvedimento in fase di definizione poggia quindi su un meccanismo che consente di rimodulare l’aliquota d’imposta in seguito alle variazioni del prezzo internazionale del petrolio greggio e dei prodotti raffinati. Attraverso questo strumento, l’eventuale aumento del gettito IVA generato ad agosto 2026 dall’incremento dei listini alla pompa viene sterilizzato e reinvestito per compensare la componente accisa, attenuando così l’impatto economico sui consumatori finali.

SCONTO DIESEL DALL’ACCISA MOBILE: COSA PUÒ CAMBIARE PER FAMIGLIE E IMPRESE

La proroga dello sconto sul diesel attraverso l’accisa mobile rappresenterebbe, in ogni caso, una misura di breve periodo, pensata soprattutto per accompagnare famiglie e imprese nella fase di maggiore volatilità dei prezzi energetici. Per gli automobilisti, il beneficio sarebbe immediatamente visibile sul prezzo praticato alla pompa, mentre per le aziende che utilizzano quotidianamente mezzi commerciali e autocarri l’effetto potrebbe tradursi in una riduzione dei costi operativi.

Particolare attenzione sarà però riservata alla selettività degli interventi. Il rischio, infatti, è che una riduzione generalizzata delle accise finisca per destinare una parte significativa delle risorse anche a consumatori che non si trovano in una situazione di reale difficoltà economica. Per questo motivo, l’eventuale pacchetto destinato ai ceti deboli potrebbe affiancare allo sconto sul carburante strumenti più mirati, capaci di concentrare gli aiuti sulle famiglie maggiormente esposte all’aumento del costo della vita.

Sul fronte delle imprese, invece, il nodo principale riguarda i settori maggiormente dipendenti dal trasporto su strada. Trasporto, agricoltura, commercio e logistica sono infatti particolarmente vulnerabili alle oscillazioni del gasolio. Un intervento temporaneo può quindi contribuire a evitare che l’aumento dei costi venga trasferito integralmente sui prezzi finali.

ACCISA MOBILE: I PRO

Il primo vantaggio dell’accisa mobile è la sterilizzazione automatica dell’inflazione energetica. Quando i costi internazionali del greggio impennano, trascinando verso l’alto i prezzi dei carburanti, lo Stato incassa automaticamente più IVA (il cosiddetto extragettito). L’accisa mobile intercetta questa maggiore entrata fiscale per sterilizzarla, riducendo l’imposta fissa sul carburante e calmierando l’aumento del prezzo finale alla pompa.

A differenza di un taglio generalizzato delle accise finanziato interamente da nuovo debito o da tagli lineari ad altri capitoli di spesa pubblica, l’accisa mobile utilizza le risorse generate dallo stesso rincaro energetico. Questo riduce parzialmente la pressione immediata sulle coperture di bilancio tradizionali. Mantenere calmierato il costo del gasolio significa frenare una reazione a catena che finirebbe per scaricarsi sui prezzi dei beni di prima necessità e sui generi alimentari.

Diesel verso la proroga del taglio accise col meccanismo mobile

SVANTAGGI DELL’ACCISA MOBILE

Diversi analisti economici evidenziano come il solo extragettito IVA non basti a garantire uno sconto corposo e duraturo. Se l’impennata del petrolio è particolarmente violenta, i fondi recuperati tramite la sterilizzazione dell’IVA si rivelano insufficienti a coprire riduzioni di decine di centesimi senza l’ausilio di coperture finanziarie aggiuntive.

Il taglio lineare del prezzo alla pompa avvantaggia indistintamente chi utilizza il veicolo per necessità lavorative e chi ne fa un uso puramente voluttuario, inclusi i possessori di vetture di lusso. Questa mancanza di selettività iniziale costringe l’esecutivo a correggere il tiro affiancando, come in questo caso, misure specifiche per i ceti meno abbienti.

Legare le entrate erariali all’altalena dei mercati petroliferi rende complessa la programmazione finanziaria di medio termine. Rinunciare costantemente agli introiti dell’IVA e delle accise priva lo Stato di risorse stabili che potrebbero essere dirottate verso investimenti strutturali nella transizione ecologica o nella sanità.

CARBURANTI: EQUILIBRIO DELICATO

La scommessa del Governo risiede dunque nel trovare un equilibrio precario tra la necessità di dare un sollievo immediato a famiglie e imprese e l’esigenza di non compromettere la stabilità dei conti pubblici, affidandosi a uno strumento che, pur attenuando gli shock più violenti, non può rappresentare una soluzione definitiva al caro energia.

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