Pompa di benzina
Taglio accise: dal 7 giugno sconto solo per le famiglie povere?
Carburanti, il Governo valuta stop al taglio delle accise generalizzato: si va verso bonus mirati per benzina e diesel
Carburanti, il Governo valuta stop al taglio delle accise generalizzato: si va verso bonus mirati per benzina e diesel
Il conto alla rovescia per il taglio delle accise sui carburanti è ufficialmente ripartito. Dopo le ripetute proroghe adottate dal Governo per contenere i prezzi alla pompa, schizzati alle stelle a causa della crisi energetica innescata dalla guerra in Iran, l’esecutivo sta valutando una svolta netta. Non più uno sconto generalizzato per tutti, ma aiuti selettivi riservati solo alle fasce più deboli della popolazione. La data chiave è il 7 giugno 2026: da quel momento potrebbe cambiare tutto, con conseguenze dirette su milioni di automobilisti e sul costo della vita.
TAGLIO ACCISE: LA FINE DELLO SCONTO GENERALIZZATO?
Da marzo il taglio delle accise e dell’Iva ha permesso di mantenere i prezzi del gasolio e della benzina più o meno sotto controllo, nonostante le quotazioni internazionali restassero elevate per le tensioni geopolitiche. Oggi, però, il Governo sembra orientato a interrompere questa misura universale. Anche perché il gasolio self service è tornato sotto i 2 euro al litro in molte aree del Paese, mentre la benzina si mantiene comunque al di sotto di quella soglia psicologica anche con accise piene. Senza il beneficio fiscale, però, i listini alla pompa tornerebbero a salire per tutti, colpendo indistintamente famiglie, pendolari e imprese.
In particolare, considerando i prezzi di oggi, Staffetta Quotidiana ha calcolato che con le accise piene il prezzo medio della benzina salirebbe a 1,995 euro/litro e quello del diesel a 2,116 euro/litro.
IL BONUS MIRATO PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ
L’ipotesi allo studio prevede di sostituire lo sconto generalizzato con un contributo dedicato esclusivamente ai beneficiari della “Carta dedicata a te”, ovvero le famiglie con Isee fino a 15 mila euro. Si tratterebbe di un voucher di circa 100 euro da spendere direttamente ai distributori di benzina e diesel. Coinvolgerebbe circa 1,2 milioni di nuclei familiari per un costo totale di circa 120 milioni di euro: una cifra decisamente inferiore rispetto agli oltre 1,3 miliardi già spesi solo per i carburanti dal 19 marzo (e quasi due miliardi includendo agricoltura, pesca e autotrasporto). L’obiettivo è concentrare le risorse dove servono davvero, evitando sprechi per chi ha maggiore capacità di spesa.
I RISCHI ECONOMICI E POLITICI DELLA SVOLTA
La Banca d’Italia ha più volte sottolineato che il taglio delle accise ha contribuito a frenare l’inflazione e a proteggere il potere d’acquisto delle famiglie. Allo stesso tempo, però, ha evidenziato come gli sconti generalizzati finiscano per avvantaggiare soprattutto i redditi più alti, quelli che consumano di più e riempiono il serbatoio con maggiore frequenza. La scelta di passare a bonus mirati potrebbe quindi essere più equa, ma rischia di avere un prezzo politico elevato: milioni di automobilisti e imprese si troverebbero a pagare di più alla pompa proprio mentre i costi energetici restano sotto pressione per la situazione internazionale. Il Governo dovrà quindi bilanciare rigore di bilancio e consenso sociale, in un momento in cui i prezzi dei carburanti restano un tema sensibile per l’opinione pubblica. La decisione finale è attesa a breve: dal 7 giugno lo sconto potrebbe non essere più per tutti.
