Taglio accise carburanti: nuova proroga al 22 maggio, ma servono questi step
Il governo proroga le accise sui carburanti fino al 22 maggio in due tempi, in attesa dei fondi dell'extragettito IVA
Il governo proroga le accise sui carburanti fino al 22 maggio in due tempi, in attesa dei fondi dell'extragettito IVA
Il governo interviene ancora sul costo dei carburanti con una nuova proroga del taglio delle accise, valida fino al 22 maggio 2026. Una misura attesa per contenere i rincari alla pompa, ma che arriva con modifiche rilevanti rispetto al passato: lo sconto infatti non sarà più uniforme e apre a nuove scelte politiche ed economiche. Una delle principali novità riguarda la diversa entità del taglio. Il gasolio mantiene una riduzione di circa 20 centesimi al litro, mentre per la benzina lo sconto scende a soli 5 centesimi: questa scelta riflette una strategia che punta a sostenere in modo più diretto il settore del trasporto e della logistica, fortemente dipendente dal diesel. Tuttavia, la riduzione più contenuta sulla benzina rischia di avere un impatto limitato per i consumatori privati.
ACROBAZIA CONTABILE
Il finanziamento della proroga del taglio delle accise sui carburanti ha richiesto un complesso incastro giuridico e contabile. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che estende la misura fino al 10 maggio, stanziando 146,5 milioni di euro. Per raggiungere l’obiettivo dei 21 giorni annunciato dalla premier Giorgia Meloni, arrivando così fino al 22 maggio, sarà necessario un successivo decreto ministeriale. Questa frammentazione dell’iter è dovuta alla necessità di attendere la quantificazione dell’extragettito IVA derivante dagli aumenti dei prezzi del carburante, che sarà disponibile solo nei prossimi giorni.
Le risorse per coprire i giorni dall’11 al 22 maggio (circa 200 milioni di euro) proverranno proprio da questo maggior gettito e dalle sanzioni dell’Antitrust, già quantificate. Nel frattempo, sul fronte energetico, l’Italia ha raggiunto un’ottima copertura degli stoccaggi di gas in vista dell’inverno, arrivando a quasi il 50% della capacità totale, un dato nettamente superiore rispetto alla media europea e tedesca. Gli operatori hanno già acquistato il 90% delle scorte necessarie per la stagione fredda, garantendo la continuità delle forniture, sebbene i rincari delle quotazioni faranno pesare i costi sulle bollette.
PERCHÉ SERVE UNA MISURA TEMPORANEA
Il taglio delle accise resta una misura emergenziale: il costo per lo Stato è significativo, con una spesa stimata in centinaia di milioni al mese per mantenere lo sconto. Per questo motivo, il governo ha scelto una proroga breve e modulata, evitando un impegno finanziario più pesante nel lungo periodo. L’obiettivo è guadagnare tempo in attesa di una stabilizzazione dei mercati energetici. Senza il rinnovo del taglio, i prezzi dei carburanti potrebbero salire rapidamente. Le stime indicano che il diesel potrebbe superare i 2,3 euro al litro, mentre la benzina potrebbe avvicinarsi ai 2 euro. Uno scenario che renderebbe l’Italia uno dei Paesi con i prezzi più alti in Europa, con effetti diretti su trasporti, inflazione e potere d’acquisto delle famiglie.

CHE FARE PER IL FUTURO
La proroga fino al 22 maggio non risolve il problema strutturale dei carburanti: il primo riguarda l’individuazione delle risorse per eventuali nuove proroghe o misure alternative; il secondo è la definizione di interventi mirati, come aiuti selettivi per categorie specifiche o per redditi più bassi. Infine, sarà centrale una strategia più ampia sulla fiscalità energetica, per evitare interventi emergenziali ripetuti.