Prezzi carburanti in esplosione: cosa può fare il Governo
Carburanti ancora su, di 4 millesimi oggi: benzina a 2,058 euro e diesel addirittura a 2,169, in attesa delle misure dell’Esecutivo
Carburanti ancora su, di 4 millesimi oggi: benzina a 2,058 euro e diesel addirittura a 2,169, in attesa delle misure dell’Esecutivo
Boom senza fine dei prezzi carburanti: stando al ministero delle Imprese, stamane ci sono rincari di 4 millesimi. Così in self su rete ordinaria il litro di benzina vola a 2,058 euro e il diesel addirittura a 2,169. Il taglio accise gasolio di 0,171 euro con IVA finisce il 10 settembre: a quel punto, avremmo il diesel perfino a 2,340 euro, con un record storico dovuto alla guerra USA-Iran, che frantuma il primato 2022 per lo scontro Russia-Ucraina. Incide la spinta dall’ennesimo balzo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, dice Staffetta Quotidiana, con la benzina al livello più alto dal 3 luglio 2022. Il tutto mentre il barile di petrolio Brent è a un millimetro dai 100 dollari. In autostrada, come sempre, listini ancora più su, con la verde a 2,143 e il gasolio a 2,240.
PREZZI CARBURANTI: ORE DECISIVE PER IL GOVERNO
La scommessa iniziale del Governo Meloni era che il conflitto in Medio Oriente fosse lampo, come promesso da Trump: di qui la scelta di un mini taglio delle accise per poco tempo. Ma le cose sono peggiorate e quella strategia dei micro decreti continuati nel tempo si è rivelata inefficace. Adesso, la situazione è precipitata, con pesantissime conseguenze per automobilisti, trasporti, imprese, inflazione.
La soluzione immediata, già impiegata per tamponare l’emergenza, consiste nel rifinanziare lo sconto temporaneo. Il meccanismo sfrutta il maggior gettito IVA incassato dallo Stato: all’aumentare del costo della materia prima, le entrate fiscali percentuali crescono, generando un extragettito.
Il Governo può riutilizzare queste risorse per calmierare direttamente l’accisa. Tuttavia, estendere la misura oltre la metà di settembre richiederebbe una copertura finanziaria considerevole, difficile da sostenere a lungo senza intaccare le risorse destinate alla imminente legge Bilancio 2027.
PROVVEDIMENTI SU BENZINA E DIESEL PER POCHI? DI CHE SI TRATTA
Prende quota la possibilità di adottare misure selettive. Tra le proposte sul tavolo figura il potenziamento di contributi diretti o bonus carburante riservati alle fasce ISEE più basse e ai lavoratori pendolari.
Questo approccio permetterebbe di limitare l’impatto economico sulle casse dello Stato, concentrando gli aiuti su chi subisce maggiormente il peso dei rincari sulla spesa quotidiana. A nostro avviso, da proteggere sia chi ha una vettura diesel sia chi ha una macchina a benzina: l’exploit della verde va tenuto in seria considerazione.

AUTOTRASPORTO SENZA OSSIGENO
L’esplosione del prezzo del diesel colpisce al cuore la catena logistica. Senza tutele specifiche per gli autotrasportatori, il rischio concreto è un immediato effetto domino sui prezzi dei beni di prima necessità, a partire da quelli alimentari. Il Governo valuta la conferma o l’ampliamento dei crediti d’imposta sul carburante dedicati alle imprese di trasporto merci, prevenendo blocchi della distribuzione e spinte inflazionistiche generalizzate.
INFLAZIONE, LA SECONDA ONDATA DEL CARO-CARBURANTI
Il vero timore è che il nuovo shock energetico finisca per trasformarsi in una tremenda ondata inflazionistica. Il caro carburanti, infatti, non si ferma al distributore: ogni aumento del diesel si trasferisce progressivamente sui costi di trasporto delle merci, sulla logistica, sulla produzione e, alla fine, sui prezzi pagati dai consumatori.
A essere maggiormente esposte sono le attività che dipendono dalla movimentazione su gomma, dalla grande distribuzione all’agroalimentare, fino all’industria manifatturiera. Senza contare i prezzi dei ricambi, delle riparazioni auto, delle vetture nuove e usate.
BANCO DI PROVA PER IL GOVERNO
Per gli automobilisti l’impatto è altrettanto gravoso. Un pieno di 50 litri di benzina, ai prezzi attuali, supera ormai i 100 euro, mentre per un’auto diesel la stessa quantità arriva a 108 euro. Il rischio è quindi che il carburante torni a essere uno dei principali motori dell’inflazione, vanificando parte degli effetti positivi ottenuti negli ultimi mesi.
Per il Governo si apre così un difficile equilibrio: intervenire significa trovare risorse e rinunciare ad altre coperture, non intervenire significa invece lasciare che lo shock energetico si propaghi all’intera economia. Nelle prossime settimane si valuterà la capacità dell’Esecutivo di proteggere famiglie e imprese senza compromettere i conti pubblici e gli equilibri Manovra 2027.