Pompa di benzina
Prezzi benzina e diesel in calo: a maggio si torna alle accise piene?
Con i prezzi di benzina e diesel in calo per l’ottavo giorno consecutivo in Italia, aumentano le possibilità che il taglio delle accise non venga prorogato
Con i prezzi di benzina e diesel in calo per l’ottavo giorno consecutivo in Italia, aumentano le possibilità che il taglio delle accise non venga prorogato
I prezzi di benzina e diesel sono diminuiti per l’ottavo giorno consecutivo, confermando una tendenza al ribasso che sembra ormai consolidata. Probabilmente incide la situazione di stallo che si è creata in Iran; maggiore cautela invece (visti i precedenti), sulle dichiarazioni del presidente Trump, che ha annunciato l’imminente fine del conflitto. In ogni caso, secondo le rilevazioni di oggi dell’Osservaprezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità self sulla rete stradale nazionale è pari a 1,769 euro/litro, mentre il prezzo medio del diesel è 2,124 euro/litro. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,803 euro/litro per la benzina e 2,161 euro/ litro per il gasolio. Intendiamoci: si tratta comunque di prezzi ancora molto alti rispetto a prima della crisi in Medio Oriente. Tuttavia se il trend al ribasso sarà confermato nelle prossime due settimane, quasi certamente il Governo sceglierà di non prorogare il taglio delle accise introdotto a metà marzo.
TAGLIO ACCISE: NIENTE PROROGA DOPO IL 1° MAGGIO?
Il motivo è presto detto. Tagliare le accise costa uno sproposito allo Stato. Proprio pochi giorni fa il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha parlato di una misura da circa 1 miliardo di euro al mese, mettendone in dubbio la sostenibilità sul lungo periodo. Per questo se il prezzo dei carburanti dovesse continuare a scendere, tornando a livelli più accettabili, l’Esecutivo potrebbe prendere la palla al balzo per cancellare il provvedimento, che comunque resta valido fino al prossimo 1° maggio.
Però occorrerà che i prezzi scendano per davvero, perché, senza aiuti, con i dati di oggi il diesel viaggerebbe abbondantemente sopra i 2,30 euro/litro e la benzina sopra la soglia psicologica dei 2 euro/litro. Inaccettabile.
L’ALLARME DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE: TAGLIO ACCISE POCO UTILE
Tra l’altro secondo il Fondo Monetario Internazionale, il taglio delle accise sui carburanti non sarebbe neppure una misura particolarmente utile, se non a dissanguare le casse statali. Ne abbiamo parlato proprio oggi: per il FMI, intervenire sul mercato per bloccare l’aumento dei prezzi (come per esempio ha fatto la Polonia) o applicare nuovi tagli alle accise (come ha fatto l’Italia) va considerata una strategia imprudente. Tali manovre, infatti, gravano eccessivamente sulle finanze pubbliche senza risolvere le cause strutturali.
Nel dettaglio, la mancanza di gettito compromette la stabilità del bilancio nazionale, portando a un incremento del debito pubblico che, nel lungo periodo, risulta più dannoso dell’inflazione stessa. Gli esperti del FMI chiariscono poi che queste politiche sono spesso indiscriminate, poiché agevolano anche le fasce di popolazione più abbienti che non avrebbero bisogno di sussidi per il rifornimento. La raccomandazione ufficiale è quindi quella di abbandonare i sussidi generalizzati per passare a sostegni mirati e selettivi, destinati esclusivamente alle famiglie con redditi bassi e alle imprese pesantemente colpite dai rincari energetici.
Mantenere inoltre i prezzi artificialmente bassi impedisce al sistema economico di adattarsi alla scarsità di risorse. In altri termini, se il costo di benzina e gasolio non riflette il reale valore di mercato, i consumatori non sono incentivati a ridurre gli sprechi o a investire in tecnologie alternative.

DUBBI INTERNI SUL TAGLIO ACCISE
Non è un caso che anche il Servizio Bilancio del Senato, l’organismo indipendente che esamina i testi all’attenzione di Palazzo Madama, voglia vederci chiaro. Occupandosi del decreto Carburanti-bis, attualmente all’esame della Commissione Finanze, è infatti emerso che sulla “quantificazione del gettito stimato derivante dalla riduzione delle aliquote dell’accisa sulla benzina e sul gasolio, sarebbe opportuno fornire i dati in base ai quali dai consumi di benzina e gasolio a legislazione vigente e dai consumi dello scenario proposto si determinano i rispettivi gettiti“. Inoltre, con riferimento alla perdita di gettito da accisa riconducibile alle agevolazioni previste per il gasolio agricolo e per il gasolio impiegato nei motori fissi, “andrebbero forniti i dati in base ai quali si stima una perdita di gettito, rispettivamente, di -2,1 milioni di euro per l’agricoltura e di 0,3 milioni di euro per i motori fissi“. Analoga richiesta di dati riguarda anche “la stima di gettito derivante dalla riduzione dell’aliquota di accisa” che è “applicata ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento (Hvo) e al biodiesel”, nonché gli effetti di cassa derivanti dai “crediti d’imposta riconosciuti per il gasolio commerciale, per i taxi, per le ambulanze e per le forze armate“.
Insomma, il dibattito (anche all’interno della stessa maggioranza) è aperto. E qualcosa ci dice che da qui al 1° maggio non mancheranno i colpi di scena.