Prezzo carburanti: Polonia fissa un tetto massimo per benzina e diesel

Prezzo carburanti: Polonia fissa un tetto massimo per benzina e diesel

Scopri l'intervento del governo polacco sul prezzo dei carburanti che prevede un tetto massimo e riduzione della tassazione

 

Scopri l'intervento del governo polacco sul prezzo dei carburanti che prevede un tetto massimo e riduzione della tassazione

1 Aprile 2026 - 17:45

Il governo polacco ha varato un intervento straordinario per contrastare l’aumento del costo dei carburanti, agendo direttamente sui prezzi alla pompa. Attraverso l’introduzione di un tetto massimo e una drastica riduzione della tassazione, la Polonia torna così a posizionarsi come uno dei Paesi con i costi per il rifornimento più bassi dell’Unione Europea, mirando a proteggere il potere d’acquisto dei cittadini e la competitività delle imprese nazionali.

QUANTO COSTANO BENZINA E DIESEL IN POLONIA DOPO L’INTERVENTO DELLO STATO

A seguito dell’intervento statale, chiamato Pakiet CPN (Prezzi del carburante più bassi), il Ministro dell’Energia polacco ha fissato i prezzi massimi per i carburanti in vigore da martedì 31 marzo 2026:

  • Benzina senza piombo 95 ottani: il prezzo massimo è fissato a 5,42 PLN al litro più IVA, portando il costo finale alla pompa a 6,16 PLN (circa 1,43 euro).
  • Benzina senza piombo 98 ottani: il tetto è stabilito in 5,98 PLN al litro più IVA, per un totale di 6,76 PLN (circa 1,57 euro).
  • Gasolio (Diesel): per il diesel il limite massimo di vendita è di 6,76 PLN al litro che, con l’applicazione dell’IVA, raggiunge i 7,60 PLN (circa 1,77 euro).

La vendita a un prezzo superiore al massimo consentito sarà soggetta a una sanzione fino a 1 milione di PLN (circa 234.000 euro) e a verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate polacca.

IL TAGLIO DELLE ACCISE

In Polonia, un po’ come in Italia, il prezzo del carburante alla pompa è determinato dal prezzo dei carburanti sul mercato nazionale, a cui vengono sommati l’accisa, la tassa sui carburanti, un margine di rivendita fissato a 0,30 PLN al litro e l’IVA.

Domenica scorsa è entrata in vigore la riforma che modifica, tra le altre, la legge sulle scorte petrolifere. Il provvedimento ha introdotto ufficialmente il meccanismo di calcolo per il prezzo massimo che i distributori devono applicare presso le stazioni di servizio. La normativa prevede che, per tutto il periodo di vigenza delle aliquote IVA agevolate (a partire dal 31 marzo), i soggetti che operano nella vendita di carburanti siano obbligati a praticare prezzi al dettaglio non superiori al tetto massimo prestabilito.

Da lunedì è inoltre operativo il decreto del Ministero delle Finanze relativo al taglio delle accise. In base al testo, fino al 15 aprile l’accisa ridotta ammonterà a 1,239 PLN per 1.000 litri di benzina e a 0,880 PLN per 1.000 litri di gasolio; la medesima soglia di 0,880 PLN si applicherà anche ai biocarburanti puri. Il decreto è stato emanato in attuazione della riforma della legge sull’accisa, entrata in vigore domenica scorsa, che ha autorizzato la riduzione temporanea delle aliquote tramite decreto ministeriale fino al prossimo 30 giugno.

RIDUZIONE DELL’IVA E DETERMINAZIONE DEL PREZZO MASSIMO

Ma non solo: nella serata di sabato è stato pubblicato un altro decreto del Ministro delle Finanze relativo alla riduzione delle aliquote IVA. Il provvedimento stabilisce che l’aliquota agevolata, ridotta all’8%, resterà in vigore dal 31 marzo al 30 aprile di quest’anno.

Il provvedimento fa seguito all’annuncio del primo ministro polacco Donald Tusk, che aveva detto di voler ridurre l’aliquota IVA sui carburanti dal 23% all’8%, così come le accise, portandole al minimo previsto dalle normative UE. Tuttavia, per evitare che l’aumento del costo del carburante vanificasse questi tagli (come di fatto è avvenuto in Italia), il governo della Polonia ha introdotto anche un prezzo massimo al dettaglio per benzina e diesel.

Il Ministro dell’Energia ha fissato il prezzo massimo sulla base degli indicatori del prezzo medio all’ingrosso e dei costi operativi minimi.

Come detto, il provvedimento prevede anche una tassa sugli extra-profitti delle compagnie petrolifere che beneficiano dei rialzi nelle quotazioni del greggio.

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