Ponte sullo Stretto: cosa succede dopo lo stop della Corte dei Conti?

Ponte sullo Stretto: cosa succede dopo lo stop della Corte dei Conti?

Ponte sullo Stretto, stop da Corte dei Conti: i giudici contabili negano il visto di legittimità della delibera Cipess. E adesso che succede?

 

Ponte sullo Stretto, stop da Corte dei Conti: i giudici contabili negano il visto di legittimità della delibera Cipess. E adesso che succede?

30 Ottobre 2025 - 10:30

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina si inceppa all’ultimo ostacolo: la Corte dei Conti, al termine di una lunga Camera di Consiglio, ha deciso di non concedere il visto di legittimità e la registrazione della Delibera Cipess di agosto che aveva approvato il progetto definitivo dell’opera. Questo però non significa automaticamente che il Ponte non si farà, ma comporta per lo meno il ritardo (da quantificare) nell’avvio dei cantieri. Vediamo cosa potrebbe succedere alla luce del no dei magistrati contabili.

CORTE DEI CONTI BOCCIA PROGETTO PONTE SULLO STRETTO

Le motivazioni della Corte dei Conti, il cui parere era decisivo per la pubblicazione del progetto definitivo del Ponte in Gazzetta Ufficiale e la conseguente apertura dei primi cantieri, saranno rese pubbliche entro 30 giorni. Tuttavia le maggiori criticità riguarderebbero l’affidabilità delle stime di traffico e la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali e antisismiche, nonché alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Secondo il Sole 24 Ore, durante la seduta della Corte la consigliera Carmela Mirabella avrebbe sollevato eccezioni anche sulla competenza del Cipess, considerato organo ‘politico’.

PONTE SULLO STRETTO: TUTTE LE CRITICITÀ SOLLEVATE DALLA CORTE DEI CONTI

Che quello della Corte dei Conti sarebbe stato uno scoglio arduo da superare si era intuito già a settembre, quando l’organismo aveva chiesto una serie di chiarimenti al Governo sul progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, sollevando dubbi su diverse procedure adottate dall’Esecutivo: in particolare sulle deroghe ai vincoli di protezione ambientale e sull’aumento delle spese per la costruzione del ponte e delle opere collegate, come strade e ferrovie.

La Corte dei Conti aveva inoltre chiesto al Governo di spiegare in modo più approfondito la compatibilità del progetto con il parere negativo della commissione di Valutazione d’Incidenza Ambientale (VIncA), motivato con 62 prescrizioni. Per aggirare quel parere negativo, lo scorso aprile il Consiglio dei Ministri, con un’acrobazia degna di una ginnasta olimpica, aveva dichiarato il ponte “infrastruttura di interesse militare” (!?!).

Tra le contestazioni espresse dalla Corte dei Conti c’erano anche alcuni aumenti delle spese apparentemente non motivati (come quelli relativi ai costi per la sicurezza, passati da 97 a 206 milioni, e quelli per le opere compensative), nonché l’esclusione dalla procedura dell’ART – Autorità di Regolazione dei Trasporti, che interviene su concessioni, accesso alle infrastrutture e tariffe.

Ponte sullo Stretto Corte dei Conti

REAZIONI DEL GOVERNO E COSA PUÒ SUCCEDERE

Come era lecito immaginarsi, il Governo ha reagito duramente alla decisione della Corte dei Conti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che si tratta “dell’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento“, mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di “grave danno per il Paese” definendo lo stop “una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico“, aggiungendo di essere comunque determinato “a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori“.

Ecco, appunto. Torniamo così alla domanda iniziale: cosa succede al Ponte sullo Stretto dopo lo stop della Corte dei Conti? Sarà possibile aprire lo stesso i cantieri? Ebbene, la risposta è sì. Tecnicamente, anche con il parere negativo della Corte il Governo potrebbe comunque decidere di andare avanti con il progetto. Infatti nel caso in cui il controllo riguardi un atto governativo, secondo la legge, l’amministrazione interessata, in caso di rifiuto di registrazione da parte dei magistrati contabili, può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri. Il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda a interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso. Scopriremo nelle prossime settimane se l’Esecutivo sceglierà di andare allo scontro con la Corte dei Conti forzando la pubblicazione in Gazzetta del progetto definitivo del Ponte. Quasi certamente attenderà prima di conoscere le motivazioni del no, attese nei prossimi 30 giorni.

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