Ponte sullo Stretto: cosa succede dopo l’ok del CIPESS?

Ponte sullo Stretto: cosa succede dopo l’ok del CIPESS?

Il CIPESS ha approvato il progetto definitivo del ponte sullo stretto di Messina, ma adesso cosa succede? Scopriamo i prossimi passaggi e il rischio ricorsi

 

Il CIPESS ha approvato il progetto definitivo del ponte sullo stretto di Messina, ma adesso cosa succede? Scopriamo i prossimi passaggi e il rischio ricorsi

6 Agosto 2025 - 17:20

Il CIPESS, l’organo interministeriale a cui spetta valutare la spesa per la costruzione di grandi opere pubbliche, ha approvato il progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, passaggio essenziale per l’avvio degli espropri e l’apertura dei cantieri. La notizia è stata data con molta enfasi dal ministro delle Infrastrutture e del Trasporti Matteo Salvini, colui che più di tutti sta spingendo per la realizzazione del ponte, parlando di ‘risultato storico’ e annunciando l’avvio dei cantieri entro la fine del 2025 con l’obiettivo di inaugurarlo tra il 2032 e il 2033. Tuttavia, sebbene in passato non si era mai arrivati così in là con le procedure, è prematuro affermare che il ponte di Messina si farà al 100%. Sull’opera, infatti, pendono ancora diverse variabili, dalle cause legali che sicuramente partiranno a seguito degli espropri ai ricorsi dei comitati civici e delle associazioni ambientaliste contrarie al ponte, pronte allo scontro in tutte le sedi nazionali ed europee.

VIA LIBERA DEL CIPESS AL PONTE SULLO STRETTO: LE CARATTERISTICHE DELL’OPERA

Nell’annunciare il via libera del CIPESS al ponte sullo Stretto nel corso di una conferenza stampa a cui partecipato anche la premier Giorgia Meloni, Salvini ha ricordato che sarà il ponte a campata unica più lungo al mondo e che il progetto non si limita alla costruzione del ponte in senso stretto, ma sono previsti oltre 40 km di raccordi stradali e ferroviari per connettere l’infrastruttura. “Si tratta“, ha poi aggiunto Meloni, “di un’opera strategica per lo sviluppo di tutta la Nazione: non è un’opera facile ma lo riteniamo un investimento sul presente e sul futuro dell’Italia“.

Il ponte sullo Stretto avrà una lunghezza complessiva di 3.660 metri, con una campata sospesa di 3.300 metri. In base al progetto le due torri che lo sosterranno saranno alte 399 metri e formate da due piloni collegati tra loro da tre grandi travi orizzontali. Secondo i progettisti, la particolare struttura aerodinamica renderà il ponte stabile con venti fino a 300 km/h (la velocità massima osservata negli ultimi decenni è pari a 128 km/h). Per quanto riguarda invece i tempi di percorrenza, in base alle previsioni saranno di circa 15 minuti per i treni da Villa San Giovanni a Messina (oggi ce ne vogliono 120 di minuti per i treni passeggeri trasportati sui traghetti e 180 minuti per i treni merci) e di 10 minuti per il passaggio in auto tra lo svincolo di Santa Trada e lo svincolo di Giostra, contro gli attuali 70.

Riepiloghiamo tutte le caratteristiche.

  • Lunghezza complessiva: 3.666 metri
  • Larghezza: 60,4 metri
  • Altezza dei pilastri: 399 metri
  • Altezza di canale navigabile centrale: 72 metri
  • Corsie stradali: 6
  • Binari ferroviari: 2
  • Costo complessivo: 13,5 miliardi di euro.

Per saperne di più, leggi 20 risposte tecniche a tutti i dubbi sulla costruzione del Ponte di Messina.

SÌ DEL CIPESS AL PONTE DI MESSINA: I PROSSIMI STEP

L’ok del CIPESS si basa su un’ampia documentazione presentata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il supporto della società Stretto di Messina. Il documento approvato include il progetto definitivo aggiornato con il programma delle opere e dei servizi, i risultati positivi della Conferenza dei servizi, le conclusioni della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale (VIA) del MASE, il piano economico-finanziario e la relazione istruttoria del MIT che attesta la copertura dell’intero fabbisogno del progetto, pari appunto a circa 13,5 miliardi di euro, già stanziati. Sono state inoltre approvate le opere compensative.

E adesso cosa succede? La delibera approvata dal CIPESS dovrà passare alla Ragioneria dello Stato e infine alla Corte dei Conti per un controllo più formale da concludere con la cosiddetta ‘bollinatura’, prima di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e diventare quindi esecutiva. Per questi passaggi le tempistiche sono di circa due mesi e non sono attese sorprese. Le problematiche, infatti, sono ben altre.

COMITATI CIVICI E ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE ANNUNCIANO BATTAGLIA

Già pochi minuti dopo il termine della conferenza-stampa di Meloni e Salvini, i comitati civici e le associazioni ecologiste contrarie alla costruzione del ponte sullo Stretto, hanno fatto sapere che sono pronte a dare battaglia in tutte le sedi per ostacolare e infine impedire il progetto.

Ad esempio per Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF “l’impatto ambientale del ponte sullo Stretto di Messina è certo, documentato, ammesso dagli stessi proponenti l’opera” e, come se non bastasse, “contrario alle condizioni precise fissate dalle norme comunitarie, che però non sono state rispettate“. Per questo hanno presentato un nuovo reclamo all’UE a integrazione di quello già inviato il 27 marzo, chiedendo l’apertura di una procedura di infrazione verso l’Italia.

Sul piede di guerra anche l’associazione cittadina siciliana “Invece del ponte” molto attiva negli ultimi mesi: “Non c’è alcun via libera definitivo al Ponte sullo Stretto. Al contrario di quanto affermano Salvini e i suoi megafoni locali, non si dà il via a nessun cantiere, né inizieranno i lavori. Si tratta, piuttosto, dell’inizio di un percorso tutto in salita per chi ha trasformato un progetto fallimentare in una bandiera propagandistica. E soprattutto, si aprirà finalmente il fronte dei ricorsi legali, in tutte le sedi nazionali ed europee“.

Durissimo anche il Comitato No-Ponte Capo Peloro, che ha annunciato di aver aperto a Torre Faro ‘Casa Cariddi’, un presidio di resistenza per promuovere momenti d’incontro e di lotta e per contrastare soprattutto quelle che definiscono fake-news governative: “Noi infatti non crediamo affatto che l’approvazione del progetto del ponte sia definitiva, basti pensare alle 68 osservazioni del comitato tecnico scientifico, alle 62 prescrizioni della commissione via/vAS e le precedenti prescrizioni del 2011, e soprattutto al capitolo ancora aperto del parere della Commissione europea per la violazione della direttiva habitat. Altro che partita finita, si apre soltanto una nuova fase della lotta contro il ponte che intendiamo condurre fino alla vittoria“.

Insomma, come si intuisce la partita è appena iniziata…

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