Niente bollo auto 2027 se la vettura è usata per lavoro: il Governo ci pensa

Niente bollo auto 2027 se la vettura è usata per lavoro: il Governo ci pensa

L'Esecutivo potrebbe estendere il beneficio dell'esenzione del bollo auto 2027 a chi utilizza la vettura per lavoro

 

L'Esecutivo potrebbe estendere il beneficio dell'esenzione del bollo auto 2027 a chi utilizza la vettura per lavoro

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21 Settembre 2026 - 09:19

La mossa del premier Meloni di introdurre un’esenzione parziale e provvisoria del bollo auto, a favore delle macchine “piccole” (con potenza non superiore a 80 kW, circa 109 CV) e delle moto nel 2027, è stata dirompente, ma adesso il Governo lavora per estendere il beneficio a chi usa la vettura per lavoro. A prescindere dalle dimensioni del mezzo. Una misura, quella iniziale, pensata per premiare l’utenza privata di utilitarie e citycar, lasciando tuttavia fuori l’intero comparto aziendale e i professionisti titolari di partita IVA. La scelta di escludere le persone giuridiche ha sollevato immediate perplessità tra le categorie produttive. Chi guida il veicolo come strumento indispensabile per la professione – dagli agenti di commercio ai lavoratori autonomi, fino ai tecnici e ai professionisti in mobilità costante – si è trovato penalizzato dai vincoli dimensionali e di potenza.

BOLLO AUTO E LAVORO: SI PARLA DI FUTURA ESENZIONE

Chi percorre decine di migliaia di chilometri all’anno per professione orienta inevitabilmente le proprie scelte verso berline, station wagon o crossover di fascia media e superiore, veicoli le cui motorizzazioni superano quasi sistematicamente la soglia degli 80 kW.

Per correggere questa asimmetria, la maggioranza lavora ora a un ampliamento della platea dei beneficiari, con l’obiettivo di superare il solo criterio dei kilowatt e della cilindrata. L’orientamento emerso punta a tutelare chi impiega il mezzo per esigenze professionali, introducendo una deroga basata sulla destinazione d’uso e sull’operatività economica. Allargare l’esenzione ai veicoli strumentali significherebbe trasformare questa misura in un concreto sostegno alla produttività.

COPERTURE SUL BOLLO CERCASI

Resta da valutare la sostenibilità finanziaria dell’operazione. Il provvedimento originario comporta già una copertura statale stimata in circa 2,36 miliardi di euro per compensare i minori introiti delle Regioni, alle quali la tassa automobilistica garantisce un gettito ordinario costante.

Un’ulteriore estensione ai veicoli da lavoro richiederebbe risorse aggiuntive di rilievo da reperire nelle pieghe del bilancio. L’imminente iter di conversione parlamentare definirà l’equilibrio definitivo tra esigenze di gettito e agevolazioni per le categorie produttive.

Al momento non è dato sapere come farà il Governo a coprire sia i 2,36 miliardi di partenza sia i miliardi di “buco” per l’estensione ai mezzi di lavoro. Di certo servirà un trasferimento di risorse dallo Stato alle Regioni, che incassano circa 7,5 miliardi di euro l’anno con la tassa automobilistica.

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ESENZIONE BOLLO AUTO: CATEGORIE DA INDIVIDUARE

Uno dei nodi tecnici più complessi che i tecnici del ministero dell’Economia si troverebbero ad affrontare riguarda la definizione stringente di “veicolo strumentale“. Se per le vetture immatricolate come autocarro (categoria N1) o intestate direttamente ad aziende la tracciabilità risulta immediata, la situazione si fa più articolata per la vasta platea dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi.

In molti casi, infatti, il veicolo viene impiegato con un regime di uso promiscuo, servendo sia per l’attività lavorativa sia per le esigenze personali e familiari. Per evitare contenziosi o abusi, il legislatore sta valutando diversi parametri: dalla verifica dei codici Ateco dedicati a categorie con comprovata mobilità, all’inserimento del mezzo nei cespiti ammortizzabili dell’attività, fino all’adozione di tetti sulla deducibilità e detraibilità dell’IVA già registrati nei bilanci aziendali.

NIENTE TASSA AUTO ALLE FAMIGLIE NUMEROSE?

Da segnalare infine un’indiscrezione sulla possibile estensione dell’esenzione del bollo alle famiglie numerose, ossia quelle con almeno tre figli, che necessitano di vetture di notevoli dimensioni con potenze oltre gli 80 kW.

Una misura pensata per alleggerire i costi di gestione per i nuclei familiari spesso penalizzati dalle sovrattasse legate alla cilindrata o alle emissioni. L’ipotesi punta a favorire l’acquisto di veicoli spaziosi e sicuri, indispensabili per le esigenze quotidiane di trasporto domestico, riducendo l’impatto fiscale sulle categorie di auto di fascia media e alta necessarie per i viaggi.

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