Monopattini in sharing, la grande fuga dalle città: ora tocca a Verona
Monopattini elettrici sempre più nell'occhio del ciclone: adesso, Verona fa un passo indietro per lo sharing
Monopattini elettrici sempre più nell'occhio del ciclone: adesso, Verona fa un passo indietro per lo sharing
Periodo nero per i monopattini elettrici in Italia: Verona dice addio alle tavolette in sharing. Niente più operatori privati che mettono a disposizione gli strumenti, da condividere con altri, dietro pagamento di una tariffa. L’assessore ai trasporti Tommaso Ferrari ha anticipato che nel prossimo bando non sarà più prevista questa formula, riservata in futuro solo alle bici, dice l’Ansa.
Diverse le ragioni che spingono l’amministrazione scaligera a dire basta. Anzitutto, le recenti normative impongono l’obbligo del casco anche a chi ha più di 18 anni: un problema per le aziende di sharing dei monopattini elettrici. Che già devono coprire i mezzi con la RC. Inoltre, la città è esasperata dalla quantità di dispositivi parcheggiati ovunque al termine del servizio: una sosta selvaggia che deturpa il paesaggio urbano, divenendo anche insidiosa sui marciapiedi.
MONOPATTINI ELETTRICI: BRUTTA STORIA ALL’ITALIANA
Altre città hanno preso provvedimenti analoghi: circolano solo i monopattini privati (per ora…). Su tutte, Firenze dal 1° aprile 2026. Mentre diverse amministrazioni locali stanno irrigidendo i controlli o riducendo le flotte autorizzate, mentre contestualmente si punta a privilegiare formule di mobilità alternative come il bike sharing.
Le previsioni del boom della micromobilità urbana green, effettuate da cosiddetti esperti nel 2018, si sono rivelate del tutto sbagliate (errate quanto le stime dell’immediato exploit delle auto elettriche in Europa, con creazione di nuovi posti di lavoro).
A dare il via alle illusioni la legge 30 dicembre 2018 numero 145: sperimentazione della circolazione su strada di dispositivi per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (segway, hoverboard e monopattini). A beneficio del verde, dell’ecologia. Per sostituire l’auto, sporca e inquinante.
SEGNALI OVUNQUE
I Comuni riempirono le città di cartelli che facevano riferimento al test: ricordatevi di questa segnaletica, perché più tardi ci torniamo sopra. I monopattini erano leciti in ambito urbano e nei percorsi selezionati dall’amministrazione.
Nel 2019, di colpo, per legge i monopattini diventano identici alle bici. Da qui, il disastro italiano in tutto lo Stivale, con una situazione drammatica a Milano e Roma: incidenti mortali, feriti, sosta selvaggia, pedoni claudicanti o con disabilità urtati dai monopattinisti sui marciapiedi. E i cartelli dei test? Restano lì dove sono anche se la sperimentazione non c’è più: un mare di denaro pubblico sprecato.

LENTO GIRO DI VITE
Come si evince, il guaio riguarda qualsiasi Governo di qualunque colore. Si arriva all’Esecutivo Meloni: il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, con riforma del Codice della Strada (un parto difficilissimo), a fine 2024 cambia le regole, almeno in teoria.
Subito obbligo di casco anche per gli over 18. Passano mesi prima che arrivino i decreti attuativi ed ecco obbligo di targa e assicurazione a metà 2026 circa. Subito l’Ania (assicurazioni) chiede tempo, poi ecco le RC.
Altri pasticci a catena: targhino che non regge agli urti, polizze care come il fuoco (talvolta si schizza oltre 500 euro l’anno), un esercito di utenti che viaggia senza casco né contrassegno né polizza.
CONTROLLI: SENZA SOLDI, SONO DOLORI
Prima la politica ha introdotto un test, poi ha spinto per la diffusione di massa dei monopattini, quindi l’inversione a U caotica. Adesso, c’è pure il problema dei controlli.
Le Polizie Locali procedono a verifiche sul corretto utilizzo dei monopattini, con sanzioni per il mancato utilizzo del casco, per l’obbligo di luci, frecce direzionali e luci di frenata, limiti di potenza del motore elettrico, sosta negli spazi autorizzati, utilizzo di giubbetti retroriflettenti nelle ore serali e notturne. Più targhino e assicurazione. Obiettivo, migliorare la sicurezza di tutti.
Sentiamo Luigi Altamura, comandante della Polizia Locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia: “Il fenomeno è molto esteso. Per questo servono maggiori risorse e più personale. Occorre anche un forte lavoro di prevenzione“.
Inoltre, la violazione dell’obbligo assicurativo comporta esclusivamente una sanzione amministrativa: 100 euro, che diventano 70 euro pagando entro cinque giorni. Per il monopattino, niente sequestro. Previsto invece per auto e moto. “Su questo aspetto è necessario un intervento del legislatore”.
Poi, un giorno, la politica si attiverà anche sulla piaga delle bici elettriche modificate, che “volano” a velocità notevolmente superiori ai limiti consentiti. E al buon senso.