Incentivi auto 2022: esposto all’Antitrust per l’esclusione del noleggio

Bufera sugli incentivi auto 2022: esposto di ANIASA all'Antitrust per l'esclusione delle flotte aziendali e del noleggio. Il Governo farà dietrofront?

20 giugno 2022 - 16:15

Gli incentivi auto 2022 sono andati benissimo, anche troppo, per i veicoli con motore endotermico fino a 135 g/km di CO2, mentre sembrano non essere particolarmente attrattivi per l’acquisto di auto full electric e plug-in hybrid. Infatti a un mese dall’apertura delle prenotazioni i fondi a disposizione delle vetture più ecologiche sono ancora intatti, o quasi. Come mai? Ci sono almeno due buone ragioni: anche con gli incentivi le auto elettriche e ibride plug-in conservano un prezzo piuttosto elevato e sono dunque riservate a un pubblico di nicchia; la scelta del Governo di escludere dai contributi le flotte aziendali e le società di noleggio rischia di trasformarsi in un boomerang, visto che gli anni scorsi rappresentavano da sole 2/3 degli acquisti di auto elettriche. Non a caso vari addetti ai lavori stanno invitando l’Esecutivo a rivedere la decisione e l’ANIASA si è spinta ancora più in là inviando un esposto all’Antitrust contro gli effetti discriminatori generati dalla normativa che, appunto, ha escluso dalla platea degli incentivi le aziende e, in particolare, il noleggio veicoli.

INCENTIVI AUTO 2022: IL NO ALLE SOCIETÀ STA BLOCCANDO I CONTRIBUTI PER ELETTRICHE E PLUG-IN

Escludendo le società (a parte quelle del car sharing, tra l’altro con molti paletti da rispettare), il Governo pensava di avvantaggiare i privati nell’acquisto agevolato di auto elettriche e plug-in. Ma evidentemente ha sottovalutato il costo comunque cospicuo di queste vetture, soprattutto considerando il momento storico, e ha valutato male l’apporto significativo delle flotte aziendali e del noleggio nel ricambio del parco circolante. E così adesso ci sono più di 400 milioni di euro di contributi che non sembrano interessare a nessuno, tanto che l’associazione che rappresenta in Confindustria il settore dei servizi di mobilità sta provando a forzare la mano chiedendo, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’illegittimità del DPCM che ha introdotto gli incentivi auto 2022 nella parte che esclude le società dal campo dei beneficiari.

SOCIETÀ ESCLUSE DA INCENTIVI AUTO 2022: COSA CONTIENE L’ESPOSTO DI ANIASA

L’esposto presentato da ANIASA all’Antitrust riguarda i cosiddetti effetti ‘discriminatori’ che avrebbe generato la norma sugli incentivi estromettendo le aziende. In particolare sono tre gli aspetti distorsivi della concorrenza su cui si focalizza l’istanza:

1) il DPCM 6 aprile 2022 prevede che gli incentivi siano disponibili solo per le forme di acquisto e leasing finanziario, lasciando invece fuori il noleggio a lungo termine. Questa scelta, per ANIASA, genera un pregiudizio nei confronti della mobilità ‘pay-per-use’, canale che porta evidenti ricadute positive in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza dei veicoli, nonché certezza sul fronte delle entrate tributarie per l’erario. La norma di fatto limita le scelte del consumatore, rallentando il processo di transizione ecologica del nostro Paese: oggi il noleggio, dati alla mano, è il principale strumento in grado di accelerare il ricambio dei veicoli più inquinanti, grazie a una quota significativa di immatricolazioni di vetture ibride plug-in (47% del totale) ed elettriche (30%) e a un tasso di rotazione dei veicoli in flotta (in media 4 anni) ben più veloce di quello medio del nostro parco circolante (vita media del veicolo pari a 11,5 anni);

2) il secondo punto che produce una distorsione nella concorrenza riguarda l’esclusione delle aziende dagli incentivi. Tale previsione ha l’effetto di dirigere l’offerta delle case costruttrici verso la vendita di automobili a privati, riducendo significativamente, in un momento di scarsità di prodotto come quello attuale, la fornitura di veicoli alle flotte aziendali e alle società di noleggio;

3) il terzo passaggio dell’esposto si focalizza sul car sharing, formalmente incluso nella platea dei beneficiari, ma solo a condizione di un acquisto diretto delle auto da parte degli operatori. Una previsione destinata a rendere inefficace la misura rispetto all’obiettivo atteso di contribuire alla ripartenza dei servizi di condivisione: oggi, infatti, gli operatori di sharing acquisiscono la propria flotta tramite il noleggio, sia per evitare di immobilizzare ingenti capitali sia per acquisire un servizio di manutenzione della flotta, che solo le società di noleggio a lungo termine, con la loro capillare diffusione sul territorio, sono in grado di assicurare.

INCENTIVI AUTO 2022: CON L’APERTURA ALLE SOCIETÀ NE BENEFICEREBBERO SOPRATTUTTO I PRIVATI

In conclusione per ANIASA l’esposto all’autorità Antitrust è inevitabile perché gli incentivi auto 2022, così come sono configurati, orientano fortemente la domanda di acquisto dei veicoli con una grave e inevitabile distorsione della concorrenza, a scapito degli operatori di mercato, ma soprattutto dei consumatori privati, che, proprio in questa fase di transizione ecologica, vedono pregiudicata la possibilità di utilizzare il noleggio per avvicinarsi, a costi accessibili, a nuovi veicoli ibridi ed elettrici. L’auspicio di ANIASA è che “il Governo possa rimediare rapidamente a una misura ancorata al concetto di proprietà favorendo così realmente la libertà di scelta dei consumatori sulla forma di acquisizione delle auto”.

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