Incentivi auto 2022

Incentivi auto 2022: nuove speranze per le vetture elettriche?

Ultimi aggiornamenti sugli incentivi auto 2022: a che punto siamo sul rifinanziamento dei contributi per l'acquisto di vetture nuove e usate?

13 gennaio 2022 - 12:00

Nel 2021 gli incentivi auto statali sono stati un successo, tranne quelli per le vetture usate che però erano poco attrattivi. Tuttavia la misura dell’Ecobonus, introdotta nel 2019 per un triennio e che dunque si è conclusa lo scorso 31 dicembre, non è stata confermata nonostante gli appelli della filiera dell’automotive, colpita pesantemente dagli effetti della pandemia. Si pensava che il governo sarebbe intervenuto finanziando nuovi incentivi auto 2022 con la Legge di Bilancio, sulla scia delle dichiarazioni di alcuni esponenti dell’esecutivo. Invece così non è stato e dal 1° gennaio 2022 l’Italia è tra i pochissimi Paesi europei senza contributi persino per le auto elettriche, alla faccia della tanto sbandierata ‘transizione ecologica’. Però non tutto è perduto, anche alla luce dell’intervento del viceministro dello Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto, che rispondendo a un’interrogazione parlamentare ha citato un piano triennale per gli incentivi, almeno a favore delle vetture elettriche.

Aggiornamento del 13 gennaio 2022 dopo le parole del viceministro Pichetto sulle intenzioni del Governo di introdurre, appena possibile, nuovi incentivi per le auto ecologiche.

INCENTIVI AUTO NEL 2022? LA PROMESSA DEL GOVERNO

Come detto, il vice-titolare del MISE è tornato a parlare di incentivi auto 2022 in risposta a un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle sulle politiche che il governo Draghi intende intraprendere per sostenere il martoriato settore automotive. Ebbene, Pichetto ha assicurato che il governo ha ben chiaro il ruolo fondamentale del settore automobilistico nel sistema produttivo italiano e di essere consapevole della situazione difficile che sta affrontando. Pertanto, citiamo, “è interesse prioritario del MISE predisporre un sistema di misure volte ad attrarre e consolidare gli investimenti nell’intero settore dell’automotive e del suo indotto”. Le misure dovrebbero consistere in:

– supporto alla transizione industriale, attraverso apposite misure di sostegno alla riconversione e attrazione degli investimenti;

– supporto alla domanda per un periodo triennale tramite un’integrazione dei prezzi di vendita delle auto elettriche, attraverso l’introduzione di appositi incentivi;

– rinnovo del parco auto circolante, tra i più vecchi d’Europa, al fine di garantire un’adeguata tutela ambientale, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2, materia che richiede valutazioni di carattere ambientale.

Il viceministro Pichetto ha poi precisato che la strategia per il sostegno alla produzione e commercializzazione dei veicoli a basse emissioni non si esaurirà con il nuovo Ecobonus, questo perché la Legge di Bilancio 2022 ha comunque previsto un ‘Fondo per il sostegno alla transizione industriale’ da 150 milioni di euro, destinato alle imprese, per investimenti nell’efficientamento energetico e nel riutilizzo in impieghi produttivi di materie prime e riciclate. E un ulteriore fondo, sempre di 150 milioni, per sostenere gli operatori economici del settore automotive (concessionari auto), turismo e spettacolo colpiti dalla pandemia.

Vedremo adesso se e quando dalle parole passeremo ai fatti.

NIENTE INCENTIVI AUTO 2022 NELLA LEGGE DI BILANCIO

Facciamo adesso un passo indietro. Come ricorderete, nella prima decade di dicembre il Comitato interministeriale per la Transizione ecologica, di cui fanno parte il MITE, il MIMS e il MISE, ha definito le tempistiche di sostituzione dei veicoli con motore a combustione interna, confermando che l’Italia rispetterà la data del 2035, proposta a livello europeo, per imporre lo stop alle vendite delle auto nuove con motore termico a vantaggio delle sole vetture a zero emissioni di CO2 (per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri il termine è spostato al 2040). Ovviamente ciò comporta una lunga fase di passaggio durante la quale sarà necessario incentivare l’acquisto di veicoli meno inquinanti e la realizzazione di nuove infrastrutture di ricarica.

Conseguentemente il titolare del MIMS, Enrico Giovannini, ha dichiarato che nei prossimi anni, a cominciare dal 2022, occorrerà prevedere in modo stabile due tipi di incentivi: sia per l’acquisto di auto non inquinanti, sia di auto usate, perché anche chi ha una vettura Euro 3 e compra un’auto usata Euro 6 contribuisce a migliorare l’ambiente, e pertanto dev’essere incentivato. Grazie ai fondi del PNRR il governo conta di mettere sul piatto 7 miliardi di euro per finanziare il passaggio alla mobilità sostenibile, che si aggiungono ai quasi 8 miliardi già stanziati per rinnovare gli autobus, i treni locali, costruire ciclovie e stimolare le filiere industriali.

Tuttavia le belle parole del ministro Giovannini sono per ora rimaste delle semplici intenzioni, perché nella nuova Legge di Bilancio di incentivi auto 2022 non ce n’é neppure l’ombra. Curiosamente sono stati erogati bonus per qualunque cosa, dalle terme ai mobili e agli infissi, ma non per supportare l’importantissima transizione ecologica della mobilità. E adesso?

INCENTIVI AUTO 2022 SÌ O NO?

Adesso molti sperano che il governo ci ripensi varando un provvedimento specifico per rifinanziare l’Ecobonus auto, trovando la copertura finanziaria (cosa non semplice, vista l’enorme mole di fondi destinata a mitigare il caro-bollette). Ammesso che, al di là delle dichiarazioni di facciata dei vari ministri, ci sia la volontà politica di farlo. Non tutti, infatti, amano gli incentivi auto, accusati spesso (e non sempre a torto) di ‘drogare il mercato‘ e di favorire soprattutto le case automobilistiche, più che gli stessi acquirenti di automobili. Senza contare che a causa della crisi dei microchip comprare un’auto oggi significa averla quasi certamente tra (molti) mesi, e su questo non ci sono incentivi che tengano.

È anche vero che lo stop ai contributi potrebbe fermare sul più bello la crescita nelle vendite delle auto ecologiche, soprattutto elettriche e ibride plug-in, passate in un anno (dati UNRAE dicembre 2021) dal 4,3 al 9,3% della quota mercato, con punte ancora più alte in certi mesi. Rendendo ancor più complesso il raggiungimento degli obiettivi europei sulla riduzione delle emissioni di CO2.

STOP AGLI INCENTIVI AUTO 2022: LE REAZIONI DEL SETTORE

ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e Motus-E hanno nei giorni scorsi lanciato un appello al governo Draghi affinché ci ripensi stanziando il prima possibile i fondi per gli incentivi auto 2022.

Nonostante la recente discussione sugli obiettivi al 2035 del Fit for 55 (e sui target di riduzione delle emissioni del settore dei trasporti al 2030) imponga una diffusione rapida della mobilità elettrica e un massiccio rinnovo del parco“, si legge nel comunicato congiunto delle due associazioni, “nella Legge di Bilancio è totalmente assente una strategia sul settore automotive, a dispetto delle rassicurazioni annunciate più e più volte nel corso degli ultimi mesi. […] Questa mancanza mette in seria difficoltà la produzione nazionale di veicoli a bassissime emissioni e in generale il tessuto industriale nella programmazione degli investimenti a favore della transizione ecologica e porta con sé gravi conseguenze per il mercato”.

“Si prevede infatti che senza incentivi”, prosegue la nota, “la quota di mercato dei veicoli a zero o a bassissime emissioni precipiti dal 9,4% raggiunto nel periodo gennaio-settembre 2021 proprio grazie alle misure di sostegno, a circa il 5% nel 2022, interrompendo bruscamente il trend positivo innescato negli ultimi anni, proprio quando al settore è richiesta un’ulteriore accelerazione verso la transizione ecologica. Continua quindi a risultare incomprensibile la totale assenza di programmazione e di misure adeguate al momento storico ed al peso industriale, economico e sociale di un comparto come l’automotive”.

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