Green Pass sui taxi

Green Pass sui taxi: è obbligatorio dal 15 ottobre?

Il Green Pass sui taxi è obbligatorio? Dal 15 ottobre 2021 scatta l'obbligo della certificazione verde per tutti i lavoratori, scopriamo le conseguenze per tassisti e clienti

27 settembre 2021 - 18:00

Il Green Pass sui taxi è obbligatorio? Come sappiamo, dallo scorso 1° settembre la certificazione verde Covid è richiesta per viaggiare su alcuni mezzi pubblici, mentre dal prossimo 15 ottobre l’utilizzo sarà esteso ai lavoratori del settore pubblico e privato, dipendenti e autonomi. Quindi per andare in taxi è necessario? E i tassisti sono obbligati ad averlo? E chi lo controlla? Le risposte nei prossimi paragrafi.

GREEN PASS SUI TAXI: I PASSEGGERI DEVONO AVERLO?

Dal 1° settembre 2021 il Green Pass è necessario non solo per viaggiare all’estero ma anche, a livello nazionale, per usufruire dei trasporti aerei, marittimi e portuali (su tratte interregionali) nonché per viaggiare sui treni Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità e su autobus che effettuano servizio su percorsi a lunga percorrenza (ossia che collegano più di due regioni). Sono dunque esclusi dall’obbligo i mezzi del trasporto pubblico locale, in particolare i treni regionali e interregionali e i bus urbani ed extraurbani che collegano al massimo due regioni. E i taxi? Al momento nessun decreto ha introdotto l’obbligo del Green Pass sui taxi per i passeggeri, pertanto è possibile viaggiare in taxi anche senza avere la certificazione verde e lo stesso vale per i servizi NCC fino a 9 posti. Ciò significa che in NESSUN CASO un tassista può richiedere il Green Pass ai passeggeri.

Ovviamente chi viaggia sui taxi, che abbia o meno il Green Pass, è sempre tenuto a rispettare le consuete norme per evitare il rischio di contagio:

– uso obbligatorio della mascherina;

– divieto di occupare il posto accanto al conducente;

– massimo due persone per ogni fila posteriore di sedili.

I limiti sulla capienza possono essere superati solo se i passeggeri sono tutti congiunti o comunque conviventi sotto lo stesso tetto (circostanza da provare con autocertificazione).

Dal canto loro i tassisti devono provvedere ala sanificazione giornaliera del mezzo. È inoltre raccomandato il montaggio di paratie divisorie tra le file di sedili.

GREEN PASS TASSISTI: È OBBLIGATORIO?

Abbiamo finora parlato degli obblighi e delle responsabilità per i clienti di taxi. E per i tassisti, invece, come funziona? Essendo lavoratori come tutti gli altri, anche loro dal 15 ottobre 2021 dovranno munirsi del Green Pass obbligatorio per svolgere la propria attività. Green Pass che, ricordiamolo, si può avere con la vaccinazione, il tampone molecolare o antigienico oppure dopo la guarigione dal Covid. A questo punto però la domanda sorge spontanea: chi controlla che i tassisti abbiano il Green Pass?

In base alle disposizioni del Governo la verifica spetta al datore di lavoro quando c’è un rapporto di dipendenza. Nel caso dei tassisti il controllo dovrebbe dunque spettare alla cooperativa o alla società di cui fanno parte. Ma a questo proposito si attendono linee guida più precise per capire come e quando si effettueranno tali controlli. L’unica cosa al momento certa, invece, (confermata dalle FAQ sul sito del Governo) è che i passeggeri non sono tenuti a verificare il Green Pass dei tassisti, in quanto non sono datori di lavoro ma stanno soltanto acquistando un servizio (cioè la corsa in taxi). Hanno però la facoltà di chiederglielo (come dice il proverbio: chiedere è lecito, rispondere è cortesia) e, di fronte all’eventuale rifiuto del tassista o se il tassista dichiara di non avere il GP, possono scegliere se rinunciare o meno alla corsa. Senza però nessuna conseguenza per il tassista.

Intanto alcuni tassisti stanno pensando di esibire a bordo del mezzo il Green Pass accanto alla licenza, coprendo ovviamente i dati sensibili, per rassicurare i clienti garantendogli un viaggio in sicurezza.

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