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Green Pass obbligatorio dal 6 agosto, ma c’è il problema della privacy

In arrivo ad agosto 2021 il Green Pass obbligatorio per accedere nei luoghi a rischio contagio. Il Governo ha emanato l'apposito decreto-legge

30 luglio 2021 - 10:30

Il Governo italiano ha introdotto il Green Pass obbligatorio per accedere a diverse attività, ma per il momento la certificazione verde non servirà per prendere treni, aerei e altri mezzi di trasporto pubblici. Lo ha annunciato il premier Mario Draghi, indicando il 6 agosto 2021 quale data del varo di questo nuovo ‘lasciapassare’ (peraltro già usato per partecipare ai ricevimenti, per visitare le RSA e per viaggiare nei paesi dell’UE). Del resto l’aumento delle infezioni dovuto alla diffusione della variante Delta del Covid-19 non lascia molti margini: o si richiude tutto per tutti. Oppure si sceglie di restare aperti limitando l’accesso, in alcuni luoghi e per alcune attività ad alto rischio contagio, soltanto a chi può dimostrare: di essersi vaccinato; di essere guarito dal Covid; o di aver fatto un tampone. Vediamo nel dettaglio cosa ha deciso il Governo sull’obbligo del Green Pass.

Aggiornamento del 26 luglio 2021 con alcune considerazioni che riguardano possibili criticità del Green Pass in materia di privacy.

Aggiornamento del 22 luglio 2021 dopo il Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto-legge sull’obbligo del Green Pass per partecipare ad alcune attività.

COME OTTENERE IL GREEN PASS

Prima, però, ricordiamo le semplici modalità per ottenere il Green Pass Covid:

– essersi vaccinati contro il Covid-19 almeno con una dose, da non oltre 9 mesi, con uno dei vaccini approvati in Italia (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson);

– essere guariti dal Covid dal almeno 6 mesi;

– essersi sottoposti a tampone molecolare o antigienico rapido, con esito negativo, entro e non oltre le precedenti 48 ore.

Sono ovviamente esentati dall’obbligo di Green Pass i soggetti forzatamente esclusi dalla campagna vaccinale. Ossia gli under 12, per cui non esiste ancora un vaccino autorizzato. E chi non può vaccinarsi per motivi di salute, sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti dal Ministero della Salute.

Il Governo ha assicurato, almeno fino al prossimo 30 settembre, test antigenici rapidi a prezzi calmierati. Ma non solo. Tra le ipotesi allo studio c’è quella di rendere gratuiti o calmierare i prezzi dei tamponi per gli under 18 che sono ancora in ritardo sui vaccini, visto che la campagna nazionale ha dato priorità alle fasce anagrafiche più a rischio; e per tutte quelle persone che per comprovate ragioni mediche non possono vaccinarsi.

Qui maggiori informazioni su come funziona e come si ottiene il Green Pass.

GREEN PASS OBBLIGATORIO: DOVE E QUANDO?

Dunque, a partire dal 6 agosto 2021 avremo il Green Pass obbligatorio nei luoghi ad alto rischio affollamento. Eccetto i trasporti per i quali, ha spiegato Draghi, sono necessari provvedimenti più specifici, come per il settore scolastico e i luoghi di lavoro. Ecco quando e dove servirà il Green Pass:

– ristoranti e bar al chiuso (eccetto per i servizi al banco);

– stadi e altri luoghi che ospitano eventi sportivi, all’aperto e al chiuso;

– piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;

– per concerti e altri spettacoli dal vivo, all’aperto e al chiuso;

– cinema, teatri, musei, mostre;

– concorsi pubblici;

– fiere, sagre, convegni e congressi;

– banchetti e ricevimenti che seguono le cerimonie civili e religiose;

– centri termali, parchi tematici e di divertimento;

– centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso. Con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;

– sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Il Green Pass sarà richiesto in zona bianca, gialla, arancione e rossa, laddove i servizi e le attività per cui è previsto siano consentiti. Significa, per esempio, che se in zona arancione o rossa i ristoranti sono chiusi, non si potrà accedervi nemmeno con la certificazione verde.

La verifica del possesso del Green Pass sarà a carico dei titolari o dei gestori dei servizi e delle attività autorizzate. In caso di violazione (p.es. per mancata verifica) scatterà una multa da 400 a 1.000 euro, sia a carico dell’esercente che dell’utente sprovvisto di certificazione. In caso di violazione ripetuta per 3 volte in 3 giorni diversi, l’attività sarà chiusa da 1 a 10 giorni.

CAMBIO PARAMETRI PER LE ZONE BIANCHE, GIALLE, ARANCIONI E ROSSE

E  a proposito delle zone bianche, gialle, arancioni e rosse, il Governo ha deciso pure di cambiare i parametri per il passaggio tra le diverse fasce di rischio. Dal 1° agosto non si terrà più soltanto conto dell’incidenza dei contagi. Ma anche, anzi soprattutto, delle ospedalizzazioni. Ecco il dettaglio:

– resteranno in zona bianca le regioni e le province autonome che manterranno l’incidenza settimanale dei contagi inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive. Oppure, pur superando tale limite, manterranno il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid non superiore al 10% in terapia intensiva; e al 15% nei reparti ordinari;

– passeranno dalla zona bianca alla zona gialla le regioni e le province autonome con un’incidenza settimanale dei contagi da 50 a 149 casi ogni 100.000 abitanti. E con tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid superiore al 10% in terapia intensiva e al 15% nei reparti ordinari. Con un’incidenza pari o superiore a 150 casi, le regioni potranno lo stesso rimanere in zona gialla se, in alternativa, manterranno il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid non superiore al 20% in terapia intensiva; o al 30% nei reparti ordinari;

– passeranno dalla zona gialla alla zona arancione le regioni e le province autonome con un’incidenza settimanale dei contagi pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti. E con tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e reparti ordinari superiore a quello previsto per la zona gialla;

– infine passeranno dalla zona arancione alla zona rossa le regioni e le province autonome con un’incidenza settimanale dei contagi pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti. E con tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid superiore al 30% in terapia intensiva e al 40% nei reparti ordinari.

Il Governo ha inoltre deciso di prorogare lo Stato d’emergenza dal 31 luglio al 31 dicembre 2021.

GREEN PASS OBBLIGATORIO: PROBLEMI CON LA PRIVACY?

Ciò che abbiamo elencato finora sono le norme contenute nel decreto Covid che ha istituito il Green Pass obbligatorio. Il d-day sarà dunque il 6 agosto 2021, sempre che non sorgano possibili complicazioni soprattutto relative al rispetto della privacy delle persone, ma non solo. Ricordiamo infatti che esistono diverse risoluzioni, a livello europeo e italiano, che vietano ogni forma di discriminazione verso le persone non vaccinate. Inoltre le norme nazionali vietano ai datori di lavoro di chiedere ai propri dipendenti informazioni sul proprio stato vaccinale.

A questo proposito giova ricordare il Regolamento UE 2021/953 sul Green Pass europeo, secondo cui la certificazione “è intesa a facilitare l’applicazione dei principi di proporzionalità e di non discriminazione per quanto riguarda le restrizioni alla libera circolazione durante la pandemia di Covid-19“, e “non dovrebbe essere intesa come un’agevolazione o un incentivo all’adozione di restrizioni alla libera circolazione o di restrizioni ad altri diritti fondamentali, […] visti i loro effetti negativi sui cittadini e le imprese dell’Unione“.

Allo stesso tempo, recita sempre il Regolamento, “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti Covid-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate” (come da rettifica al Regolamento UE 2021/953 pubblicata sulla G.U. dell’UE il 5 luglio 2021). Si sottolinea inoltre che “il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo a essere vaccinati“.

Non va poi dimenticato che appena pochi giorni fa il Garante della Privacy italiano, in risposta a una decisione della Regione Siciliana che aveva disposto la “ricognizione del personale non vaccinato operante nelle Pubbliche Amministrazioni e preposto ai servizi di pubblica utilità e ai servizi essenziali“, prevedendo che tutti i dipendenti a contatto diretto con l’utenza fossero “formalmente invitati” a ricevere la vaccinazione e, in assenza di questa, assegnati ad altra mansione, ha giudicato inammissibili tali disposizioni (Provvedimento n. 9683814 del 22 luglio 2021), ribadendo tra le altre cose che “le norme nazionali vietano ai datori di lavoro di trattare informazioni relative alla salute, alle scelte individuali e alla vita privata dei dipendenti“.

E se è vero che per il momento i luoghi di lavoro, così come le scuole e i mezzi pubblici, sono esclusi dall’obbligo del Green Pass, è altrettanto vero che il Garante potrebbe riscontrare discriminazioni e violazioni di vario tipo nella scelta di limitare l’accesso ad alcuni luoghi e attività al possesso della certificazione verde. Detto questo, fin dallo scorso 1° marzo il Garante non ha escluso “il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi“, ma solo ottemperando a “una norma di legge nazionale che risulti conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali, in modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza“.

Non per ultima, aggiungiamo noi, andrebbe risolta la questione dei controlli. I titolari e i gestori delle attività, che già hanno perso tanto, dovranno pure sobbarcarsi l’onere di verificare il possesso del Green Pass?

In ogni caso il decreto del Governo sul Green Pass sembra aver previsto questi eventuali rilievi. L’articolo 3 comma 3 rimanda infatti a un ulteriore DPCM, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, l’individuazione di specifiche tecniche al fine di consentirne la verifica digitale tramite certificazione, assicurando contestualmente la protezione dei dati personali in essa contenuti. Staremo a vedere.

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