Green Pass a lavoro

Green Pass a lavoro: chi controlla e quali sanzioni?

Dal 15 ottobre 2021 obbligo di Green Pass a lavoro: chi controlla la certificazione verde Covid e quali sanzioni sono previste?

13 ottobre 2021 - 10:15

Tra polemiche, manifestazioni e scontri di piazza, anche violenti come abbiamo visto sabato scorso, il 15 ottobre 2021 entra in vigore il Green Pass obbligatorio per i lavoratori, una misura che interessa 3,2 milioni di dipendenti pubblici, 14,6 milioni di dipendenti privati e 4,9 milioni di lavoratori autonomi. Compresi, ovviamente, coloro che sono occupati nel settore automotive e trasporti: officine, carrozzerie, centri di revisione, concessionarie, agenzie di pratiche auto, uffici Motorizzazione, sedi ACI, ditte di spedizioni, taxi e NCC, ecc. Tanti i nodi ancora da sciogliere, dalla titolarità dei controlli alla tutela della privacy, vediamo pertanto di rispondere ai quesiti più impellenti, basandoci anche sulle FAQ del Governo. In particolare, chi controlla il Green Pass a lavoro e quali sanzioni sono previste?

Aggiornamento del 13 ottobre 2021 con l’integrazione delle FAQ del Governo sulle verifiche del Green Pass in ambito lavorativo.

COME SI OTTIENE IL GREEN PASS

Prima, però, ricordiamo le semplici modalità per ottenere il Green Pass:

– essersi vaccinati contro il Covid-19 con uno dei vaccini approvati in Italia (Pfizer, Moderna, Vaxzevria e Johnson & Johnson). Il Green Pass vale 12 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, tuttavia è possibile riceverlo già 14 giorni dopo la prima somministrazione. Però attenzione: il certificato verde generato dopo la prima dose è solo temporaneo e dev’essere necessariamente ‘completato’ dalla seconda dose (per i vaccini che la prevedono), altrimenti perde la validità;

– essere guariti dal Covid dal almeno 6 mesi;

– essersi sottoposti a tampone molecolare o antigienico rapido, con esito negativo, entro e non oltre le precedenti 48 ore.

Sono ovviamente esentati dall’obbligo di Green Pass i soggetti forzatamente esclusi dalla campagna vaccinale. Ossia gli under 12, per cui non esiste ancora un vaccino autorizzato. E chi non può vaccinarsi per motivi di salute, sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti dal Ministero della Salute. Per le modalità su come scaricare il Green Pass vi rimandiamo alla nostra guida specifica.

CHI CONTROLLA IL GREEN PASS A LAVORO

Ed eccoci a uno dei maggiori quesiti in vista della fatidica data del 15 ottobre 2021: chi controlla il Green Pass a lavoro? Ebbene, all’interno di una ditta, i soggetti preposti alla verifica potranno essere il datore o le persone alle quali costui ha assegnato l’incarico dei controlli. Dall’esterno, invece, le aziende saranno controllate dagli ispettori del lavoro e delle ASL. Consentiti, ma non consigliati, i controlli a campione, in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutti i dipendenti. Per facilitare gliaccertamenti, ed evitare criticità e code in entrata nei luoghi di lavoro, oltre alla già nota app Verifica C19 saranno presto resi disponibili ulteriori strumenti che permettano una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni.

I datori di lavoro e gli altri soggetti preposti ai controlli dovranno limitarsi a negare l’ingresso in azienda dei lavoratori privi di Green Pass. Qualora invece dovessero accertare la presenza di tali lavoratori sul luogo di lavoro, avranno l’obbligo di segnalarli al Prefetto, che è l’autorità preposta a comminare le sanzioni.

Importante: per ragioni di privacy il datore di lavoro non può conoscere i presupposti, p.es. vaccino, guarigione dal Covid o tampone, che stanno dietro il rilascio del Green Pass, né la relativa scadenza.

Ricordiamo che in presenza di esigenze organizzative che lo richiedano (ad esempio per gestire i turni), il datore di lavoro ha facoltà di verificare in anticipo il possesso del Green Pass rispetto al momento previsto per l’accesso in sede da parte dei lavoratori,  fino a un massimo di 48 ore.

PROVVEDIMENTI E SANZIONI PER I LAVORATORI SENZA GREEN PASS

I lavoratori senza Green Pass saranno considerati assenti ingiustificati e non riceveranno più lo stipendio, fino all’acquisizione della certificazione, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, che attualmente è la data finale dello stato di emergenza sanitaria (salvo ulteriori proroghe). Oltre alla retribuzione, non saranno più versati neanche i contributi. Lo stop riguarda infatti “qualsiasi componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata”. I giorni di assenza ingiustificata non concorreranno alla maturazione delle ferie e comporteranno per i giorni non lavorati la perdita di anzianità di servizio.

Da notare che nelle aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro sarà libero di sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta.

Per quanto riguarda invece le sanzioni, il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul Green Pass rischia una sanzione da 400 a 1.000 euro. Il lavoratore che accede lo stesso al lavoro senza Green Pass (perché ha un certificato falso o perché non è stato controllato in quanto sono permessi, come detto, anche i controlli a campione), sarà sanzionato con una multa da 600 a 1.500 euro, a cui potranno aggiungersi gli eventuali provvedimenti disciplinari previsti dai contratti collettivi di settore. Così come i lavoratori saranno controllati dai datori, anche quest’ultimi subiranno il controllo degli ispettori del lavoro e delle ASL che accerteranno il corretto svolgimento delle procedure di verifica del Green Pass.

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