Emissioni auto UE 2035: il tutto elettrico scenderà all’80%?

Emissioni auto UE 2035: il tutto elettrico scenderà all’80%?

Stando a indiscrezioni, la Germania e la Francia spingono affinché l'obiettivo di riduzione delle emissioni inquinanti delle auto scenda all'80% nel 2035: addio al target iniziale del 100% e al ban termico

 

Stando a indiscrezioni, la Germania e la Francia spingono affinché l'obiettivo di riduzione delle emissioni inquinanti delle auto scenda all'80% nel 2035: addio al target iniziale del 100% e al ban termico

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9 Ottobre 2026 - 13:05

Retromarcia (con grattata) di Germania e Francia sul ban termico 2035, voluto proprio da quelle due nazioni col Green Deal 2019, poi divenuto legge successivamente (pacchetto normativo Fit for 55 presentato nel 2021 ed entrato in vigore come regolamento UE nel 2023): stando a indiscrezioni di Handelsblatt, Berlino e Parigi farebbero pressione sulla Commissione Europea affinché l’obiettivo di riduzione delle emissioni delle auto crolli all’80%. Si è partiti dal 100% otto anni fa, poi l’Esecutivo comunitario ci ha ripensato proponendo il 90% (iter di revisione), adesso si scende di altri 10 punti percentuali. Addio alla chiusura totale contro le vetture termiche a benzina e magari anche diesel. Per una semplice ragione: la domanda continentale di BEV è flebile, perlopiù soddisfatta dai cinesi, con tagli occupazionali mai visti, mentre la richiesta di macchine a combustione resta elevatissima (nonostante le Case nei listini tendano a privilegiare i mezzi a corrente per evitare le super multe di Bruxelles). Senza contare la poderosa ascesa delle destre, che puntano all’abolizione del tutto elettrico, spaventando Merz e Macron e le rispettive compagini governative.

PRE ACCORDO GERMANIA-FRANCIA IN VISTA DELLA DECISIONE SULL’AUTO 2035

Si tratta di un accordo Germania-Francia da portare in UE, prima del vertice dei capi di Stato del 15 ottobre. La legge attuale richiede ancora una riduzione del 100% delle emissioni di CO₂ dalle nuove auto nel 2035 rispetto al 2021, cioè zero grammi per chilometro.

Nel dicembre 2025, la Commissione aveva già proposto di ridurre questo sforzo al 90%. Il restante 10% sarebbe compensato dall’acciaio a basso contenuto di carbonio prodotto nell’UE, da e-fuel o biocarburanti. Ma il meccanismo di compensazione tramite e-fuel e biocarburanti vale solo se i produttori ne realizzano le capacità.

Ibridi plug-in, ibridi leggeri, estensioni dell’autonomia e alcuni motori a combustione potrebbero quindi continuare a essere venduti dopo il 2035. L’iniziativa franco-tedesca sarebbe andata oltre. La riduzione richiesta scenderebbe quindi ad almeno l’80%.  Significa solo che l’Europa sta iniziando a arbitrare tra il calendario climatico e la sopravvivenza industriale, spiega la testata tedesca.

OBIETTIVI MOBILI: QUALCOSA NON QUADRA

I “moving target” (obiettivi in continuo movimento) rischiano di distruggere valore, creando sovraccarichi di lavoro controproducenti per le organizzazioni e rallentano l’innovazione, perché si è sempre intenti ad adeguarsi anziché concentrarsi sul traguardo.

La continua oscillazione sulle direttive comunitarie genera un clima di profonda incertezza per l’intero comparto automotive europeo. Divenendo magari “boost” ulteriori per la spinta cinese a conquistare il Continente.

I costruttori, che negli ultimi anni hanno destinato ingenti capitali alla riconversione elettrica delle linee produttive, si potrebbero trovare a dover ricalibrare le proprie strategie industriali in corsa.

Emissioni auto UE 2035, il tutto elettrico scenderà all'80%?

APERTURA NECESSARIA MA TARDIVA

L’apertura a soluzioni alternative quali carburanti sintetici, biocarburanti e sistemi di propulsione ibrida avanzata evidenzia una presa di coscienza tardiva ma necessaria riguardo al principio della neutralità tecnologica.

Imporre un’unica tecnologia come standard vincolante ha dimostrato di ignorare le diverse velocità di infrastrutturazione e la reale capacità di spesa dei consumatori nei vari Paesi membri.

La vera sfida dei prossimi anni consisterà nel definire un quadro normativo stabile che non cambi a ogni mutamento degli equilibri politici interni. Senza certezze a lungo termine, gli investitori continueranno a mostrare estrema cautela nel finanziare progetti di ricerca e sviluppo sul suolo europeo.

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