Stop auto termiche dal 2035: presto al via l’iter di revisione

Stop auto termiche dal 2035: presto al via l’iter di revisione

Stop auto termiche dal 2035: il Parlamento Europeo avvia la revisione del divieto. Biocarburanti ed e-fuels equiparati alle elettriche

 

Stop auto termiche dal 2035: il Parlamento Europeo avvia la revisione del divieto. Biocarburanti ed e-fuels equiparati alle elettriche

5 Giugno 2026 - 17:30

L’Europa accelera sul fronte della mobilità sostenibile ma con un cambio di rotta pragmatico, recependo il parziale dietrofront della Commissione europea proposto lo scorso dicembre. Il Parlamento di Strasburgo, attraverso la Commissione Ambiente, sta infatti per lanciare l’iter formale di revisione del regolamento UE sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni. La norma, che fissa lo stop alle vendite di veicoli con motore a combustione interna dal 1° gennaio 2035, potrebbe essere modificata per riconoscere un ruolo concreto ai carburanti rinnovabili. L’obiettivo è superare l’imposizione del “tutto elettrico”, equiparando i veicoli termici alimentati esclusivamente da biocarburanti ed e-fuels sintetici a quelli a batteria, purché garantiscano emissioni zero allo scarico. Un segnale di flessibilità tecnologica che risponde alle difficoltà reali della transizione.

REVISIONE REOLAMENTO EMISSIONI: AVVIO DELL’ITER PARLAMENTARE

La Commissione Ambiente ha già ricevuto una bozza di relazione che apre formalmente il dibattito. Il testo prevede di inserire una nuova categoria di veicoli “a zero emissioni allo scarico”, basati su motori termici ma alimentati solo da fonti rinnovabili. In questo modo si mantiene il target climatico complessivo senza imporre un’unica tecnologia. L’iter è serrato: il voto in Commissione è atteso entro novembre 2026, seguito dal passaggio in sessione plenaria del Parlamento. Solo dopo inizierà il trilogo con Consiglio e Commissione Europea, con l’orizzonte di un’approvazione definitiva nella primavera del 2027. Si tratta di un percorso istituzionale standard, ma carico di aspettative perché arriva dopo mesi di pressioni da parte di industria e diversi Stati membri, tra cui l’Italia.

LE MOTIVAZIONI DI UN MERCATO IN DIFFICOLTÀ

La spinta alla revisione nasce dai numeri concreti del mercato. Ad aprile 2026 le immatricolazioni di veicoli elettrici nell’Unione Europea sono cresciute del 15,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ma la quota di mercato è ancora ferma al 19,7%. Un dato che segnala un rallentamento della domanda, tra costi elevati, infrastrutture di ricarica ancora insufficienti e incertezza dei consumatori. Come detto, a dicembre 2025 la Commissione europea, sotto la guida di Ursula von der Leyen, ha anticipato l’idea di passare da un obiettivo del 100% a un più realistico 90% di riduzione delle emissioni di CO₂ della flotta, lasciando spazio a soluzioni alternative. La revisione parlamentare intende ora tradurre questa apertura in norme operative, evitando un caos normativo che rischierebbe di penalizzare l’intero settore automotive europeo.

Veicoli green

IMPLICAZIONI PER INDUSTRIA E CONSUMATORI

Per le case automobilistiche e la filiera italiana la proposta rappresenta una boccata d’ossigeno. Il vicepresidente di Confindustria per l’Unione Europea, Stefan Pan, ha commentato che la bozza “supera molte criticità della proposta della Commissione europea, dando risposta alle preoccupazioni del settore con soluzioni concrete”. L’approvazione senza indebolimenti permetterebbe di salvaguardare posti di lavoro, investimenti e competitività, evitando una deindustrializzazione accelerata. Per i consumatori significa maggiore libertà di scelta: non più solo elettrico, ma anche termico “green” con biocarburanti o e-fuels, a costi potenzialmente più accessibili. La transizione ecologica non viene rinnegata, ma resa più inclusiva e realistica, mantenendo l’ambizione di zero emissioni senza sacrificare innovazione e neutralità tecnologica. Il futuro dell’auto europea, insomma, potrebbe essere meno rigido e più sostenibile.

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