Electrification Action Plan: UE sposta solo il problema, ecco perché

Electrification Action Plan: UE sposta solo il problema, ecco perché

L’Electrification Action Plan presentato dalla Commissione UE il 17 luglio 2026 fissa obiettivi ambiziosi per accelerare la transizione e ridurre la dipendenza energetica estera: l’auto elettrica resta protagonista, riferisce Transport & Environment. Tuttavia arrivano anche critiche in materia, come quella di Gianclaudio Torlizzi su LinkedIn. Il fondatore di T-Commodity fa notare come l’iniziativa si limiti […]

 

L’Electrification Action Plan presentato dalla Commissione UE il 17 luglio 2026 fissa obiettivi ambiziosi per accelerare la transizione e ridurre la dipendenza energetica estera: l’auto elettrica resta protagonista, riferisce Transport & Environment. Tuttavia arrivano anche critiche in materia, come quella di Gianclaudio Torlizzi su LinkedIn. Il fondatore di T-Commodity fa notare come l’iniziativa si limiti […]

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20 Luglio 2026 - 16:29

L’Electrification Action Plan presentato dalla Commissione UE il 17 luglio 2026 fissa obiettivi ambiziosi per accelerare la transizione e ridurre la dipendenza energetica estera: l’auto elettrica resta protagonista, riferisce Transport & Environment. Tuttavia arrivano anche critiche in materia, come quella di Gianclaudio Torlizzi su LinkedIn. Il fondatore di T-Commodity fa notare come l’iniziativa si limiti a mischiare le carte sul tavolo senza risolvere la questione: “Le fonti sono gas, carbone, nucleare, idroelettrico, sole e vento. Non hai risolto il problema: lo hai spostato”. Ma facciamo un passo alla volta.

ELECTRIFICATION ACTION PLAN: COS’È

Il target dell’esecutivo UE è elettrificazione del 46% entro il 2040, raddoppiando il livello attuale. La proposta è che le auto elettriche diventino batterie su ruote: questo può ridurre i costosi aggiornamenti della rete e diminuire i colli di bottiglia della rete.

Tutto passa attraverso la tecnologia vehicle-to-grid (V2G), che consente alle BEV di restituire energia alla rete elettrica se necessario. E un’interazione bidirezionale: quando il veicolo è collegato alla colonnina, non si limita a ricaricare la batteria, ma può anche immettere l’energia accumulata in eccesso nuovamente nella rete domestica o pubblica, stabilizzandola durante i picchi di consumo.

PROGETTO ANTI CRISI IN MEDIO ORIENTE

L’idea della Commissione è una risposta alla crisi in Medio Oriente, per affrontare la vulnerabilità strategica dell’UE rispetto ai combustibili fossili importati, che rappresentano più della metà dell’approvvigionamento energetico europeo.

In un’era di turbolenze geopolitiche, muoversi verso un’energia pulita, domestica e conveniente è fondamentale per la sovranità dell’Europa, afferma la Commissione.

I trasporti dipendono in gran parte dal petrolio in Europa. Aumentare l’elettrificazione di auto e camion, in particolare, è fondamentale. Un’analisi di T&E ha dimostrato che 8 milioni di auto elettriche hanno permessi di risparmiare circa 46 milioni di barili di petrolio nel 2025, equivalenti a 2,9 miliardi di euro in costi di importazione di greggio evitati.

Bruxelles riconosce inoltre che l’infrastruttura portuale è fondamentale per l’elettrificazione dei trasporti europei: dovrebbe esserci un’infrastruttura di ricarica sufficiente per alimentare almeno un terzo dei traghetti elettrici entro il 2040 (anche se – aggiungiamo noi – già il Vecchio Continente fa fatica a creare in fretta colonnine veloci per l’auto…).

Electrification Action Plan UE sposta solo il problema, ecco perché

IL COMMENTO DI TORLIZZI

Non male l’incipit di Torlizzi, a commento del piano UE. “A Bruxelles serve un elettrauto, non un altro piano energetico“. Dopodiché, la spiegazione di natura tecnica.

“La Commissione Europea continua a scambiare un vettore energetico per una fonte di energia. Ed è questo l’errore di fondo dell’Electrification Action Plan presentato il 17 luglio“.

La fonte di energia è ciò che la natura ci offre o ciò che bruciamo per generare energia (gas, petrolio, carbone, uranio, sole, vento, acqua).

Il vettore energetico (come l’elettricità o l’idrogeno) è il mezzo di trasporto usato per portare quell’energia dalla centrale elettrica fino a casa tua o alla batteria dell’auto.

TRAGUARDI ILLUSORI

Con un’aggiunta: “L’obiettivo è trasformare in vincolante il target di elettrificazione, portando la quota dell’elettricità nei consumi finali dal 23,4% del 2024 al 32% entro il 2030, con un ulteriore target legale al 2040. Sulla carta sembra ambizioso. Nella pratica manca la domanda più banale: quell’elettricità da dove arriva?“.

Ed eccoci al cuore della faccenda: “Le fonti sono gas, carbone, nucleare, idroelettrico, Sole e vento. Puoi elettrificare anche il 100% dei consumi, ma se per produrre quell’elettricità continui a bruciare gas e carbone non hai risolto il problema: lo hai semplicemente spostato“.

ITALIA, COME SIAMO MESSI?

L’Italia è il caso più evidente. “Il consumo energetico complessivo supera i 1.300 TWh, mentre l’elettricità rappresenta poco più di 300 TWh. Di questi, circa 50 arrivano dalla Francia, 50 dall’idroelettrico e circa 50 da fotovoltaico ed eolico. Il resto viene prodotto principalmente con gas e, in misura residuale, carbone“.

Occhio al dato chiave: “Dal 2005 la rete elettrica italiana è passata da 35.000 a 76.000 chilometri. La Regulatory Asset Base è salita da 5 a 25 miliardi di euro. Eppure l’energia trasportata è scesa da 340 a 311 TWh“. Più rete, ma meno elettricità movimentata. Per capire questo basta distinguere una fonte energetica da un vettore, la chiosa.

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