Diesel a 2,05 €/l e il 7 aprile scade il taglio accise: cosa farà il Governo? Rincari benzina

Diesel a 2,05 €/l e il 7 aprile scade il taglio accise: cosa farà il Governo?

Il prezzo del diesel ha superato i 2 euro al litro anche con il taglio delle accise. E senza proroga del provvedimento andrà molto peggio

 

Il prezzo del diesel ha superato i 2 euro al litro anche con il taglio delle accise. E senza proroga del provvedimento andrà molto peggio

30 Marzo 2026 - 13:15

Il caro carburante dovuto alla crisi petrolifera ha spinto il diesel a 2,059 €/litro (media del 30 marzo 2026, sulle autostrade va perfino peggio) vanificando in buona parte il taglio delle accise deciso dal Governo. Si tratta di un dato estremamente preoccupante considerando che il provvedimento governativo sarà valido solo fino al prossimo 7 aprile: significa che senza una proroga, al momento quanto mai incerta, il prezzo medio del gasolio salirebbe sopra la media monstre di 2,3 € al litro sulla rete ordinaria e la benzina a 1,99 €/l, con danni incalcolabili per automobilisti e autotrasportatori.

PREZZI DIESEL E BENZINA DI OGGI: ANCORA AUMENTI

Oggi stiamo assistendo agli ennesimi assestamenti al rialzo per i listini dei carburanti, con il gasolio che ha raggiunto un prezzo medio di 2,059 € al litro, mentre la benzina è salita a 1,750 €/litro. Sulle autostrade il diesel costa oggi 2,118 e al litro, la benzina 1,813 €/l. Il gasolio ha toccato il prezzo medio più alto nella provincia autonoma di Bolzano con 2,094 € al litro, seguita da provincia di Trento (2,076 €/litro), Valle d’Aosta (2,075 €/litro) e Molise (2,072 €/litro). La benzina più cara è venduta in Basilicata con una media di 1,779 € al litro, seguita da Bolzano (1,775 €/litro), Sicilia (1,769 €/litro) e Calabria (1,767 €/litro).

Questi prezzi, che beneficiano tutti del taglio delle accise di 25 cent/litro contando pure l’Iva, dimostrano che senza proroga del provvedimento i listini schizzeranno su livelli inauditi: come detto, circa 2,3 €/litro per il diesel e quasi 2,00 €/litro per la benzina, mentre sulle autostrade sarebbe una vera e propria catastrofe.

SINDACATO BENZINAI CHIEDE PROROGA TAGLIO ACCISE

Non a caso Figisc Confcommercio, una delle maggiori sigle sindacali di categoria, ha già rivolto un appello al Governo affinché rinnovi il taglio delle accise sui carburanti oltre la scadenza del 7 aprile 2026. Nella comunicazione inviata all’Esecutivo, Figisc ha ricordato come la misura adottata dal Governo sia stata introdotta in una fase di forte instabilità dei mercati energetici internazionali, e alla luce del perdurare di tale contesto sia opportuno valutare con attenzione l’ipotesi di una proroga del provvedimento, al fine di evitare effetti negativi sull’intero sistema economico nazionale. Il tema, infatti, non riguarda soltanto il costo del rifornimento per cittadini e famiglie, ma investe in modo ben più ampio la tenuta della mobilità ordinaria, la sostenibilità del trasporto merci, la distribuzione commerciale, la logistica e, più in generale, la competitività delle attività produttive e dei servizi.

Rifornimento diesel

GOVERNO CI PENSA MA DIFFICILE FAR QUADRARE I CONTI

Nei giorni scorsi, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti si è mostrato possibilista sull’eventualità di prorogare sine die il taglio delle accise, pur avvisando della necessità di far quadrare i conti in un momento di forte instabilità finanziaria. La sforbiciata sull’aliquota dei carburanti fino al 7 aprile ha comportato infatti uno stanziamento complessivo di circa 417,4 milioni di euro, cifra per nulla banale, e una parte significativa delle risorse è stata reperita attraverso tagli lineari ai ministeri, colpendo in modo rilevante il settore della sanità: dal budget del Ministero della Salute, per esempio, sono stati sottratti oltre 86 milioni di euro, suscitando feroci polemiche. Superfluo specificare che ulteriori sottrazioni per rifinanziare il taglio delle accise aumenterebbero questo malcontento.

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