CO2 auto e furgoni: l’alluminio verde può salvare i costruttori

CO2 auto e furgoni: l’alluminio verde può salvare i costruttori

La revisione delle norme UE sulla CO2 rappresenta un'opportunità fondamentale per incentivare l'uso dell'alluminio a basse emissioni nel settore automotive

 

La revisione delle norme UE sulla CO2 rappresenta un'opportunità fondamentale per incentivare l'uso dell'alluminio a basse emissioni nel settore automotive

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18 Maggio 2026 - 16:02

Alluminio verde, ecco uno dei protagonisti automotive 2026. Ne ha parlato nelle scorse ore l’ACEA (Case auto UE) in relazione alla CO2 auto e furgoni, e alla possibilità di salvare il comparto industriale. Di che si tratta? E davvero si può raggiungere quell’obiettivo? Per iniziare, questo materiale viene ottenuto tramite processi produttivi alimentati da fonti energetiche rinnovabili, come l’idroelettrico, il solare o l’eolico, oppure attraverso il riciclo avanzato, riducendo le emissioni di carbonio fino all’80% rispetto al metodo tradizionale.

ALLUMINIO VERDE: SI PASSA PER LA REVISIONE DELLE NORME UE SULLA CO2

È necessario partire dalla proposta della Commissione UE: dal 2035, le Case automobilistiche europee dovranno ridurre del 90% le proprie emissioni rispetto ai livelli del 2021, anziché del 100% com’era stato previsto finora. Il restante 10% delle emissioni andrà essere compensato utilizzando carburanti biologici o sintetici oppure usando acciaio green prodotto nell’Unione Europea. L’ACEA ha evidenziato come la revisione dei regolamenti sugli standard di CO2 per auto e furgoni sia l’occasione perfetta per stimolare la domanda di questo metallo: l’integrazione di criteri favorevoli nei testi legislativi europei permetterebbe di unire la decarbonizzazione alla protezione dei posti di lavoro. Siccome le industrie dell’auto e dell’alluminio costituiscono la spina dorsale della manifattura dell’Unione Europea, sostenendo oltre 14.500.000 posti di lavoro diretti e indiretti, allora utilizzare un materiale così versatile consente di alleggerire la massa dei veicoli elettrici, compensando il peso considerevole dei pacchi batteria e aumentando l’autonomia chilometrica complessiva.

PRIMO: LA COMPENSAZIONE

I costruttori europei chiedono che all’UE di estendere il meccanismo di compensazione del Regolamento CO2 per auto e furgoni ai materiali a basse emissioni come l’alluminio. Fondamentale per alleggerire i veicoli, l’alluminio richiede un quadro neutrale che incentivi l’innovazione. È necessario garantire coerenza normativa con dossier come il Regolamento sui veicoli fuori uso, dove acciaio e alluminio sono già abbinati. Trattarli insieme rispecchia il diritto UE, poiché escludere l’alluminio, già “materiale strategico”, creerebbe gravi incongruenze e frenerebbe l’autonomia strategica europea

CO2 auto e furgoni, l'alluminio verde può salvare i costruttori

SECONDO: GIOCARE D’ANTICIPO

Per l’ACEA, è opportuno anticipare la tabella di marcia del meccanismo di compensazione per i materiali low-carbon all’interno del Regolamento CO2 di auto e furgoni. Invece di attendere la scadenza originaria del 2035, l’introduzione di tale strumento deve avvenire immediatamente dopo l’adozione della revisione normativa. Questa accelerazione è indispensabile per stimolare subito la domanda industriale di acciaio e alluminio ecologici, offrendo alle aziende certezze commerciali tempestive ed evitando al contempo inutili e dannosi ritardi nel processo complessivo di decarbonizzazione della filiera produttiva.

TERZO: FARE IN FRETTA

Infine, dice l’ACEA, è opportuno finalizzare la definizione di alluminio a basse emissioni entro la fine del 2027, prima dell’entrata in vigore del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile (ESPR). Questa metodologia, valida sia per il Regolamento CO2 sia per l’Industrial Accelerator Act (IAA), stabilisce i criteri minimi per fissare obiettivi industriali credibili. Senza parametri chiari, legislatori e imprese non possono calcolare la fattibilità dei target ambientali. Questi standard non sono semplici tecnicismi, ma pilastri della transizione energetica da approvare prima della ratifica finale dei regolamenti.

UNA PARTITA IMPORTANTE ANCHE PER L’EUROPEAN ALUMINIUM

Si tratta di un’opera di lobbying portata avanti in contemporanea dall’ACEA e dall’European Aluminiu: quest’ultima è composta di 100 membri includono produttori di alluminio primario, produttori a valle di alluminio estruso, laminato e fuso, produttori di alluminio riciclato e associazioni nazionali dell’alluminio (600 stabilimenti in 30 Paesi europei). Va detto che i prodotti in alluminio sono utilizzati in un’ampia gamma di mercati: oltre all’automotive, anche trasporti, infrastrutture per l’energia rinnovabile, edilizia e costruzioni, difesa e imballaggio.

COME PUÒ ANDARE A FINIRE

Il successo di questa strategia si gioca su un equilibrio delicatissimo tra tempi legislativi e investimenti industriali. Se l’Unione Europea accoglierà le richieste di ACEA ed European Aluminium, l’inclusione immediata dell’alluminio verde nel meccanismo di compensazione della CO2 sbloccherà massicci investimenti privati. Le Case automobilistiche avranno un forte incentivo economico a stipulare contratti di fornitura a lungo termine, garantendo ai produttori di alluminio la certezza commerciale necessaria per convertire i propri impianti alle energie rinnovabili e potenziare il riciclo avanzato. Questo circolo virtuoso permetterebbe – in teoria – di salvare la manifattura europea, proteggendo una filiera che esprime milioni di posti di lavoro e frenando la delocalizzazione. In secondo luogo, si registrerebbe un netto miglioramento dell’efficienza dei veicoli: l’alleggerimento strutturale compenserà il peso delle batterie nei veicoli elettrici, aumentandone l’autonomia senza installare accumulatori più grandi e costosi.

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