Chilometri scalati: il 76% degli acquirenti di un’auto usata non sa a chi rivolgersi Contachilometri auto usata

Chilometri scalati: il 76% degli acquirenti di un’auto usata non sa a chi rivolgersi

Un'indagine di carVertical colloca il nostro mercato tra i più trasparenti d'Europa, eppure la stragrande maggioranza degli automobilisti ignora come reagire davanti alla truffa

 

Un'indagine di carVertical colloca il nostro mercato tra i più trasparenti d'Europa, eppure la stragrande maggioranza degli automobilisti ignora come reagire davanti alla truffa

16 Settembre 2026 - 15:20

Accorgersi che il chilometraggio di un’auto di seconda mano è stato ritoccato quando ormai il contratto è firmato mette l’acquirente in una posizione scomoda, spesso senza sapere da dove ricominciare. A misurare le dimensioni del problema è una ricerca firmata da carVertical, azienda specializzata nella raccolta e nell’elaborazione dei dati del comparto automotive, realizzata su un campione di quasi 8.000 automobilisti del continente. Il quadro che emerge racconta soprattutto una debolezza informativa: 76 acquirenti su 100 confessano di non sapere a quale autorità presentare la segnalazione, mentre l’87% dà ormai per perso il denaro speso in più a causa dei chilometri scalati.

QUANTO PESA DAVVERO IL FENOMENO

Il nostro Paese registra una diffusione della manipolazione inferiore alla media europea, eppure chi finisce per acquistare una vettura “taroccata” si ritrova con lo stesso disorientamento dei vicini di casa. L’indagine racconta infatti che il 30% degli automobilisti europei interpellati ha comprato in prima persona un’auto con i chilometri alterati oppure conosce qualcuno che ci è passato, e una quota praticamente identica non saprebbe nemmeno dire se è già stata raggirata in questo modo. A ridimensionare il dato italiano arrivano però i numeri del “Transparency Index” pubblicato di recente da carVertical, che passa in rassegna i singoli veicoli verificati sulla piattaforma nel nostro Paese tra settembre 2024 e agosto 2025: soltanto il 2,91% delle vetture controllate presentava tracce di manomissione.

70.000 KM IN MENO E ARCHIVI SCOLLEGATI

Con questo risultato l’Italia si aggiudica la seconda posizione europea per trasparenza, anche se nei casi in cui la frode si concretizza il taglio è pesante: in media spariscono dal display circa 70.000 km. A rendere difficile la difesa del consumatore sono soprattutto due fattori: la scarsa familiarità con le norme in vigore e la mancanza di dialogo tra i database automobilistici dei vari Stati europei, una zona grigia che permette alle auto con lo storico ritoccato di eludere i controlli nel momento in cui attraversano una frontiera. La normativa italiana, va detto, non è affatto indulgente: alterare il contachilometri configura il reato di truffa previsto dall’articolo 640 del Codice Penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una sanzione pecuniaria compresa tra 51 e 1.032 euro.

Contakm

SANZIONI IGNORATE DA QUASI UN UTENTE SU DUE

A questa strada se ne affianca un’altra: la segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che nei confronti delle concessionarie coinvolte può arrivare a comminare multe fino a 5 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette. Strumenti di tutela esistono, dunque, ma restano in larga parte sconosciuti: più del 45% degli intervistati non ha idea di quali siano le conseguenze previste per chi manipola le percorrenze e un 7% tutt’altro che trascurabile è addirittura convinto che intervenire sul contachilometri sia un’operazione lecita.

Il messaggio che arriva dagli esperti di carVertical è quindi duplice. Da un lato serve un salto di qualità nella condivisione dei dati tra i Paesi europei, perché finché gli archivi resteranno compartimenti stagni le auto manipolate continueranno a trovare nuovi mercati in cui ripulirsi. Dall’altro, la difesa più concreta resta nelle mani dell’acquirente: consultare lo storico del veicolo prima di firmare il passaggio di proprietà è oggi l’unico modo davvero efficace per far emergere le anomalie e tirarsi indietro quando si è ancora in tempo.

 

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