Leapmotor farà auto elettriche in Spagna: ciao ciao dazi UE

Leapmotor farà auto elettriche in Spagna: ciao ciao dazi UE

Stellantis produrrà le auto elettriche del partner cinese Leapmotor nello stabilimento spagnolo di Saragozza: così il marchio eviterà i dazi dell'Unione Europea

 

Stellantis produrrà le auto elettriche del partner cinese Leapmotor nello stabilimento spagnolo di Saragozza: così il marchio eviterà i dazi dell'Unione Europea

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16 Settembre 2026 - 15:22

Leapmotor beffa l’Unione Europea: costruirà in Spagna (a Saragozza) le auto elettriche, che saranno vetture Made by China, non soggette ai dazi di Bruxelles. Questi colpiscono solo le macchine Made in China ed esportate nel Vecchio Continente. Si tratta per la precisione di assemblaggio, in quanto batterie, software e piattaforma elettrica provengono dalla Cina. La mossa, perfettamente legale, permette all’azienda di piazzare un avamposto di rilievo sul territorio, una sorta di trampolino di lancio verso i mercati comunitari. L’accordo sfrutta appieno la joint venture Leapmotor International, controllata a maggioranza da Stellantis con una quota del 51%. Un’alleanza strategica che unisce la rapida capacità di innovazione tecnologica e lo sviluppo software tipici dei costruttori cinesi con la vasta infrastruttura produttiva, logistica e distributiva del Gruppo euroamericano.

LEAPMOTOR IN SPAGNA, MA NON DA ZERO

A Saragozza ci sarà il rapido avvio delle linee di montaggio senza la necessità di costruire nuove strutture da zero. L’integrazione della produzione Leapmotor in Spagna porta con sé diversi vantaggi operativi e commerciali.

In primo luogo, riduce drasticamente i tempi e i costi legati al trasporto marittimo globale, attenuando i rischi connessi alle frequenti crisi lungo le rotte navali internazionali per i conflitti in corso. Secondo: permette una maggiore reattività nel rispondere alle oscillazioni della domanda del mercato europeo, consentendo una personalizzazione e una gestione dello stock decisamente più efficienti rispetto all’importazione da oltremare.

OCCUPAZIONE LOCALE PROTETTA

Dal punto di vista industriale, l’operazione garantisce un elevato tasso di utilizzo della capacità produttiva degli stabilimenti europei di Stellantis, proteggendo l’occupazione locale in un momento di transizione delicato per l’intero comparto.

Per i consumatori continentali, l’assemblaggio locale si traduce in una maggiore accessibilità economica e nella certezza di standard qualitativi adatti alle esigenze dei conducenti europei, uniti a una rete di assistenza capillare già esistente.

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UNO DEI “CAVALLI DI TROIA” DELLA CINA IN UE

L’operazione dimostra la grande reattività tattica di Leapmotor, capace di convertire una minaccia protezionistica in un vantaggio competitivo netto. Come altre Case, a iniziare da BYD in Ungheria.

Sul fronte operativo, la localizzazione della filiera produttiva a Saragozza abbatte le spese di trasporto marittimo e azzera la vulnerabilità del brand di fronte alle ricorrenti crisi geopolitiche lungo le rotte navali.

SONO DOLORI PER BRUXELLES

Nel tentativo di blindare l’industria automobilistica locale attraverso tariffe doganali restrittive, Bruxelles rischia di trovarsi di fronte a un effetto paradossale: la trasformazione del territorio comunitario in un hub di mero assemblaggio per componenti ad alto valore aggiunto realizzati interamente in Cina.

Questa dinamica solleva rilevanti perplessità tra le istituzioni e i concorrenti tradizionali. Da un lato, il montaggio a Saragozza garantisce continuità operativa e tutela i livelli occupazionali negli stabilimenti europei; dall’altro, non risolve il nodo del trasferimento tecnologico e della dipendenza dai fornitori asiatici. Il know-how strategico legato a batterie, architetture software e semiconduttori resta infatti saldamente ancorato oltreoceano.

L’operazione Stellantis-Leapmotor si configura così come un precedente destinato a fare scuola per l’intero settore automotive continentale. Altri costruttori cinesi osservano con attenzione la fattibilità di questa rotta, pronti a replicare lo stesso schema operativo su larga scala. Per la Commissione Europea si prospetta quindi la necessità di valutare nuovi interventi normativi o stringenti requisiti sul contenuto locale, con l’obiettivo di evitare che i dazi tariffari vengano definitivamente svuotati di qualsiasi reale efficacia protezionistica.

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