Brent: cosa è, come incide sul prezzo benzina, differenze col WTI

Brent: cosa è, come incide sul prezzo benzina, differenze col WTI

Scopri cos'è il Brent, come influenza il caro benzina dopo la guerra in Iran e le differenze con il WTI. Guida pratica al prezzo del petrolio

 

Scopri cos'è il Brent, come influenza il caro benzina dopo la guerra in Iran e le differenze con il WTI. Guida pratica al prezzo del petrolio

9 Marzo 2026 - 13:45

Con l’improvvisa escalation militare in Iran e gli attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico, il mercato petrolifero è tornato in una fase di estrema volatilità. In pochi giorni, le quotazioni del Brent sono schizzate oltre i 106 dollari al barile, trascinando con sé i prezzi dei carburanti alla pompa e riaccendendo i riflettori sui meccanismi che regolano il costo dell’energia. Capire quindi cos’è il Brent e come influenza i nostri listini è oggi più importante che mai.

COS’È IL BRENT E PERCHÉ È IL RIFERIMENTO GLOBALE

Il Brent Crude è il principale benchmark (parametro di riferimento) mondiale per il prezzo del petrolio. Originariamente estratto nel Mare del Nord dai giacimenti situati tra Scozia e Norvegia, oggi il termine indica una miscela di diversi tipi di greggio (“Brent Blend”). È considerato un petrolio “light” (leggero) e “sweet” (dolce): leggero perché ha una bassa densità che ne facilita la raffinazione in benzina e gasolio; dolce perché contiene poco zolfo. Grazie alla sua posizione geografica e alla facilità di trasporto via mare, il Brent funge da base per la determinazione del prezzo di circa i due terzi del petrolio scambiato a livello globale, inclusi i contratti di fornitura per l’Europa.

COME IL PREZZO DEL BRENT INCIDE SULLA BENZINA ALLA POMPA

Esiste un legame diretto, ma non immediato, tra la quotazione del Brent a Londra e il prezzo della benzina in Italia. Quando il greggio sale a causa della guerra in Iran, i costi di approvvigionamento delle raffinerie aumentano istantaneamente. Tuttavia, il prezzo finale alla pompa è composto da tre fattori: il costo della materia prima (che incide per circa il 30-35%), i costi di logistica e margine industriale, e soprattutto le accise e l’IVA (che in Italia pesano per oltre il 50%). In scenari di crisi come quello attuale, il Brent agisce da “moltiplicatore di ansia”: l’incertezza sulle forniture future spinge i mercati dei prodotti raffinati (come il Platt’s) a salire preventivamente, portando i prezzi sopra i 2 euro al litro ben prima che il petrolio “caro” arrivi effettivamente nelle cisterne. Certo, alcuni lo chiamano moltiplicatore d’ansia, altri più semplicemente “speculazione“.

Prezzo benzina

BRENT VS. WTI: LE DIFFERENZE CHIAVE NELL’ATTUALE SCENARIO DI GUERRA

Sebbene si parli spesso genericamente di “prezzo del petrolio”, esistono differenze sostanziali tra il Brent e il WTI (West Texas Intermediate). Il WTI è il riferimento americano, estratto principalmente nel Texas e stoccato a Cushing, Oklahoma. Essendo “landlocked” (senza sbocco diretto al mare), il WTI è più legato alla domanda e all’offerta interna degli Stati Uniti.

Nell’attuale conflitto iraniano, il gap (spread) tra Brent e WTI si è allargato significativamente: il Brent è molto più sensibile alle tensioni in Medio Oriente e ai rischi legati allo Stretto di Hormuz. Mentre il WTI resta parzialmente protetto dall’alta produzione domestica USA, il Brent riflette la paura globale di uno shock dell’offerta, motivo per cui è proprio la sua quotazione a dettare l’agenda dei rincari che subiamo in Europa.

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