Barriere stradali italiane troppo vecchie: non reggono il peso dei Suv

Barriere stradali italiane troppo vecchie: non reggono il peso dei Suv

Le barriere stradali obsolete mettono a rischio la sicurezza. I veicoli moderni sono molto più pesanti rispetto al passato, per cui la capacità di contenimento può risultare gravemente compromessa

 

Le barriere stradali obsolete mettono a rischio la sicurezza. I veicoli moderni sono molto più pesanti rispetto al passato, per cui la capacità di contenimento può risultare gravemente compromessa

14 Novembre 2025 - 09:00

Le barriere stradali in uso oggi in Italia sono obsolete, progettate per veicoli degli anni ’90 (1.200 kg), e risultano inadeguate per i moderni Suv e auto elettriche che superano spesso i 1.800 kg. Significa che in caso di urto con vetture particolarmente pesanti, la capacità di contenimento delle barriere può risultare gravemente compromessa, con le conseguenze che possiamo immaginare.

BARRIERE STRADALI DEGLI ANNI ’90 INADEGUATE PER LE VETTURE MODERNE

Il grido d’allarme sulla barriere stradali italiane l’ha lanciato AISICO, azienda italiana leader nei sistemi di sicurezza stradale e infrastrutturale, in occasione Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada (16 novembre 2025), richiamando l’attenzione sulla necessità di intervenire con urgenza sulla sicurezza delle infrastrutture stradali.

“Ogni anno migliaia di vite si spezzano sulle strade italiane (per fortuna gli ultimi dati sono in leggero miglioramento, ndr) e ricordarle significa anche affrontare le cause strutturali che rendono ancora troppo alto il numero delle vittime. Le barriere stradali di sicurezza oggi in esercizio sulle strade d’Italia sono state progettate trent’anni fa, quando le auto pesavano in media circa 1.200 chili. Oggi Suv e veicoli elettrici superano spesso i 1.800 chili, ma il quadro normativo resta fermo all’ultima revisione delle norme sulle barriere che risale al Decreto Ministeriale n. 223 del 1992. In caso di urto con Suv o Bev, dunque, la capacità di contenimento delle barriere può risultare assolutamente insufficiente“.

LE NORME NON OBBLIGANO DI SOSTITUIRE LE BARRIERE VECCHIE

A fine 2024, ANSFISA, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, ha emesso una circolare diretta a ANAS, Regioni, Province e Comuni per avviare il censimento delle barriere stradali e definire le priorità di intervento, in accordo con le linee guida del MIT, che fissano scadenze fino al 2026. Il problema è che le barriere inadeguate o usurate non sono affatto un’eccezione, inoltre le norme attuali non obbligano la loro sostituzione, creando un vuoto normativo che espone gestori e automobilisti a rischi concreti.

Barriere stradali vecchie

URGE UN AGGIORNAMENTO DEL QUADRO NORMATIVO EUROPEO

“Le barriere che oggi troviamo sulle nostre strade sono state pensate per veicoli molto più leggeri“, ha commentato Ottavia Calamani, CEO di AISICO. “È come se avessimo aggiornato tutto, dai motori all’elettronica, ma avessimo lasciato indietro ciò che deve salvare le vite quando la tecnologia non basta. Le normative in vigore dagli anni ’90 non sono state adeguate ai cambiamenti avvenuti nel traffico delle strade europee né alle prestazioni e alle caratteristiche dei veicoli moderni. È un vuoto normativo che non va sottovalutato: servono nuovi standard e strumenti digitali per censire e monitorare in modo continuo lo stato reale delle infrastrutture. È inoltre urgente un aggiornamento del quadro normativo europeo perché le norme oggi in vigore non rispecchiano più l’evoluzione del mondo dell’automotive“.

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