Guard rail

Guard rail: normativa e dimensioni delle barriere stradali

Focus sul guard rail: normativa e dimensioni delle barriere stradali che servono a contenere le conseguenze di un'uscita di strada dei veicoli

4 ottobre 2021 - 18:00

Il guard rail è un dispositivo di sicurezza e di ritenuta passiva che serve a contenere i veicoli all’interno di una carreggiata in seguito a sbandamento o collisione con altri mezzi. Si tratta di gran lunga della barriera di sicurezza stradale più usata nel mondo insieme alle barriere Jersey. Inutile dire che l’installazione di un guard rail è soggetta a una rigida normativa specie per quel che riguarda le dimensioni e i materiali.

GUARD RAIL: NORMATIVA ITALIANA

In Italia la normativa di riferimento per i guard rail non è il Codice della Strada ma il decreto ministeriale n. 223 del 18 febbraio 1992, più volte integrato e modificato negli anni successivi. Il decreto contiene il regolamento con le istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza, che definisce “dispositivi aventi lo scopo di realizzare il contenimento dei veicoli che dovessero tendere alla fuoriuscita dalla carreggiata stradale, nelle migliori condizioni di sicurezza possibili”. Il decreto richiede l’installazione dei guard rail in tutte le strade pubbliche extraurbane e in quelle urbane che consentono una velocità maggiore o uguale a 70 km/h.

GUARD RAIL: DOVE BISOGNA INSTALLARE LE BARRIERE

In particolare la protezione deve riguardare almeno i bordi di tutti i manufatti stradali all’aperto, quali ponti, viadotti, ponticelli, sovrappassi e muri di sostegno della carreggiata, indipendentemente dalla loro estensione longitudinale e dall’altezza dal piano di campagna, e i bordi laterali delle strade con altezza del ciglio superiore a 2,5 metri e pendenza della scarpata maggiore o uguale a 1/3. I guard rail devono inoltre proteggere dagli ostacoli fissi, laterali o centrali isolati, quali pile di ponti, fabbricati, tralicci di elettrodotti, portali della segnaletica, alberature, ecc., entro una fascia di 5 metri dal ciglio esterno della carreggiata. Finalità dei guard rail non è solo quella di contenere i veicoli che rischiano di uscire dalla carreggiata stradale: le barriere, infatti, devono essere idonee, nei limiti del possibile, ad assorbire parte dell’energia di cui è dotato il veicolo in movimento, così da limitare gli effetti dell’urto sui passeggeri.

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GUARD RAIL: PARAMETRI PER OTTENERE L’OMOLOGAZIONE

La normativa sui guard rail prevede che le barriere, per ottenere l’omologazione, debbano rispettare precise caratteristiche tecniche e superare tutti i test necessari. Uno dei parametri maggiormente presi in considerazione è il cosiddetto ‘indice di severità‘ (IS), ossia l’energia cinetica del veicolo al momento dell’impatto misurata in KNm. L’indice permette di classificare le barriere in sei diverse classi:

– A1: ammettono un indice di severità compreso tra 5 e 15 KNm;

– A2: ammettono un indice di severità compreso tra 15 e 50 KNm;

– A3: ammettono un indice di severità compreso tra 50 e 150 KNm;

– B1: ammettono un indice di severità compreso tra 150 e 300 KNm;

– B2: ammettono un indice di severità compreso tra 300 e 600 KNm;

– B3: ammettono un indice di severità compreso tra 600 e 1000 KNm.

La classificazione delle barriere serve a determinare la scelta del guard rail assieme a un altro parametro, ovvero il volume di traffico.

A questo proposito il decreto n. 223/92 individua tre tipi di flussi di traffico:

– Tipo I: i veicoli il cui peso supera i 30 KN non costituisce più del 5%;

– Tipo II: i veicoli il cui peso supera i 30 KN è compreso tra il 5% e il 10%;

– e Tipo III: i veicoli il cui peso supera i 30 KN supera il 10% del totale.

Incrociando questi parametri con il tipo di strada (urbana, extraurbana o di scorrimento) si ottiene una tabella di assegnazione con precise corrispondenze (p.es. su una strada extraurbana di tipo B e con traffico di tipo III è necessario montare una barriera di classe B1). La normativa impone al progettista di attenersi a queste disposizioni: costui, comunque, qualora lo ritenga necessario, può scegliere di allestire un guard rail di categoria superiore rispetto a quella prescritta.

Per informazioni più dettagliate vi rimandiamo al più volte citato decreto ministeriale n. 223/92.

MATERIALI DEI GUARD RAIL

La barriera guard rail è costituita da diversi montanti collegati fra loro da nastri bi-onda o tri-onda. Ed è progettata in modo tale da sostenere un urto in modo elastico, evitando così che il veicolo coinvolto, a causa di un urto rigido, invada la corsia opposta. Oltre ai tradizionali guard rail in acciaio e ferro galvanizzato, si possono trovare barriere guardrail in materiale pultruso in poliestere rinforzato con fibra di vetro. Che sembrano garantire maggior sicurezza ed efficacia.

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GUARD RAIL MOTOCICLISTI

I guard rail sono sistemi di protezione pensati soprattutto per i mezzi a quattro ruote. Viceversa si sono spesso rivelati del tutto inutili, anzi pericolosissimi, per i motociclisti. Questo perché nella maggior parte degli incidenti le lesioni mortali alla colonna vertebrale non avvengono durante l’urto della moto, ma quando dopo l’impatto il motociclista viene sbalzato dal veicolo colpendo il guard rail, i cordoli o altre barriere presenti ai lati della strada. Perciò da circa un anno sono stati introdotti anche in Italia i cosiddetti guard rail ‘salva-motociclisti’ (DSM) di colore giallo che devono essere installati nella parte inferiore delle barriere tradizionali, a livello del piano stradale, per evitare l’urto diretto contro i montanti o contro i nastri protettivi dei guard rail. L’obbligo però non riguarda tutte le strade, qui un approfondimento su SicurMOTO.it.

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