Prezzo diesel giù di 12 cent ma taglio accise è 17 cent: qualcosa non torna
Il Governo Meloni ha deciso per un taglio accise di 17 cent sul diesel, con IVA. Eppure alla pompa il calo è solo di 12 cent: perché?
Il Governo Meloni ha deciso per un taglio accise di 17 cent sul diesel, con IVA. Eppure alla pompa il calo è solo di 12 cent: perché?
Già il taglio accise di 17 cent con IVA sul diesel, deciso dal Governo Meloni, non entusiasmava i proprietari di auto a gasolio: figuriamoci quando gli automobilisti si sono accorti, alla pompa, che spesso il calo è inferiore, con una media di -12 cent, riferisce Staffetta Quotidiana. Ma perché sta accadendo tutto questo? Ecco la spiegazione del “giallo”. “Sui listini dei prezzi consigliati, tornano a spron battuto gli aumenti” decisi dalle compagnie. Da una parte quindi l’Esecutivo abbassa le tasse, dall’altra le società alzano il costo del litro di diesel, per arrivare a un malinconico -12 cent.
TASSE GIÙ, MA PREZZI SU: È IL MERCATO LIBERO
Nel mercato libero, le compagnie possono fissare i prezzi che vogliono, senza giustificare la propria politica. La ricerca del profitto avviene anche in base degli attuali eventi internazionali: i margini scendono perché le quotazioni dei raffinati volano con la guerra USA-Iran (conflitto vinto dal petrolio, per ora).
Morale: Staffetta segnala che ENI ha aumentato di due centesimi il litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre per IP e Q8 il diesel cresce rispettivamente di 4 e 2 centesimi.
LA BRUTTA FOTO DEI CARBURANTI OGGI
In definitiva, abbiamo il prezzo medio dei carburanti in self service lungo la rete stradale nazionale pari a 1,989 euro al litro per la benzina (+3 millesimi su ieri), e 2,066 per il gasolio (-8). La fatidica soglia psicologica dei 2 euro per il gasolio viene infranta in scioltezza, mentre la verde sta per abbattere quel muro (e i portafogli degli italiani).
A seguire, 0,742 per il GPL (invariato) e 1,606 euro/kg per il metano (+1). In autostrada, al solito, listini astronomici con benzina a 2,076 (+2), diesel a 2,165 (-4), GPL a 0,876 e metano a 1,609 (invariati).

CHE CAOS, FRA FIAMME GIALLE E PROTESTE
In un contesto convulso e caotico, il ministero delle Imprese ha attivato il Garante per la sorveglianza dei prezzi, che a sua volta ha inviato l’elenco dei distributori alla Guardia di Finanza per le opportune verifiche. Cioè? Per vedere se qualche benzinaio non abbia abbassato i prezzi dei famigerati 17 cent con IVA di taglio accise. “Gli esiti degli accertamenti, corredati da un rapporto di analisi, saranno trasmessi dal Garante all’autorità giudiziaria“, dice il dicastero.
Dura la risposta delle associazioni di rappresentanza: Faib, Fegica e Figisc – in una lettera aperta al ministro Adolfo Urso – chiariscono un aspetto essenziale: nessuna responsabilità può essere “efficacemente riscontrata e tantomeno contestata direttamente sul punto vendita che si limita a distribuire prodotto già immesso al consumo e a un prezzo determinato da soggetti a monte della filiera“.
FIGISC POLEMICA
A gettare benzina sul fuoco (è il caso di dirlo), la Figisc: “Le ‘aspettative’ si scontrano sia con una rete diversificata e liberalizzata fin eccessivamente, con un regime di prezzi totalmente libero e, soprattutto, con un mercato internazionale estremamente dinamico che diventa isterico nelle situazioni di crisi quali quelle che stiamo vivendo. E ciò dovrebbe far riflettere sull’opportunità o meno di scatenare tempeste nel cucchiaino da tè che durano il tempo di venir superate dagli eventi“.
Innanzi a un quadro così preoccupante, fra accuse e repliche, all’automobilista italiano non resta che spendere l’impossibile alla pompa. Consapevole che il caro diesel avrà ripercussioni pesanti anche sul costo della vita.