Apnee notturne: ecco le istruzioni sul rinnovo della patente

In arrivo il decreto per chi soffre di apnee notturne: dovrà sottoporsi a specifici questionari e test per avere la patente

8 febbraio 2016 - 9:00

Il legislatore contro il colpo di sonno al volante (vedi qui). Il 3 febbraio scorso, è stato firmato il decreto del ministero della Salute con gli indirizzi medico-legali per il rilascio e rinnovo della patente di guida a soggetti affetti da apnee notturne. L'obiettivo è capire se gli aspiranti al rinnovo o al rilascio della patente costituiscano un rischio per la circolazione stradale in quanto affetti da sospetta Sindrome di apnee ostruttive nel sonno (OSAS, vedi qui). Ecco come: prima il colloquio medico, poi un questionario, infine un test su stimoli visivi, associato a un altro questionario.

PER GRADI – Come riporta l'Ansa, un primo colloquio con gli aspiranti al rilascio o al rinnovo della patente, in base a quanto si legge nel decreto, servirà a determinare le prime condizioni di rischio: russamento, obesità, ipertensione arteriosa farmaco-resistente, diabete, cardiopatia, eventi ischemici cerebrali e broncopneumopatie. In base al risultato, se sarà necessario un ulteriore approfondimento per valutare l'eventuale OSAS, si somministrerà un questionario sulla sonnolenza diurna. Da questo si individueranno i profili di rischio: basso, medio o elevato rischio (con eccessiva sonnolenza diurna) per la circolazione stradale. Per la valutazione della riduzione del livello di vigilanza, si passa quindi al test dei tempi di reazione, della durata di 10 minuti, in cui l'esaminato deve rispondere premendo un pulsante a una sequenza rapida di stimoli luminosi rossi alternati a stimoli luminosi arancio. Il test sarà eventualmente associato al questionario sulla sonnolenza di Epworth: chiede di valutare quale probabilità ha il guidatore di appisolarsi o addormentarsi in diverse situazioni. Riferisce allo stile di vita abituale in tempi recenti. 

QUANTI ANNI – Per i soggetti con rischio medio-basso di sonnolenza diurna, la validità della patente è limitata a 3 anni per le patenti di Gruppo 1 (A, B, B +E) e di un anno per quelle di Gruppo 2 (C, C+E, D, D+E). Nel caso invece di rischio elevato, chi è affetto da OSAS moderata o grave e produca attestazione specialistica sull'aderenza alla terapia con miglioramento della sonnolenza potrà guidare con validità della patente non superiore a 3 anni per il Gruppo 1 e a un anno per il Gruppo 2.

RISPARMIO DI VITE – Il decreto rappresenta una iniziale risposta al problema della sonnolenza e ai colpi di sonno alla guida. Infatti, da una recente ricerca scientifica di una equipe italiana coordinata dal neurologo Sergio Garbarino, si evince che ogni anno in Italia l'OSAS, provoca oltre 17.300 incidenti stradali, con più di 250 morti e 12.200 feriti, senza dimenticare gli enormi costi socio-sanitari calcolati in circa 1.500.000.000 euro l'anno soltanto per il nostro Paese. Anche se non va dimenticato che il primo a dovere ammettere il problema, per confrontarsi col proprio medico, è lo stesso automobilista: ecco perché ci sono altri tappe da affrontare per prevenire meglio il guaio del colpo di sonno al volante (vedi qui).

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