Apnee notturne: giro di vite per la patente

Una legge introduce particolari test valutativi. E nuovi requisiti per la patente: vietata a chi soffre di apnee notturne

15 gennaio 2016 - 11:00

Passo avanti per combattere il colpo di sonno in auto. Gli automobilisti italiani saranno soggetti a test valutativi in caso di presenza di disturbi respiratori che compromettono il riposo: le apnee notturne. Che generano sonnolenza diurna e provocano incidenti stradali. Lo prevede la nuova normativa relativa alle patenti di guida, che recepisce la direttiva europea in materia di apnea del sonno.

COSA DICE LA LEGGE – La modifica al regolamento, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, parla chiaro: “La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne, che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell'attenzione non adeguatamente controllate con le cure”.

SONNO FRAMMENTATO – Il professor Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno onlus, di Roma, evidenzia che un soggetto affetto da apnee notturne è sottoposto a una grave frammentazione del sonno che, così, diviene non ristoratore e del tutto inefficace ai fini del riposo. Di giorno, determina difficoltà di concentrazione, con inattesi cali di attenzione e distrazione alla guida o, addirittura, colpi di sonno al volante per qualche istante (microsleep) o per periodi pericolosamente più lunghi. Il rischio di incidenti diventa da due a sei volte più alto per coloro che soffrono di apnee notturne. Specie se si cerca di combattere il colpo di sonno con metodi inutili e anzi dannosi (come aumentare il volume della radio o mettere il volto fuori dal finestrino per qualche secondo): serve solo una turbosiesta, un pisolino in sicurezza, per poi ribartire.

NESSUNA DIAGNOSI – Molti conducenti soffrono di apnee mai diagnosticate e non trattate: spesso sono di mezza età, sovrappeso afetti da ipertensione. Al di là dei sinistri stradali, le apnee “nascoste” possono avere gravi conseguenze cardiovascolari, come ictus, infarto, aritmia cardiaca. C'è solo un modo per scoprire le apnee, un semplice esame non invasivo: la polisonnografia. Il trattamento? Mentre il soggetto dorme, un piccolo apparecchio immette aria a pressione positiva continua nelle prime vie aeree attraverso una mascherina nasale (CPAP – Continuous Positive Airway Pressure), che ventila e mantiene aperte le vie aeree superiori, impedendo di fatto il verificarsi delle apnee e la conseguente frammentazione del sonno. È anche possibile, a seconda della gravità dei casi, un programma di controllo del peso nei pazienti obesi, mentre altri soggetti traggono beneficio dall'utilizzo di un dispositivo dentale, e talvolta si ricorre alla chirurgia.

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