Accordo tra Volkswagen e Gotion per le batterie in Europa
Volkswagen rafforza la partnership con la cinese Gotion per produrre batterie LFP in Europa tramite joint venture, cedendo il 49% della Gigafactory spagnola
Volkswagen rafforza la partnership con la cinese Gotion per produrre batterie LFP in Europa tramite joint venture, cedendo il 49% della Gigafactory spagnola
Asse Germania-Cina per l’auto elettrica: Volkswagen rafforza la partnership col produttore cinese di batterie Gotion High-Tech attraverso un maxi piano di investimenti congiunti in Europa e Nord Africa, riducendo al contempo la propria partecipazione diretta nella società. Le due aziende hanno concordato la creazione di tre joint venture per la produzione industriale di celle con chimica litio-ferro-fosfato (LFP) e materiali attivi per catodi a Valencia (Spagna), Šurany (Slovacchia) e Kenitra (Marocco). L’impianto iberico sarà sviluppato per diventare l’hub principale di produzione europea per le batterie LFP, dice la Reuters.
VOLKSWAGEN E GOTION: LE RISORSE PER LE BATTERIE NEL VECCHIO CONTINENTE
- Valencia (Spagna): Gotion investirà circa 1,1 miliardi di euro per acquisire una quota del 49% nella gigafactory di PowerCo (la divisione batterie di Volkswagen), che manterrà il controllo con il 51%.
- Šurany (Slovacchia) e Kenitra (Marocco): PowerCo contribuirà con circa 470 milioni di euro entro il 2030 per rilevare una quota del 49% in ciascuno dei due impianti, dove Gotion deterrà la maggioranza del 51%.
In parallelo all’espansione operativa, il Gruppo Volkswagen ha siglato accordi definitivi per cedere una quota azionaria del 5,3% detenuta in Gotion, al fine di ottimizzare la struttura del capitale e supportare sinergie strategiche a lungo termine. Anche dopo la cessione, la Casa automobilistica tedesca rimarrà il principale azionista strategico della società orientale (scendendo a circa il 19% delle quote).
PAROLA D’ORDINE, LOCALIZZARE
L’operazione punta ad accelerare la localizzazione della catena di fornitura europea delle batterie LFP, una tecnologia chiave che Volkswagen prevede possa passare dall’attuale 10% fino a una quota compresa tra il 40% e il 60% del mercato europeo entro il 2030. È uno dei modi per rilanciarsi, considerando che il colosso teutonico sta attraversando una crisi mai vista prima.

AUTO ELETTRICA: SI PASSA DALLA CINA
L’accordo conferma una tendenza strategica oramai ineludibile per l’industria automobilistica europea: l’impossibilità di scindere la transizione ecologica dalle competenze tecnologiche sviluppate all’ombra della Grande Muraglia.
Mentre i governi dell’Unione Europea provano a tutelare i propri mercati imponendo dazi protettivi sui veicoli elettrici di produzione cinese (e in futuro forse sulle PHEV), i grandi costruttori continentali scelgono la strada pragmatica del radicamento industriale comune. Non si tratta di una capitolazione, bensì di un’operazione di puro realismo economico, dovuto allo strapotere di Pechino.
Le batterie con chimica litio-ferro-fosfato rappresentano la pietra angolare per rendere meno cara l’auto a zero emissioni, garantendo costi di produzione nettamente inferiori rispetto alle tradizionali celle al nichel-manganese-cobalto e una durata superiore nei cicli di carica.
CERCASI BEV PICCOLA E NON TROPPO CARA
Detenere la padronanza di questa tecnologia significa poter assemblare utilitarie e compatte a prezzi competitivi, elemento essenziale per sostenere i volumi di vendita in Europa senza erosioni insostenibili dei margini operativi.
In questo scenario, la Cina detiene un monopolio pressoché totale sulle catene di fornitura, sulla raffinazione delle materie prime e sul know-how produttivo legato alla chimica LFP. Creare joint venture sul suolo europeo e nel bacino del Mediterraneo consente a Volkswagen di blindare l’approvvigionamento dei componenti chiave, riducendo le vulnerabilità logistiche e geopolitiche dell’importazione diretta dall’Asia.