Targa auto personale

Targa auto personale: come funziona all’estero

In arrivo in Italia la targa auto personale: è la giusta occasione, quindi, per scoprire come si regolano gli altri paesi europei e gli Stati Uniti d'America.

5 aprile 2019 - 17:56

Il tema della targa auto personale è tornato recentemente alla ribalta dopo l’annuncio del ministro Dario Toninelli secondo cui la portabilità della targa, quando si cambia auto, sarà presto ammessa anche in Italia. Attenzione: per il momento si parla solo di targa personale ma non personalizzabile, come avviene per esempio in tutti gli stati degli USA e in altri paesi. Ma per i dettagli è meglio attendere il decreto attuativo del Governo, quando arriverà (senza fretta, del resto la norma sulle targhe personali esiste ‘solo’ dal 2010…).

TARGA PERSONALE O PERSONALIZZABILE?

Ecco, abbiamo citato non a caso l’esempio degli Stati Uniti, perché nella grande nazione nordamericana prospera da tempo un interessantissimo mercato (collezionistico e non solo) delle targhe personalizzabili. E sarebbe oggettivamente fantastico se tale possibilità fosse concessa pure a noi italiani. Anche perché, diciamola tutta, di una targa personale ma con sequenza alfanumerica scelta a caso non ce ne faremmo nulla, al di là del risibile risparmio amministrativo di 41,78 euro. Tutt’altra storia sarebbe se si potesse fare richiesta di una particolare sequenza di lettere e numeri che ci rappresenti per davvero. Ma temiamo che non accadrà.

LE TARGHE PERSONALI NEGLI USA

Detto questo, e in attesa che l’Italia si metta finalmente al passo con gli altri paesi, vediamo come funziona all’estero il sistema della targa auto personale. Dicevamo appunto degli USA, dove da sempre le targhe sono delle piccole opere d’arte. Ognuno dei 50 stati americani, più Washington D.C., dispone infatti di una propria targa che ne riporta ed evidenzia in varie forme le caratteristiche e le peculiarità. Per esempio sulla targa dell’Oregon sono disegnate delle montagne, mentre su quella dell’Oklahoma c’è un pellerossa con tanto di arco. Le targhe americane sono personali, appartengono al proprietario di un veicolo. Che quindi può liberamente decidere di cederle o venderle. E sono anche personalizzabili: si può infatti scegliere una sequenza alfanumerica a piacere, se disponibile, componendo delle parole o delle piccole frasi di senso compiuto.

Ovviamente non si può scrivere qualsiasi cosa: targhe personalizzate con parole e frasi di stampo volgare, violento, blasfemo o razzista non sono ammesse. Il costo di una targa personalizzata negli USA varia da stato a stato, ma costa non meno di 50 dollari annui in aggiunta alle spese fisse. Non è poco e infatti non tutti personalizzano la propria targa.

TARGHE PERSONALI IN CANADA E IN AUSTRALIA

Anche agli automobilisti canadesi viene anche la possibilità di scegliere un testo o una combinazione particolare, e la stessa cosa succede in Australia. Anzi, nel paese Down Under si sono forse fatti prendere un po’ troppo la mano. Dallo scorso 1° marzo il Governo dello stato australiano del Queensland consente di infatti personalizzare le targhe delle auto usando pure le emoticon. Sì, avete capito bene: le faccine che usiamo nelle chat. Lo sfizio costa ben 475 dollari australiani, circa 300 euro, per cui non sappiamo se l’iniziativa avrà particolare successo. Pare però che le prenotazioni per accaparrarsi le emoticon più cool siano andate alla grande.

TARGHE PERSONALI NELL’UNIONE EUROPEA E IN UK

E nell’Unione Europea? Come siamo messi a livello di targhe auto personali o personalizzabili? Se la grafica delle targhe è più o meno simile in tutta l’UE, per il resto restano forti differenze tra nazione e nazione. Per esempio se in Francia, come in Italia, le targhe personali non sono ammesse, in Germania si può avere una targa personalizzata pagando una sovrattassa. In particolare gli automobilisti tedeschi possono scegliere la coda alfanumerica dopo la sigla identificativa del circondario. Stessa cosa nel Regno Unito (che tra un po’ non sarà più UE), dove si possono richiedere targhe personalizzate prive dell’indicazione della provenienza. Sono consentite tutte le combinazioni da un minimo di uno a un massimo di sette caratteri, con esclusione di quelle oscene e inopportune.

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