Incentivi e rottamazione auto non di proprietà

Rottamazione auto: quali documenti servono

Quali documenti servono per la rottamazione dell’auto prima di consegnare il mezzo a un centro autorizzato? A cosa bisogna fare attenzione?

11 gennaio 2021 - 19:00

Sono soprattutto i nuovi incentivi auto a spingere adesso i proprietari alla rottamazione auto. In cambio di uno sconto sul prezzo d’acquisto si rinuncia al veicolo in proprio possesso per comprarne uno nuovo, a patto naturalmente di rispettare i requisiti previsti dalla normativa. Tuttavia per rottamare un’auto non occorre necessariamente vincolarsi all’acquisto. Il proprietario del mezzo può procedere con la demolizione in ogni momento, evitando così di pagare il bollo e l’assicurazione ovvero quelle spese da affrontare prima di mettersi su strada. Qualunque sia il motivo della rottamazione auto, ci sono due regole di base da rispettare. La prima è che solo un centro di raccolta autorizzato può demolire un veicolo, da contattare personalmente o attraverso un concessionario. La seconda è che non bisogna presentarsi dal demolitore a mani vuote. L’intestatario del veicolo deve sapere quali documenti servono per la rottamazione dell’auto prima di avviare la procedura.

QUALI DOCUMENTI SERVONO PER LA ROTTAMAZIONE AUTO

Il proprietario dell’auto da rottamare deve consegnare il veicolo a un centro di raccolta autorizzato oppure a un concessionario nel caso di acquisto di un nuovo modello. In questa seconda circostanza ci pensa il concessionario stesso ad affidare il mezzo a un demolitore. In tutte e due i casi, l’intestatario deve depositare le targhe e tutta la documentazione del veicolo ovvero la carta di circolazione e il certificato di proprietà (oggi rilasciato esclusivamente in formato digitale) o il vecchio foglio complementare. A cui aggiungere l’esibizione di un documento di riconoscimento tra patente, carta d’identità e passaporto. A quel punto il quasi ex proprietario dell’auto riceve a sua volta due documenti: il certificato di rottamazione e il certificato di radiazione.

CERTIFICATI DI ROTTAMAZIONE AUTO E DI RADIAZIONE: A COSA SERVONO 

Il certificato di rottamazione auto solleva il proprietario del mezzo da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa e lo esenta dall’obbligo del pagamento del bollo secondo le disposizioni di ciascuna regione o provincia autonoma. Si tratta di un modulo che contiene alcune indicazioni ben precise:

– nome e cognome del proprietario;

– l’indirizzo di residenza del proprietario;

– la firma di chi consegna l’auto;

– il modello, la targa, la classe, la marca e il numero di telaio dell’auto;

– il numero di registrazione della pratica;

– la data e l’ora di presa in carico del mezzo;

– la data e l’ora di rilascio del certificato;

– la firma del titolare dell’impresa che ha consegnato il certificato;

– il nome dell’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione a demolire all’impresa;

– l’impegno a provvedere alla richiesta di cancellazione dal Pra.

Dopo la rottamazione, il veicolo viene radiato ovvero cancellato dai registri del Pra che rilascia il certificato di demolizione digitale, a cui accedere tramite un codice alfanumerico fornito dal centro autorizzato o dal concessionario. A svolgere la pratica al Pubblico registro automobilistico è lo stesso demolitore.

ROTTAMAZIONE AUTO: COSTI E A COSA STARE ATTENTI

L’operazione di rottamazione auto non è gratuita. Se ci si affida a un concessionario nell’ambito di una trattativa per comprare un nuovo veicolo, è probabile che la spesa rientri nel conteggio complessivo e di conseguenza l’acquirente non deve affrontare spese vive. In caso contrario ovvero se il proprietario dell’auto si rivolge a un centro di raccolta autorizzato, i costi da sostenere sono doppi:

– 13,50 euro di emolumenti Aci;

– 32 euro di imposta di bollo se si utilizza il certificato di proprietà come nota di presentazione oppure 48 euro se si utilizza il modello NP3B.

In tutti i casi, prima di procedere con la rottamazione, è utile fare una visura dell’auto per verificare l’assenza di un fermo amministrativo.

L’ALTERNATIVA ALLA ROTTAMAZIONE NON È L’ABBANDONO DELL’AUTO

Anche se solamente il demolitore può occuparsi della rottamazione dell’auto, il proprietario non può abbandonare il veicolo come rifiuto. Come messo nero su bianco dalla Corte di Cassazione (sentenza numero 20492 del 2014 della terza sezione penale), l’abbandono dell’auto è un reato. Secondo i giudici, “deve essere considerato fuori uso in base alla disciplina di cui all’articolo 3 D.Lgs. 209/03, sia il veicolo di cui il proprietario si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi, sia quello destinato alla demolizione, ufficialmente privo delle targhe di immatricolazione, anche prima della materiale consegna a un centro di raccolta, sia quello che risulti in evidente stato di abbandono, anche se giacente in area privata”.

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