Abbandona l'auto in strada e il tribunale lo condanna

Un'auto abbandonata in un luogo pubblico o privato è un rifiuto pericoloso. Per questo il Tribunale ha condannato un siciliano

26 maggio 2014 - 9:00

A chi non è mai successo di dimenticare dove aveva parcheggiato l'auto? Una volte superata l'amnesia la si riporta a casa, a meno che qualcuno non l'abbia rubata. Ma un cittadino siciliano sapeva bene dove era parcheggiata la sua anche perché lo stato di abbandono e fatiscenza del rottame non avrebbe attirato un ladro nemmeno con un cavallino finto sul cofano. E' questo il motivo per cui il Tribunale di Termini Imerese ha condannato l'uomo per non aver ottemperato alla legge sullo smaltimento di un rifiuto pericoloso. Proprio così, l'auto abbandonata era ormai considerata un rifiuto pericoloso per l'ambiente, oltretutto lasciato in un'area pubblica a marcire.

SE NON TI SERVE ROTTAMALA – Lasciare l'auto per troppo tempo in strada non basta per rischiare una condanna per illecito ambientale, infatti le valutazioni del Tribunale di Termini Imerese sono state ben diverse. Ma la sentenza erogata non è piaciuta all'uomo che aveva abbandonato l'auto in strada senza prendersene cura, così ha fatto ricorso chiedendo la riqualificazione del  reato. Peccato che la sentenza della Cassazione n. 20492 depositata dalla terza sezione penale, conferma la pena inflitta dal Tribunale di Termini Imerese per il reato previsto dall'articolo 6 della legge n. 210/2008. E il cittadino siciliano è stato condannato a pagare 2 mila euro per le spese processuali.

QUANDO UN'AUTO DIVENTA RIFIUTO – Secondo il giudice di merito, la carcassa di quell'auto abbandonata non era altro che un “veicolo fuori uso” diventato un “rifiuto speciale”. Per definire tale un'auto “si rileva la volontà di abbandono da parte del proprietario e l'oggettiva inidoneità del veicolo a svolgere la sua funzione”, in pratica un pezzo di ferro arrugginito anche se ha ancora le targhe attaccate. In quanto rifiuto speciale, il proprietario avrebbe dovuto disfarsene come previsto dalla legge n. 210/2008, cioè demolirla servendosi di un centro di raccolta, demolizione e recupero autorizzato piuttosto che lasciarla al suo destino in un parcheggio pubblico. Ma anche se fosse abbandonata in una proprietà privata, il proprietario sarebbe andato incontro allo stesso giudizio. Infatti, secondo l'articolo 3 D.Lgs. 209/03 un veicolo è classificato fuori uso quando si consegna a un centro di raccolta (es. autodemolitori), quando viene rinvenuto da organi pubblici e non reclamato da nessuno, in ogni altro caso in cui il veicolo, ancorché giacente in area privata, risulta in evidente stato di abbandono.

UN ROTTAME NON E' UN'AUTO D'EPOCA – Il suddetto Decreto legislativo però chiarisce che non rientrano nella definizione di rifiuto le auto storiche, e quindi non sono soggette alla relativa disciplina di smaltimento. Per veicoli d'epoca s'intendono “i veicoli storici o di valore per i collezionisti o destinati ai musei, conservati in modo adeguato, pronti all'uso ovvero in pezzi smontati.” Purtroppo per molti è sufficiente che l'auto sia anagraficamente d'epoca per non pagare il bollo e circolare nei casi migliori con veicoli in uno stato d'uso allucinante che ancora riescono a superare la revisione auto facilmente nonostante siano un pericolo per la sicurezza di tutti. Nei casi peggiori, cioè quando l'auto non è più utilizzabile, risulta più economico abbandonarla che demolirla, visto che per le auto “nobili” la tassa di possesso diventa tassa di circolazione, per cui non si ha alcun obbligo di pagamento se l'auto resta ferma. Come ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei Diritti: “girando per le strade del centro e della periferia è facile imbattersi nelle carcasse fatiscenti, malsane e fonti d'inquinamento ambientale e sociale. Molte auto abbandonate si presentano con abitacoli sventrati che ospitano senza tetto e tossicodipendenti, in condizioni igieniche e di degrado indegne di un paese civile”. “Il problema delle 'carcasse d'auto' in Italia – spiega D'Agata – non è secondario se pensiamo che ogni anno sono rottamati nella sola città di Roma 130.000 veicoli, che se fossero messi in fila formerebbero una coda di 500 kilometri, otto volte il raccordo anulare!”.

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