Auto d'epoca

Auto d’epoca in vendita: procedura e costi passaggio di proprietà

La procedura del passaggio di proprietà di un’auto d’epoca è semplificata e prevede costi minori rispetto a un veicolo tradizionale

3 giugno 2021 - 15:00

La stessa denominazione di auto d’epoca lascia intendere che siamo davanti a veicoli speciali per cui è previsto un trattamento particolare. Anche in relazione al passaggio di proprietà, la procedura da seguire è infatti differente rispetto a quella prevista per una vettura tradizionale. Anche in relazione ai costi per il trasferimento di proprietà di un’auto d’epoca sono previste alcune particolarità. Ecco quindi che chi vende e chi compra un’auto d’epoca devono seguire un iter differente. Analizziamo tutti i dettagli senza dimenticare di capire la differenza tra auto d’epoca e auto storica. Non si tratta infatti di sinonimi poiché si tratta di due tipologie di veicoli con caratteristiche proprie. Ecco cosa c’è da sapere.

AUTO D’EPOCA, QUALI SONO E CIRCOLAZIONE SU STRADA

Nella categoria di auto d’epoca rientrano i veicoli di interesse storico collezionistico che sono iscritti in un elenco specifico che viene curato dal Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri. Rispetto alle auto tradizionali, le auto d’epoca non sono quindi iscritte al Pubblico registro automobilistico (Pra) e non possono circolare liberamente. Più specificatamente, possono farlo in occasione di manifestazioni o raduni autorizzati. E solo all’interno delle località e degli itinerari di svolgimento di questi eventi. Non solo, ma devono essere formalmente autorizzate dallo stesso Dipartimento per i trasporti terrestri. Il mancato rispetto di questa disposizione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa da 84 a 335 euro. Alla base della cancellazione dalla Pra ci sono il mancato rispetto delle normative aggiornate sulla sicurezza e le stesse caratteristiche di costruzione non più adatte per la circolazione. Il tempo è un altro fattore di distinzione in quanto per definirsi tali, le auto d’epoca devono essere immatricolate da almeno 30 anni.

DIFFERENZA TRA AUTO D’EPOCA E AUTO STORICHE

La differenza delle auto d’epoca con le auto storiche è presto detta. Queste ultime sono veicoli con almeno 20 anni di immatricolazione iscritte allo Storico della Federazione motociclistica italiana (Fmi), all’Automotoclub storico italiano (Asi) o ai registri Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo. Ma soprattutto sono registrate al Pra. Questo passaggio è di fondamentale importanza perché consente la circolazione su strada. Affidiamo la sintesi al Codice della strada: “I veicoli di interesse storico o collezionistico possono circolare sulle strade purché posseggano i requisiti previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento”. In ogni caso, l’auto storica deve essere in buone condizioni e comunque fedele al modello originario.

PROCEDURA PASSAGGIO DI PROPRIETÀ DI AUTO D’EPOCA IN VENDITA

Sono numerose le ragioni che possono spingere il proprietario a mettere in vendita un’auto d’epoca. Quella economica può essere ragionevolmente quella prevalente. Se l’intestatario ha tenuto il mezzo in buone se non ottime condizioni e il veicolo rientra tra quelli con una quotazione di mercato elevata, ecco che l’affare può essere dietro l’angolo. Anche per chi l’acquista, la cui prima mossa – non obbligatoria – è effettuare una visura per verificare che sull’auto d’epoca non gravino pignoramenti o provvedimenti limitativi come il fermo amministrativo. La procedura del passaggio di proprietà di un’auto d’epoca si articola in due passaggi. Il primo è la redazione dell’atto di vendita con autentica della firma dell’intestatario in favore dell’acquirente. Il secondo è la consegna del documento di proprietà del veicolo e della carta di circolazione. Spetta all’acquirente del mezzo far trascrivere entro 60 giorni il passaggio di proprietà e l’aggiornamento della carta di circolazione del veicolo.

AUTO D’EPOCA IN VENDITA: QUALI SONO I COSTI PASSAGGIO DI PROPRIETÀ

Nel caso di passaggio di proprietà di un’auto d’epoca, regolarmente iscritta al Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri e dunque con più di 30 anni, bisogna pagare l’imposta provinciale ridotta di 51,65 euro. Requisito fondamentale per fruire dell’agevolazione è l’uso non professionale del veicolo ovvero al di fuori dell’attività di impresa, arti o professioni. In sintesi, i costi da sostenere sono relativi a:

– Diritti Motorizzazione civile: 7,80 euro;

– Emolumenti Aci: 20,92 euro;

– Imposta di bollo per aggiornamento carta di circolazione: 14,62 euro;

– Imposta di bollo per trascrizione: 43,86 euro utilizzando il modello NP3;

– Ipt: 51,65 euro.

Come precisato dall’articolo 60 del Codice della strada, il trasferimento di proprietà delle auto d’epoca deve essere comunicato al Dipartimento per i trasporti terrestri per l’aggiornamento dell’elenco.

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