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Auto d’epoca: iscrizione, albo e perizie antitruffa: ecco la guida completa

Tutto quello che c’è da sapere sulle auto d’epoca: l’iscrizione al registro, come circolare e come avere una valutazione da un perito certificato

2 dicembre 2019 - 8:00

Possono essere utilitarie o supercar ma le auto d’epoca non lasciano indifferenti perché ci riportano ad anni – o epoche – che non ci sono più. Proprio perché “speciali” il loro acquisto (leggi perché comprarne una) e la loro gestione sono diversi da quella delle vetture contemporanee. È per questo motivo che abbiamo preparato questa guida completa sulle auto d’epoca. Cosa cambia tra le auto storiche e le auto d’epoca, l’iscrizione ai registri storici e le perizie per stabilire quanto vale un’auto d’epoca. Partiamo dall’inizio, ossia dalla classificazione di queste Signore della strada. Esistono le 2 grandi categorie delle Auto d’epoca e Auto storiche, riservate entrambe a veicoli con almeno 20 anni di età. La grande differenza è che le automobili ancora immatricolate sono considerate Auto Storiche mentre quelle cancellate dal PRA sono Auto d’Epoca. Questa diversità è sostanziale ai fini pratici perché le storiche sono soggette alle limitazioni al traffico come tutte le altre automobili.

NORME DIVERSE PER LE AUTO D’EPOCA

Il possessore di un’auto storica residente in un comune piemontese soggetto alle limitazioni della circolazione, per esempio, avrebbe pesanti vincoli. Una storica a benzina fino a Euro 1 (diesel fino a Euro 3) non circolerebbe perché sarebbe proibito dal 1° ottobre al 31 marzo. Le Auto d’epoca: «Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal PRA”. La cancellazione avviene “perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche”. Nel CdS si dice che le caratteristiche sono “specifiche della casa costruttrice, e che (i veicoli) non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni”. Queste prescrizioni sono “stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri».

PASSAGGIO DI PROPRIETÀ AUTO D’EPOCA

Un eventuale passaggio di proprietà deve essere comunicato al Dipartimento per i trasporti terrestri perché aggiorni l’elenco. Le auto d’epoca sono comunque soggette a limitazioni, proprio perché cancellate dal PRA e non conformi all’attuale CdS. Esse circolano solo in occasione di manifestazioni o raduni autorizzati e limitatamente alla località e negli itinerari delle manifestazioni/raduni. Questa circolazione richiede una specifica autorizzazione rilasciata dal Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, che indica anche la velocità massima di ogni veicolo. Nel CdS sono indicati come veicoli di interesse storico quelli iscritti ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. Altri controlli e verifiche si possono trovare on-line (art. 214 e 215 dei regolamenti del CdS) e riguardano ad esempio lo spunto in salita. Qui troverete una panoramica delle norme definite dal Codice della Strada Art. 60 e dei successivi interventi legislativi.

LE AUTO STORICHE DEVONO ESSERE ORIGINALI

I veicoli d’interesse storico o collezionistico devono conservare le caratteristiche originarie di fabbricazione, salvo le modifiche imposte dalle norme di circolazione. Sono riconosciute ammissibili dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione modifiche/sostituzioni determinate dall’impossibilità di trovare componenti originari o non realizzabili ad un costo ragionevole. Deroghe sono previste anche per il ripristino del veicolo nelle condizioni originarie all’atto della sua prima immatricolazione. Il criterio è quindi quello di consentire la circolazione di veicoli non più in regola con l’attuale CdS a patto che siano in condizioni veramente originali e che quindi abbiano un effettivo valore storico e collezionistico. L’ASI, a tal proposito, è un’organizzazione importante e “promuove conservazione e recupero di qualsiasi veicolo a motore che abbia compiuto vent’anni”, compresi natanti e aerei. I veicoli iscritti al registro sono circa 45.000 e il loro numero aumenta di circa 3.000 l’anno.

ISCRIZIONE AUTO STORICA E D’EPOCA 

Ma l’ASI non è l’unico ente di rilevanza nazionale: dal 2013 è attivo anche ACI Storico, un registro che non prevede l’iscrizione obbligatoria ad un’associazione. Diventare soci di ACI Storico non è comunque gratis: l’iscrizione parte da 100 euro e il rinnovo annuale da 109 euro. La coesistenza con l’ASI non è del tutto pacifica dato che ACI Storico vuole una selezione delle auto ultraventennali mentre per ASI non ci sono barriere. Ad un convegno alla fine di ottobre ACI Storico ha spinto perché il Certificato di Rilevanza Storica, e le relative agevolazioni, sia contingentato. Le Lancia Y10 Turbo sono poche mentre le 700.000 Fiat Punto Euro 0 non vanno tutelate ma bensì “scremate”. ASI sostiene che le vetture con CRS sono una piccola parte delle ultraventennali mentre FCA Heritage vuole limiti, anche per motivi di sicurezza e fiscali.

AUTO STORICHE: BOLLO E ASSICURAZIONE SONO AGEVOLATI

La “ruggine” fra le associazioni è consolidata: nel 2015 CSAI (ACI Sport) ha multato i partecipanti a una gara ASI, compresi piloti tesserati CSAI. Al di là di queste diatribe le auto storiche godono di agevolazioni: il bollo auto storiche 20 e 30 anni è agevolato e le più anziane sono addirittura esentate. Anche le assicurazioni delle auto storiche hanno dei vantaggi a patto di produrre la documentazione necessaria. Come valutare le auto d’epoca? La notizia è recentissima: è nata la categoria di periti specializzati EVE, Esperti di veicoli d’epoca e di interesse storico e collezionistico. Federperiti, che aderisce a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e alla Federazione Internazionale degli Esperti di Automobili, ha ottenuto la certificazione tramite AICQ Sicev. Questo Ente certificatore è riconosciuto da ACCREDIA in sintonia con la direttiva europea di riferimento.

QUOTAZIONE DELLE AUTO D’EPOCA

Gli EVE sono figure importanti per dare risposte a domande come: quanto vale un’auto d’epoca? Questa certificazione è indicata per periti assicurativi, collezionisti e appassionati ma anche per i commercianti, gli intermediari e chi si occupa di restauro. I livelli sono 2: Esperti in veicoli d’epoca a livello base oppure Esperti specializzati in veicoli d’epoca per marca e modello. I ruoli degli EVE sono molteplici: stime di valore, perizie tecniche sui danni a vantaggio di proprietari, acquirenti e compagnie di assicurazione. E ancora consulenze sui lavori di restauro e verifiche di autenticità e storicità dei veicoli d’epoca e di interesse storico e collezionistico. Sapendo che esistono figure con questa autorevolezza il pensiero di avvicinarsi alle affascinanti auto d’epoca è ancor più forte!

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