Fermo amministrativo: iscrizione e cancellazione del provvedimento

Un’auto con fermo amministrativo si può vendere o radiare? Limiti, obblighi e info utili su pagamento dei debiti e cancellazione del fermo

10 maggio 2021 - 13:08

Il fermo amministrativo auto è uno dei provvedimenti più rognosi da cui tenersi alla larga soprattutto quando si tratta di comprare un’auto usata. Se invece il fermo amministrativo è su un’auto di proprietà, magari ereditata, ci sono molte limitazioni che è bene conoscere per non incorrere in ulteriori multe. Ecco come funziona, quando scatta il fermo amministrativo e come si cancella un fermo amministrativo.

QUANDO SCATTA IL FERMO AMMINISTRATIVO

Il fermo amministrativo è in tutto e per tutto un provvedimento che congela l’utilizzo dell’auto, al fine di preservarne il suo valore commerciale. E’ un principio molto importante per capire anche perché con il fermo amministrativo non si può guidare l’auto. Ma ci sono anche molti altri vincoli e limitazioni che bisogna conoscere. Innanzitutto è importante sapere che il fermo amministrativo su un veicolo può scattare per:

– Mancato pagamento dell’IVA;

– Multe stradali non pagate;

– Bollo auto non pagato;

– Mancato versamento di tributi sulla proprietà di immobili;

Con il fermo amministrativo auto, il creditore (Comune, Regione, Gestore Stradale, Agenzia Entrate, ecc.) tramite il concessionario di riscossione, dispone il fermo amministrativo per mancato pagamento delle cartelle esattoriali, nei termini imposti dalla legge.

AUTO CON FERMO AMMINISTRATIVO: OBBLIGHI E LIMITI

Finché il debito non viene saldato, l’auto con fermo amministrativo è quindi bloccata, anche per questo spesso si parla di “ganasce fiscali”. Il veicolo è ufficialmente interdetto dalla:

– Possibilità di essere guidato o utilizzato;

– Richiesta di radiazione, demolizione o esportazione;

– Compravendita, a meno che l’acquirente non si faccia carico consapevolmente anche del debito che grava sul veicolo. In pratica, compra tutto il pacchetto;

Se il debitore non paga il debito, il creditore ne dispone la vendita per recuperare il credito vantato. Poiché però solitamente si ricava meno dei debiti accumulati, permane lo stato di interdizione. E qui scatta l’idea, sbagliata, di vendere a pezzi un’auto con fermo amministrativo. Esiste un caso eccezionale che riguarda però la vendita di un’auto con fermo amministrativo e passaggio di proprietà prima che il provvedimento sia iscritto al Pubblico Registro Automobilistico. Se infatti l’atto di vendita è antecedente all’iscrizione del provvedimento al PRA, il nuovo proprietario sarà libero automaticamente da qualsiasi pretesa del creditore.

COME CANCELLARE IL FERMO AMMINISTRATIVO

Se il proprietario dell’auto, che spesso è anche il soggetto debitore, si libera del debito e paga quanto dovuto, scatta la cancellazione del fermo amministrativo. E’ un passaggio per il quale non è richiesta alcuna azione, poiché avviene automaticamente per i provvedimenti di revoca con data a partire dal 1 gennaio 2020. In tal caso è il Concessionario di riscossione che informa il PRA sulla regolarità della posizione amministrativa del veicolo (o natante). Se invece il provvedimento di revoca è stato emesso prima del 1 gennaio 2020, è previsto il pagamento di 32 euro d’imposta di bollo per la richiesta della cancellazione. Questa però sarà solo formale e non permette di avere il Certificato di Proprietà smacchiato dal fermo, a meno di chiedere un duplicato del CdP e in attesa che entri in vigore il Documento Unico di Circolazione.

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