Auto aziendale: quando il lavoratore può rifiutarla

Auto aziendale: quando il lavoratore può rifiutarla

Il ricorso all’auto aziendale è una pratica consolidata nell’ambito del rapporto di lavoro, ma il dipendente non è obbligato ad accettarla

2 Marzo 2023 - 17:00

Non c’è dubbio che l’auto aziendale rappresenti uno dei principali benefit che il datore può offrire al lavoratore. Anzi, al netto di eventuali proposte di alloggio, è il più economicamente impattante, oltre che il più desiderato. Anche e soprattutto se l’azienda concede l’uso dell’auto per motivi personali e non solo per ragioni strettamente lavorative. Tuttavia non è affatto così scontato che il dipendente o il collaboratore siano così contenti e convinti di dover utilizzare un veicolo non proprio e il rifiuto auto aziendale rappresenta uno dei casi più particolari. I motivi possono essere numerosi. Ad esempio la mancata intenzione di assumersi la responsabilità della gestione del mezzo. Oppure per la mera abitudine della guida del proprio veicolo personale. Ecco dunque che ci domandiamo se e quanto il lavoratore può rifiutare l’auto aziendale. Quali sono le conseguenze di questa scelta? Anticipiamo subito che è ammessa la facoltà di rifiutare l’utilizzo di un’auto aziendale. Anche a costo di rinunciare a una soluzione in grado di agevolare l’operatività aziendale e allo stesso tempo soddisfare le necessità dei lavoratori.

L’AUTO AZIENDALE NEL CONTESTO LAVORATIVO

La sottoscrizione di un contratto di lavoro comporta l’applicazione di diritti e doveri da parte del datore e del lavoratore, anche in relazione all’auto aziendale. Quest’ultimo è un vero e proprio benefit che si aggiunge alla retribuzione. L’auto aziendale è in genere di proprietà dell’azienda oppure è acquisita in leasing, messa a disposizione del dipendente o del collaboratore per l’esercizio delle proprie mansioni. Da una parte l’uso dell’auto aziendale può essere limitato dal datore attraverso specifiche clausole contrattuali. Dall’altra il dipendente è chiamato a rispettare gli obblighi richiesti. Il più importante è di utilizzarla, laddove espressamente previsto, solo per scopi lavorativi. Ma anche nel caso di uso promiscuo, non bisogna dimenticare che l’auto aziendale è un bene dell’impresa. Di conseguenza va sempre gestita con cura e attenzione. La mancata osservanza delle clausole contrattuali o regolamentari da parte del dipendente può quindi comportare l’applicazione di conseguenze disciplinari e sanzioni.

SENZA RIFIUTO AUTO AZIENDALE, COME PUÒ ESSERE UTILIZZATA

Il ricorso all’auto aziendale è una pratica consolidata nell’ambito del rapporto di lavoro. La gestione del rifiuto auto aziendale costituisce un aspetto importante da considerare, poiché la sua errata gestione può comportare sanzioni e oneri per il datore di lavoro. In particolare, nel contratto di lavoro, l’attribuzione di un’auto aziendale viene disciplinata in base alla sua modalità di utilizzo. Può essere;

Nel primo caso, l’auto può essere impiegata solo per l’esecuzione delle mansioni lavorative, mentre nel secondo può essere utilizzata anche a fini personali, a patto che venga corrisposto un apposito compenso al dipendente. L’utilizzo personale dell’auto aziendale costituisce infatti una forma di retribuzione in natura che rientra nell’ambito imponibile. Di conseguenza è soggetta al versamento dei contributi previdenziali e fiscali. Il valore economico dell’uso personale dell’auto aziendale viene calcolato in base alle tabelle annuali dell’Aci, che tengono conto delle caratteristiche del veicolo.

QUANDO IL LAVORATORE PUÒ RIFIUTARE L’AUTO AZIENDALE

Resta quindi da capire l’aspetto centrale della questione: il lavoratore può rifiutare l’utilizzo dell’auto aziendale? Se la risposta è affermativa, quando può farlo? E poi: perché dire no all’auto aziendale? Iniziando da quest’ultima domandi, alcuni dipendenti e collaboratori potrebbero non volersi assumere responsabilità ovvero correre i rischi che derivano dall’uso dell’auto aziendale. Da qui il rifiuto all’utilizzo. Dire no è un’azione legittima, ma solo a una condizione. Che il diniego non comporti l’impossibilità di svolgere le proprie mansioni così come da contratto. In termini concreti, se le mansioni prevedono l’utilizzo di un veicolo, il lavoratore può rifiutare l’auto aziendale solamente se si impegna a usare la propria vettura. Se il lavoratore non è in grado di offrire un’alternativa all’utilizzo dell’auto aziendale, non può opporsi all’uso del mezzo messo a disposizione del lavoro. In tale circostanza non potrebbe portare a termine la prestazione. Il datore di lavoro potrebbe così legittimamente sciogliere il vincolo contrattuale che li lega.

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