Acquisto auto nuova o usata all’estero: quanto conviene?

L'acquisto di un'auto nuova o usata all'estero può essere una buona idea, ma quanto conviene? Ecco i calcoli e le valutazioni da fare per capire se si risparmia

24 febbraio 2020 - 18:12

Prima di imbarcarsi sul primo volo per vedere di persona l’auto mostrata nell’annuncio di vendita, la nostra guida sull’acquisto di un’auto nuova o usata dall’estero si apre con una imprescindibile valutazione: quanto conviene realmente importare un’auto? Comprare l’auto all’estero, infatti, ha senso solo se la somma tra spese d’importazione e tempo investito (qui spieghiamo come trasportare l’auto in Italia) risulta minore della differenza tra prezzo di vendita del veicolo in Italia e nel Paese estero prescelto. Determinanti ai fini della valutazione dei costi sono anche gli aspetti fiscali connessi alla compravendita di automobili nei vari Paesi europei poiché le tasse sui veicoli importati si pagano nel Paese di destinazione (qui approfondiamo gli aspetti che riguardano il pagamento dell’Iva sulle auto acquistate all’estero). Di conseguenza comprare un’automobile in quei Paesi dove le aliquote possono raggiungere e superare anche il 100% del prezzo di fabbrica, conviene quasi sempre. Tra questi ci sono per esempio Danimarca e Finlandia.

ACQUISTO AUTO NUOVA O USATA ALL’ESTERO: IL CALCOLO DA FARE PER VALUTARE IL RISPARMIO

Alla luce di ciò che abbiamo scritto finora, l’acquisto di un’auto nuova o usata all’estero conviene solo se il prezzo è molto più basso di quanto si pagherebbe in Italia. Tenendo presente che nel conto finale si devono includere anche le spese di viaggio e di trasporto e il tempo investito. Nonché eventuali costi per la targa prova e la traduzione di documenti. Il margine di risparmio si ottiene quindi dalla seguente equazione: risparmio = costo totale di acquisto in Italia – costo totale di acquisto all’estero.

QUANTO COSA UN’AUTO ACQUISTATA ALL’ESTERO

Ricapitolando, quindi, il costo totale di un veicolo importato si compone come segue:

– prezzo netto nel Paese di provenienza (eventualmente convertito in euro);
– relativa IVA applicata;
– spese di viaggio ed eventualmente di pernottamento;
– tempo investito;
– altre spese (corrispondenza, documenti per l’importazione, traduzione del contratto e della documentazione tecnica, trasporto del veicolo e formalità varie).

A questo punto, se i calcoli sulla convenienza dell’acquisto di un’auto oltreconfine sono favorevoli, si può entrare nel vivo delle questioni pratiche e burocratiche scoprendo quali documenti servono per l’importazione e immatricolazione di auto dall’estero.

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