Auto in eredità: a chi spetta se manca il testamento?

Se l’ex proprietario non ha preparato il testamento, la contesa per l’eredità dell’auto può essere piena di problemi. A chi spetta?

23 luglio 2020 - 17:00

Nella maggior parte dei casi è il testamento che risolve i problemi del lascito di un defunto. Ma cosa succede se il familiare non ha fornito indicazioni prima di passare a miglior vita? A chi spetta ad esempio l’auto in eredità? Anche il veicolo rientra infatti tra quei beni a cui deve essere assegnato un proprietario. E come è noto, non sempre la divisione tra gli eredi è un’operazione che arriva pacificamente a conclusione. Liti, invidie e gelosie possono ostacolare il raggiungimento di una soluzione che accontenta tutti. Ci pensano allora le disposizioni in vigore a stabilire cosa spetta e a chi, compresa l’auto. Proprio quest’ultima può diventare un “bene ambito”. Soprattutto se è in buone condizioni perché permette di risparmiare su una eventuale spesa e consente la rivendita.

SENZA TESTAMENTO A CHI SPETTA L’AUTO IN EREDITÀ

Il modo più semplice per dirimere la questione dell’auto in eredità è affidarsi alle volontà del defunto espresse nel testamento. In caso contrario occorre prendere in mano il Codice civile e leggere l’articolo 582 che disciplina le successioni. Qui si apprende che le regole per la suddivisione dell’eredità sono piuttosto complesse e di non immediata risoluzione.

– Se il defunto ha familiari, questi ultimi concorrono con il coniuge.

– Se c’è solo il coniuge, quest’ultimo concorre insieme agli ascendenti ovvero genitori, nonni, bisnonni.

Nel lascito ereditario rientra anche l’auto che, essendo indivisibile per definizione, va assegnata a uno dei familiari. Tutti loro devono perciò accordarsi sulla spartizione dei beni in parti eque e secondo le proprie necessità. Per intenderci, può essere privilegiato a raccogliere l’eredità dell’auto chi non ha un veicolo di proprietà.

AUTO IN EREDITÀ, COSA SUCCEDE SE NON VIENE ACCETTATA

La complicazione quando ci sono di mezzo lasciti e automobili da lasciare in eredità è sempre dietro l’angolo. Uno dei casi più emblematici è il rifiuto da parte del successore. Subentrano i discendenti, ma può scatenarsi una reazione a catena che porta a una serie di no in sequenza. Chi vuole diventare proprietario dell’auto deve infatti accollarsi l’iter burocratico e i costi previsti. Sono 6 ed esattamente:

– Costo di aggiornamento della carta di circolazione da versare alla Motorizzazione civile: 10,2 euro;

– Costi di produzione del certificato di proprietà digitale: 16 euro;

– Imposta di bollo per l’aggiornamento della carta di circolazione da versare alla Motorizzazione civile: 16 euro;

– Emolumenti al Pra (Pubblico registro automobilistico): 27 euro;

– Imposta di bollo per le note di richiesta della formalità: 32 euro;

– Ipt (Imposta provinciale di trascrizione): da calcolare in base alla provincia d’immatricolazione della residenza dell’erede.

SE L’AUTO IN EREDITÀ È COINTESTATA COME SI DIVIDONO LE SPESE

Il terzo caso da prendere in considerazione è la cointestazione dell’auto in eredità con divisione di oneri e onori. I titolari diventano responsabili ai fini assicurativi e degli adempimenti burocratici e di sicurezza. Pensiamo al pagamento della tassa di possesso o all’obbligo di sottoporre il veicolo alla revisione biennale. Ma la prima volta a distanza di 4 anni dall’immatricolazione. Le spese vanno sempre divise in parti uguali. E se uno dei proprietari dell’auto riceve a casa una multa per una infrazione al Codice della strada? Alcuni casi sono il mancato rispetto dei limiti di velocità o la circolazione su una corsia preferenziale o in una Ztl. Ebbene, tutti i cointestatari sono responsabili in solido. Significa che se il trasgressore non paga, le autorità possono chiedere il pagamento agli altri.

DOCUMENTI E ATTO DI VENDITA PER AUTO IN EREDITÀ

L’ereditiere deve decidere entro 6 mesi dalla morte del familiare se accettare l’auto. Nel caso di conferma, un notaio o un’agenzia di pratiche auto redige l’atto di vendita causa morte. Si tratta di una scrittura privata con firma autenticata che certifica il passaggio di proprietà dal defunto al nuovo possessore. Ma non è il solo documento che serve per l’assegnazione definitiva. Occorrono anche:

– la carta di circolazione;

– la carta d’identità;

– il codice fiscale;

– la dichiarazione sostitutiva del certificato di morte;

– la dichiarazione della qualità di erede.

La prima accompagna l’auto e le altre due sono documenti personali. Le dichiarazioni sono invece rilasciate dal comune di residenza del familiare defunto. Solo con la documentazione completa l’auto in eredità passa definitivamente di proprietà. E l’eventuale contesa tra gli eredi può dirsi conclusa.

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