Diritto di ripensamento assicurazione auto

Diritto di ripensamento assicurazione auto: come funziona

Il diritto di ripensamento di un'assicurazione auto: che cos'è, come funziona, quando si può chiedere e quando non è ammissibile

29 settembre 2020 - 16:00

Anche chi acquista una polizza RCA, esattamente come chi compra un capo d’abbigliamento in un negozio, ha facoltà di ‘restituire la merce’ entro un determinato periodo se trova qualche motivo di insoddisfazione. Tuttavia per esercitare il diritto di ripensamento (o di recesso) nei confronti di un’assicurazione auto è necessario che si verifichino alcune specifiche condizioni, vediamo quali.

DIRITTO DI RIPENSAMENTO ASSICURAZIONE AUTO: QUANDO È POSSIBILE

Innanzitutto il beneficio è ammissibile soltanto per i contratti assicurativi stipulati online o telefonicamente. L’attuale normativa prevede infatti che il cliente possa unilateralmente esercitare il diritto di recesso o di ripensamento su tutti gli acquisti effettuati a distanza, senza la necessità di comunicarne il motivo e senza pagare penali. E visto che tra gli acquisti a distanza rientrano anche i servizi finanziari tra cui le polizze di assicurazione auto sottoscritte al di fuori di un punto vendita fisico, il diritto di ripensamento si applica pure a questo tipo di contratti. Di norma il termine per recedere dal contratto è di 14 giorni dalla data di stipula o, qualora non dovessero coincidere, dalla data di ricezione del fascicolo informativo sul prodotto acquistato. La richiesta di recesso va inoltrata seguendo le indicazioni della compagnia assicurativa (in genere per raccomandata A/R oppure direttamente online o tramite PEC).

DIRITTO DI RECESSO POLIZZA AUTO: AMMONTARE DEL RIMBORSO

Posto che il cliente ha pieno diritto di recedere da un contratto assicurativo stipulato a distanza, rispettando ovviamente i termini previsti, è giusto sapere che difficilmente riotterrà il rimborso totale del premio già versato. In questi casi, infatti, l’impresa assicurativa ha il diritto di trattenere l’imposta sostitutiva dell’IVA (variabile di solito dal 9 al 16% del premio), il contributo al Servizio Sanitario Nazionale (10,5% del premio) e la quota corrispondente ai giorni di attivazione della polizza, qualora il ripensamento non sia stato immediato.

DIRITTO DI RIPENSAMENTO ASSICURAZIONE AUTO: QUANDO NON È APPLICABILE

Alla luce di quanto scritto finora, vediamo quali sono i casi per cui non è previsto il diritto di ripensamento dell’assicurazione auto.

– Polizze stipulate in agenzia, in filiale o in un altro punto vendita fisico.

– Polizze di durata inferiore a 6 mesi. Di conseguenza non si può applicare il diritto di recesso ai contratti di breve durata, anche se sottoscritti a distanza. Ad esempio le polizze di assicurazione auto temporanee (fino a 6 mesi).

– Il diritto di ripensamento è inoltre precluso in caso di sinistro verificatosi nei 14 giorni dalla firma del contratto assicurativo RC auto.

DIRITTO DI RIPENSAMENTO ASSICURAZIONE AUTO: ALTRE COSE DA SAPERE

Il diritto di ripensamento è, appunto, un diritto e non un’opzione. Pertanto, se le condizioni sono rispettate, la compagnia assicurativa ha l’obbligo di concederlo, pena l’apertura di un’istruttoria e il pagamento di salatissime sanzioni pecuniarie da 5 mila a 50 mila euro.

Il diritto di ripensamento o di recesso, da esercitarsi entro 14 giorni dalla firma, non dev’essere confuso con la richiesta di disdetta del contratto, che nel caso dell’assicurazione auto è ormai obsoleta vista l’abolizione, prevista già da qualche anno, del tacito rinnovo. Pertanto per non proseguire col contratto basta attenderne la scadenza naturale.

Chiedere invece il recesso da una polizza RC auto dopo la scadenza dei termini per il ripensamento e prima della fine del contratto è altamente sconsigliabile, oltre che scarsamente attuabile (se non pagando una forte penale). A tal proposito il recesso anticipato ottenendo il rimborso relativo al periodo già pagato e non goduto può essere richiesto (e concesso) solo in caso di variazione dello stato del veicolo, ossia per vendita, distruzione, esportazione definitiva all’estero, cessazione della pubblica circolazione o demolizione, oppure per comportamenti irregolari della compagnia assicurativa (ad esempio un aumento ingiustificato del premio), debitamente certificati e provati.

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