UFI: un’eccellenza italiana automotive nel filtraggio evoluto
UFI Filters guida l'innovazione tecnologica nella Formula 1 2026 fornendo sistemi di filtrazione avanzati e sostenibili a tutti i team, con travaso di conoscenze nell'automotive: e viceversa
UFI Filters guida l'innovazione tecnologica nella Formula 1 2026 fornendo sistemi di filtrazione avanzati e sostenibili a tutti i team, con travaso di conoscenze nell'automotive: e viceversa
È stato un piacere stamane ascoltare – in un evento stampa a Milano – Giorgio Girondi, il presidente di UFI, Unlimited Future Innovation. Fondata nel 1971, ci ha spiegato, “questa eccellenza italiana nel mondo rappresenta un punto di riferimento internazionale nei settori della filtrazione e della gestione termica, operando con 4.300 professionisti in 21 Paesi“. La società mantovana fornisce oggi tecnologie all’avanguardia a tutti gli 11 team di Formula 1 per la stagione 2026, consolidando un primato tecnico che nasce nello stabilimento di Marcaria. Attraverso l’Advanced Applications Division, il gruppo sviluppa soluzioni su misura che rispondono alle sfide poste dai nuovi regolamenti tecnici e dai carburanti sostenibili. L’impegno costante nella ricerca e sviluppo permette di trasferire le innovazioni dalle piste alle auto di serie, garantendo standard di eccellenza e affidabilità superiori. E viceversa: “C’è anche il travaso dalla produzione automotive alla F1“.
TECNOLOGIA E INNOVAZIONE PER LA FORMULA 1 2026
Il ruolo di UFI Filters nel campionato di Formula 1 2026 si manifesta attraverso la fornitura di sistemi di filtrazione estremamente sofisticati, progettati per rispondere alle nuove sfide delle power unit e dei carburanti ecologici. Ogni singola monoposto può montare fino a 15 diversi elementi filtranti, suddivisi principalmente nelle aree del motore e del telaio: “Questi componenti sono fondamentali per proteggere il propulsore da contaminanti solidi e chimici, garantendo prestazioni ottimali anche in condizioni di stress estremo. L’attività dell’azienda si concentra sulla gestione dei nuovi e-fuel e delle benzine sostenibili, analizzando costantemente i residui per prevenire reazioni chimiche impreviste tra lubrificanti e carburanti innovativi“, ha detto. La precisione costruttiva è garantita da controlli rigorosissimi su ogni pezzo, con verifiche che partono dalla materia prima e seguono ogni fase dell’assemblaggio.
MATERIALI AVANZATI E SOLUZIONI SU MISURA
La scelta dei materiali è un pilastro della strategia produttiva di UFI, basata su analisi strutturali di carico e test di laboratorio. Per i supporti dei filtri l’alluminio tradizionale è stato affiancato o sostituito da leghe come l’alluminio Ergal, l’acciaio inox e il titanio. Quest’ultimo è particolarmente apprezzato nei circuiti ad alta pressione, come quelli della benzina e dei sistemi idraulici, poiché offre alta resistenza con un peso contenuto. I media filtranti, cuore della tecnologia FormulaUFI, utilizzano materiali come la fibra di vetro, le fibre polimeriche e l’acciaio sinterizzato.

L’EFFICIENZA NELL’AREA MOTORE E TELAIO
I sistemi di filtrazione si dividono in due grandi gruppi tecnici che presidiano diverse funzioni vitali della vettura. Nell’area motore troviamo i filtri per l’olio principale e secondario, essenziali per difendere il circuito dai detriti metallici. Nel comparto telaio l’attenzione si sposta sui circuiti di raffreddamento e idraulici. I filtri idraulici devono assicurare un’affidabilità totale per sistemi critici come quello frenante, l’idroguida e i comandi delle ali mobili.
IL TRAVASO TECNOLOGICO TRA PISTA E STRADA
Uno degli aspetti più rilevanti dell’operato di UFI è il dialogo costante tra il mondo delle competizioni e la produzione automobilistica di serie. Questo scambio di conoscenze è bidirezionale: se le metodologie di assemblaggio nate per la Formula 1 migliorano i processi industriali dei componenti stradali, accade spesso che innovazioni nate per i veicoli civili trovino applicazione nelle gare. “Un caso emblematico è rappresentato dalle fibre sintetiche impiegate oggi nei filtri olio e benzina delle monoposto, originariamente concepite per il mercato automotive“, ha illustrato il presidente. La costante ricerca della riduzione del peso è un altro fronte comune. Se negli anni 1970 un filtro benzina pesava un kg, oggi la massa si è ridotta a soli 62 grammi grazie all’efficacia dei nuovi materiali.
Questo progresso tecnologico si riflette direttamente sulla sostenibilità e sull’efficienza dei motori moderni. Oltre alla Formula 1, UFI Filters estende la sua eccellenza a numerose categorie del motorsport mondiale. Le soluzioni del gruppo sono presenti in Formula 2, Formula 3, nell’Indycar Series e nel Campionato Mondiale Endurance. L’azienda collabora inoltre con team impegnati nella Dakar e nel mondo delle due ruote, fornendo supporto a marchi come KTM e Aprilia in MotoGP, Moto2 e Moto3.
QUALCHE CONSIDERAZIONE SU EUROPA, USA E CINA
Girondi ha chiosato poi facendo una panoramica sul settore automotive, ed esprimendo riflessioni critiche sulla posizione dell’Unione Europea nello scenario internazionale. Secondo la sua analisi, l’Europa si troverebbe attualmente in una posizione di subalternità rispetto agli Stati Uniti, “i quali mantengono una linea di forte contrapposizione verso la Cina. Che domina sotto il profilo tecnologico, in tutti i settori, anche automotive: un vero peccato. Invece di assecondare logiche di scontro, Bruxelles potrebbe trarre enormi benefici da una collaborazione diretta con Pechino. Una sinergia industriale permetterebbe di raggiungere traguardi straordinari nella produzione di veicoli, con ricadute estremamente positive sui livelli del PIL continentale. Ignorare questo potenziale significa, per le imprese europee, rinunciare a un driver di crescita fondamentale in un momento di profonda trasformazione energetica e digitale“.