Ritiro PFU, CNA Gommisti: “per le officine attesa di oltre 270 giorni”

Ritiro PFU, CNA Gommisti: “per le officine attesa di oltre 270 giorni”

Contro l’emergenza PFU che si accumulano nelle officine, CNA Gommisti lancia un appello urgente al Governo

 

Contro l’emergenza PFU che si accumulano nelle officine, CNA Gommisti lancia un appello urgente al Governo

10 Luglio 2025 - 11:48

La gestione degli PFU (Pneumatici Fuori Uso) è arrivata a un punto critico, tema affrontato anche durante l’Aftermarket & SERMI Forum di SICURAUTO.it ad Autopromotec. Lo denuncia con forza CNA Gommisti, attraverso un comunicato ufficiale che suona come un vero e proprio grido d’allarme rivolto al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. I dati forniti dall’associazione parlano chiaro: in molte officine italiane le giacenze superano le 400 unità, e i tempi medi di attesa per il ritiro arrivano fino a 270 giorni. Una condizione insostenibile, che si protrae da anni senza soluzioni definitive.

IL NODO IRRISOLTO DEL CONTRIBUTO AMBIENTALE PFU

“Nessun registro cartaceo o digitale riuscirà a ripulire i piazzali ingombri di PFU”, dichiara CNA in un comunicato stampa, in risposta alle dichiarazioni del Ministro. Il paradosso è che le imprese versano regolarmente il contributo ambientale al momento dell’acquisto degli pneumatici nuovi, ma si trovano poi abbandonate nella fase più delicata — quella dello smaltimento di PFU. Per evitare sanzioni – riporta CNA – molte officine sono costrette a rivolgersi ad aziende private di smaltimento, pagando due volte per lo stesso servizio: una volta in fase d’acquisto, e una seconda per liberarsi di pneumatici che avrebbero dovuto essere ritirati a titolo gratuito.

Un sistema che, secondo quanto dichiarato dal Consorzio CNA, non premia chi rispetta le regole e che mette in seria difficoltà soprattutto le micro e piccole imprese, già alle prese con margini sempre più ridotti e una crescente burocrazia.

CNA PADOVA: AFFRONTARE IL PROBLEMA ALLA RADICE

Giorgia Fortuni, presidente CNA Autoriparazione Padova, è intervenuta pubblicamente sul tema, tramite un post su LinkedIn in cui ribadisce la necessità di affrontare il problema alla radice, rivedendo l’intera filiera della raccolta PFU.

La frammentazione delle responsabilità, i limiti delle attuali quote di raccolta e la mancanza di controlli efficaci sulle vendite online e le importazioni parallele di pneumatici nuovi e usati, stanno contribuendo a una crisi sistemica che, se non affrontata con coraggio e determinazione, rischia di degenerare in una vera e propria emergenza ambientale.

CNA: “IL REGISTRO INFORMATICO? UTILE, MA NON BASTA”

La CNA non contesta l’idea di un registro informatico per la tracciabilità, come proposto dal Ministro. Lo considera uno strumento utile — ma per il futuro. Il problema è oggi. E oggi servono misure straordinarie e immediate, poiché l’incremento del 10% nella raccolta non ha prodotto risultati significativi per svuotare i piazzali e riportare la situazione sotto controllo.

Commenta con la tua opinione

X