Noleggio e aftermarket: una trasformazione che coinvolge tutta la filiera secondo ARVAL
La crescita della mobilità pay-per-use porta sul mercato veicoli sempre più tecnologici e introduce nuove esigenze per i professionisti della riparazione e dell’assistenza
La crescita della mobilità pay-per-use porta sul mercato veicoli sempre più tecnologici e introduce nuove esigenze per i professionisti della riparazione e dell’assistenza
Il modo in cui gli automobilisti scelgono di utilizzare un veicolo sta cambiando e, con esso, cambia anche il mercato dell’aftermarket. La crescita del noleggio e delle formule di mobilità pay-per-use sta portando sul mercato un numero crescente di veicoli nuovi, tecnologicamente avanzati, e di veicoli usati con un’età media molto bassa. Un trend che contribuisce a modificare progressivamente anche il parco circolante e che porta con sé nuove esigenze per chi si occupa di manutenzione, riparazione e assistenza.
Per i professionisti dell’aftermarket, questa evoluzione significa confrontarsi con veicoli elettrificati e dotati di nuove tecnologie, ma anche con clienti che desiderano tempi di fermo sempre più contenuti, servizi integrati e una gestione efficiente degli interventi. Un cambiamento che coinvolge quindi non solo i veicoli, ma anche le competenze, l’organizzazione e i processi dell’intera filiera aftermarket.
Quali sono gli effetti concreti di questa trasformazione? E come sta evolvendo, di conseguenza, il modello di assistenza e riparazione? Ne abbiamo parlato con ARVAL, che attraverso la gestione di una flotta di oltre 300.000 veicoli e di più di un milione di eventi di assistenza e manutenzione ogni anno può offrire una prospettiva concreta sui trend in atto e sulle nuove esigenze che stanno emergendo nella filiera.
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Questo contenuto fa parte del 6° Aftermarket Report di SICURAUTO.it dal titolo: “L’Aftermarket nell’era delle regole europee: opportunità, vincoli e nuove specializzazioni”.
Come sta cambiando il mercato automotive con la crescita del noleggio e delle soluzioni di mobilità pay per use?
Il mercato del noleggio continua a mantenere una posizione di rilievo nel mercato automotive. Il noleggio nel suo complesso, a breve e a lungo termine, rappresenta infatti il 33,1% sul totale delle immatricolazioni nazionali, secondo i dati diffusi da Aniasa, l’Associazione che in Confindustria rappresenta il settore della mobilità pay-per-use (Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI).
Nel primo semestre 2026, la quota del noleggio sulle immatricolazioni si attesta al 33,4%, in crescita di quasi 4 punti percentuali rispetto a dicembre 2025 (quota al 29,6%): più di un veicolo su tre è un veicolo a noleggio.
Analizzando il solo noleggio a lungo temine, si vede come, nonostante un lieve calo rispetto al primo semestre 2025, quando c’era stato un picco di immatricolazioni, i mesi da gennaio a giugno 2026 hanno mantenuto l’andamento positivo degli ultimi anni. Tra i segmenti di mercato, cresce la quota dei privati, che a giugno 2026 ha raggiunto il 23,5%, arrivando a rappresentare quindi quasi un noleggio su quattro.
La maggiore penetrazione nel mercato è dovuta a un progressivo passaggio dal concetto di proprietà a quello di utilizzo del mezzo ma anche allo sviluppo di nuovi prodotti di noleggio in grado di rispondere alle necessità di privati e aziende.
Accanto al noleggio a breve e lungo termine, infatti, sono state sviluppate nuove forme di noleggio, più flessibili o modulabili, per le esigenze temporanee di mobilità come Arval Flex (da 1 a 24 mesi con possibilità di cambiare idea anche solo dopo un mese) o il rinoleggio dell’usato Arval Re-Lease, l’offerta di noleggio di veicoli usati certificati provenienti dalla flotta Arval, che rappresenta una soluzione pensata per permetterti di godere di tutti i vantaggi del noleggio ad un prezzo più vantaggioso.
La diffusione di veicoli a noleggio ha come conseguenza anche una maggiore penetrazione nel mercato di veicoli a basse emissioni. Se nel mercato nel suo complesso, nel mese di giugno, il 31% delle immatricolazioni era costituito da BEV e ibride (plug-in e full-hybrid), per Arval la percentuale sale addirittura al 45%, portando la quota di veicoli elettrificati nella propria flotta a più di 302.000 mezzi, pari a oltre il 30%. Anche in virtù delle nuove normative sul fringe benefit, che privilegia le auto a basse emissioni penalizzando quelle termiche, questa tendenza, soprattutto per il noleggio di veicoli alle aziende, non potrà che confermarsi nel prossimo periodo.
Noleggio significa anche veicoli nuovi che vengono immessi sul mercato o veicoli usati con un’età media molto bassa che vengono rinoleggiati o venduti nel mercato dell’usato. Questo si traduce in veicoli tecnologicamente avanzati, che richiedono specifiche competenze tecniche per effettuare gli interventi di assistenza.

Quali sono quindi gli impatti di questa trasformazione sul lavoro dei professionisti dell’aftermarket?
Le evoluzioni del mercato automotive generano quindi un impatto importante sui professionisti del mondo della riparazione e dell’assistenza ai veicoli, che sempre più devono essere preparati per gestire veicoli con alimentazioni elettrificate e nuove tecnologie.
Allo stesso tempo, coloro che guidano un’auto a noleggio, che quindi spesso è uno strumento del proprio lavoro, hanno esigenze specifiche: ridurre i tempi tecnici di fermo, vedere garantita la propria mobilità grazie al ricorso anche di veicoli sostitutivi, trovare di preferenza tutti i servizi di riparazione e manutenzione in un unico posto, in un’ottica “one stop shop”.
Con oltre un milione di eventi di assistenza e manutenzione che Arval gestisce ogni anno sulla propria flotta di oltre 300.000 veicoli, fondamentale è lavorare sull’industrializzazione, dimensionando la rete, evolvendo sulla canalizzazione degli eventi oltre a evolvere su digitalizzazione e sui servizi proattivi.
Per poter effettuare questi interventi, Arval si avvale di una rete di riparatori sul territorio di circa 6.400 centri (IAM e OE), tra cui sono state selezionate delle strutture preferenziali, i 198 Arval Premium Center (multiservice) e circa 1.650 Arval Center (specializzati nei singoli servizi di riparazione: carrozzerie, officine e gommisti), che accolgono la maggior parte degli interventi.
Per ottimizzare le performance dei centri e offrire un servizio di livello ai propri clienti e driver, è importante organizzare ed efficientare le attività, che si traduce nel rivisitare e rinnovare il set-up dei processi operativi e, in alcuni casi, implica anche il ricorso di nuove infrastrutture, ma anche l’implementazione di strumentazioni innovative. Fondamentale è poi digitalizzare le attività e investire in risorse e tecnologie, per poter operare su veicoli che richiedono competenze specifiche, come le vetture elettrificate o dotate di strumenti di assistenza alla guida, ma anche per poter efficientare e massimizzare i volumi.
Imprescindibile è poi l’aggiornamento continuo dei professionisti, che devono saper operare su veicoli di ultima generazione, elettrificati e dotati delle più innovative tecnologie. Per questo, la formazione rappresenta un aspetto fondamentale e Arval supporta la propria rete proponendo una serie di corsi su diverse tematiche, tra cui mercato e managerialità, tool digitali, elettrificazione, competenze tecniche, tra cui anche sessioni specifiche dedicate alla certificazione Sermi.
Nel 2025 Arval Italia ha rafforzato le proprie ambizioni in materia di ESG e sostenibilità. Questo forte impegno mira a rispondere alle aspettative del quadro normativo e di mercato. L’obiettivo è sviluppare un modello di mobilità capace di generare valore duraturo per imprese, persone e ambiente, in collaborazione con i propri stakeholder, tra cui i partner del proprio Network riparativo.
Arval promuove quindi per la propria rete di carrozzerie il ricorso alle tecniche Smart di riparazione piuttosto che optare per la sostituzione di componenti. Un esempio è l’utilizzo di AIRepair, ma lo stesso approccio viene seguito anche per gli interventi sui cristalli dei veicoli, con particolare attenzione ai parabrezza, ambito nel quale, per danni di lieve entità, viene favorita la riparazione rispetto alla sostituzione dell’intero cristallo.
Oltre ad avere impatti importanti lato sostenibilità, questo approccio genera vantaggi anche per ciò che concerne la tempestività della riparazione e i tempi di fermo, che vengono ridotti rispetto al ricorso alle riparazioni tradizionali.
Nel 2025, il 46% degli interventi di carrozzeria ha visto il ricorso alle tecniche di riparazione SMART mentre il tasso di riparazione dei parabrezza ha raggiunto il 25%.
Quale attenzione state riservando al fermo tecnico, che dal post-Covid sta creando non pochi problemi ai vari noleggiatori presenti sul mercato?
Il fermo tecnico è un tema su cui Arval riserva grande attenzione e su cui è attivo un presidio costante per cercare di ridurre i tempi di fermo e garantire la mobilità ai propri clienti e driver.
Assicurare la disponibilità di ricambi è uno degli elementi principali da tenere in considerazione. Mentre per le riparazioni di meccanica, Arval si avvale dei Network con cui collabora per l’approvvigionamento dei ricambi, per la carrozzeria, adotta un sistema accentrato.
In questo ambito Arval sta operando seguendo tre principali direttrici:
- Il ricorso a un ventaglio di fornitori selezionati, su cui vengono puntualmente monitorate le performance e un’attività di scouting che possa aprire a nuove eventuali opportunità
- Un dialogo costante con i costruttori per individuare insieme a loro margini di miglioramento nel processo di approvvigionamento dei ricambi e delle fonti di cui Arval si avvale
- Una maggiore flessibilità nella ricerca dei pezzi di ricambio in caso di ritardi nel reperimento degli stessi grazie al ricorso anche a grandi attori che operano a livello internazionale, per aumentare la capacità di approvvigionamento.
