Industria auto: i fornitori tagliano i costi per recuperare redditività

Ogni anno i fornitori OE investono 10 miliardi di euro nell'elettrificazione: taglio dei costi e redditività mettono a rischio l’occupazione secondo CLEPA

23 novembre 2022 - 13:38

La transizione della mobilità verso l’elettrico con il ban alle auto ICE dal 2035 è una strada senza ritorno. Inoltre la Commissione europea non ha esitato nelle trattative per le nuove direttive Euro 7, e quindi i fornitori dell’industria automotive dovranno ponderare attentamente strategie e piani d’investimento. L’orientamento comune sembra essere quello della riduzione dei costi per non perdere redditività, è quanto emerge da un resoconto dell’Associazione europea dei fornitori automotive (CLEPA).

OGNI ANNO 10 MILIARDI DI EURO IN R&D PER L’ELETTRIFICAZIONE

Nella mobilità elettrica vengono convogliati circa 10 miliardi di euro ogni anno dai fornitori automobilistici. E’ un terzo degli investimenti annuali in ricerca e sviluppo di chi fornisce tecnologie e componenti ai Costruttori. E proprio come aveva ipotizzato Carlos Tavare, CEO Stellantis, bisognerà ricorrere alla riduzione dei costi nel settore dei veicoli elettrici per garantire redditività. Tuttavia sulle previsioni i fornitori OE si segmentano:
– il 56% dei fornitori prevede che i componenti per veicoli elettrici possano essere redditizi quanto i componenti del motore a combustione interna (ICE);

– il 20% prevede una redditività maggiore;

– il 24% dei fornitori prevede che la redditività potrebbe diminuire.

IN EUROPA SOLO IL 7% DELLA CAPACITA’ PRODUTTIVA MONDIALE DI CELLE AL LITIO

Secondo i dati di CLEPA, la quota dell’Unione europea negli investimenti globali per la mobilità elettrica ha continuato a decrescere nel 2022 (37%) rispetto al 38% del 2021. Mentre gli Stati Uniti accelerano sull’elettrificazione, gli investimenti europei sono ancora indietro sulla creazione di un ecosistema indipendente per le batterie al litio. “Gli investimenti nelle strutture di produzione e ricerca e sviluppo per la produzione di batterie e componenti per batterie, non sono attualmente accompagnati da investimenti in materiali per batterie, nonostante un significativo aumento dell’attività rispetto al 2019 e al 2020”. Attualmente all’Europa è attribuito il 7% della capacità produttiva mondiale di celle al litio. Questa quota potrebbe arrivare al 25% secondo CLEPA, se gli attuali investimenti daranno i loro frutti.

RIQUALIFICAZIONE DEL PERSONALE NELL’80% DELLE AZIENDE

L’elettrificazione e la digitalizzazione automotive saranno delle sfide importanti per il settore, ma affrontate in modo diverso dai fornitori:

– il 79% dei fornitori dichiara a CLEPA di voler mantenere, adattare o addirittura ampliare gli impianti produttivi;

– il 21% dei fornitori teme che una strategia del genere possa portare a sovraccapacità ed è più orientato per una ristrutturazione;

– il 43% mette in conto una sovraccapacità per determinati prodotti, ma prevede che nuove attività potranno compensare la perdita;

– il 21% crede sia necessario costruire nuovi impianti.

Riguardo invece alla forza lavoro, l’elettrificazione richiede inevitabilmente nuove competenze e figure professionali nelle aziende:

– l’80% dei fornitori si è impegnato a riqualificare gran parte della propria forza lavoro;

– il 37% afferma che questa trasformazione è ben avviata;

– il 40% ha attuato piani per la riqualificazione del personale;

Nessun fornitore ha indicato che questa trasformazione è ancora completa e il 20% indica di non avere bisogno di riqualificare i dipendenti. Un’indagine condotta da CLEPA aveva già lanciato l’allarme su oltre 500 mila posti di lavoro a rischio, per l’incapacità della riqualificazione a preservare l’occupazione. “Nonostante i tempi turbolenti e i margini di profitto in calo, i fornitori si impegnano a realizzare la doppia transizione verde e digitale”, ha dichiarato Benjamin Krieger, Segretario generale della CLEPA. “Queste sfide senza precedenti richiedono un sostegno politico e finanziario, in particolare per quanto riguarda una transizione giusta, in cui il sostegno del governo è essenziale per mantenere l’occupazione, nonché per la riqualificazione e il miglioramento delle competenze”.

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