Stellantis, +50% di costi auto elettriche: meno qualità o lavoratori?

Carlos Tavares, CEO di Stellantis, mette in guardia sulle ripercussioni dei costi delle auto elettriche in aumento

2 dicembre 2021 - 11:45

Le auto elettriche hanno costi industriali eccessivi che potrebbero portare a inevitabili compromessi, secondo le affermazioni di Carlos Tavares, CEO di Stellantis, riportate da AutoNews. Se le previsioni non cambiano le Case automobilistiche potrebbero essere costrette a ridimensionare i costi che i consumatori non potrebbero assorbire con l’acquisto di auto elettriche e ibride più care.

COSTI AUTO ELETTRICHE +50%: I CLIENTI NON LE ACQUISTERANNO

Il quotidiano statunitense scrive che, per il numero uno di Stellantis, i costi dei veicoli elettrici stanno superando i limiti sostenibili dalle case automobilistiche. Tavares ha affermato che la spinta all’elettrificazione rischia di diventare una seria minaccia per i posti di lavoro e la qualità delle auto. Una condizione comune più ai big player del panorama automotive, che alle più recenti aziende e startup estranee ai regolamenti e ai limiti sulle emissioni di CO₂ dei veicoli prodotti. “È stato deciso di imporre all’industria automobilistica un’elettrificazione che comporta costi aggiuntivi del 50% rispetto a un veicolo convenzionale”, ha affermato Tavares in occasione della conferenza Reuters Next. “Non c’è modo di trasferire i costi aggiuntivi al consumatore finale perché la maggior parte della classe media non sarà in grado di pagare.

LE IPOTESI PER TAGLIARE I COSTI DELLE NUOVE AUTO ELETTRICHE

Le dichiarazioni di Tavares riportate da AutoNews parlano di difficoltà a cui si espongono i Costruttori per cercare di restare al passo nella corsa dell’elettrificazione. “Nei prossimi cinque anni dovremo digerire il 10% di produttività all’anno – continua Tavares – in un settore che è abituato a un miglioramento della produttività dal 2 al 3%”. Le previsioni non sembrano rosee: le Case automobilistiche potrebbero alzare i prezzi delle auto elettriche e vendere meno auto, o accettare margini di profitto inferiori, secondo Tavares. Entrambe le ipotesi non escludono il ricorso alla riduzione dei costi, come qualità delle auto oppure occupazionali. I sindacati in Europa e Nord America temono che migliaia di posti di lavoro potrebbero andare persi se le condizioni non cambieranno.

DIVIETI DI VENDERE AUTO TRADIZIONALI MA MANCANO LE COLONNINE DI RICARICA

Tavares – scrive AN – sostiene che i governi debbano spostare l’attenzione della politica climatica verso la pulizia del settore energetico e lo sviluppo di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Da un lato i regolatori europei e USA hanno fissato lo stop alle vendite di veicoli a combustione entro il 2035 (il Regno Unito già dal 2030). Dall’altro le startup nate per trarre profitti esclusivamente dalle auto elettriche ottengono valutazioni di mercato più elevate. “Il futuro ci dirà chi sarà in grado di digerire questo e chi fallirà”, ha detto Tavares.

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