Filosa a 5 Minuti: “Il problema non è la Cina, ma l’Europa”. E loda Trump

Filosa a 5 Minuti: “Il problema non è la Cina, ma l’Europa”. E loda Trump

Intervista di Filosa a 5 Minuti: non ci saranno ridimensionamenti di Stellantis in Italia, ma Bruxelles deve rivedere le rigide norme europee

 

Intervista di Filosa a 5 Minuti: non ci saranno ridimensionamenti di Stellantis in Italia, ma Bruxelles deve rivedere le rigide norme europee

28 Ottobre 2025 - 11:30

Il CEO di Stellantis Antonio Filosa è intervenuto a 5 Minuti, il programma di approfondimento del preserale di Raiuno condotto da Bruno Vespa, precisando alcuni aspetti importanti sul presente e sul futuro dell’azienda nel nostro Paese, oltre a lanciare un appello alle istituzioni europee sulle necessità di rivedere le regole del Green Deal. Nella sua prima intervista rilasciata a una televisione italiana come AD del gruppo, Filosa ha assicurato che non è previsto alcun ridimensionamento di Stellantis in Italia, confermando gli obiettivi del piano presentato lo scorso anno. Allo stesso tempo ha spiegato che per l’azienda risulta più facile investire negli USA, dove (al di là delle diverse dimensioni del mercato) la nuova amministrazione ha introdotto regole certe e pragmatiche, mentre l’Europa è ancora soffocata da norme troppo restrittive.

FILOSA A 5 MINUTI: USA E ITALIA SONO MERCATI DIVERSI

L’intervista è cominciata proprio citando il recente annuncio sui 13 miliardi di investimenti negli USA, a fronte degli appena 2 miliardi previsti da noi, che sembrerebbe mostrare come l’Italia non sia più al centro delle strategie del gruppo. Filosa ha cercato però di fugare questi dubbi confermando che l’impegno di Stellantis con l’Italia non è in discussione, e che anzi il nostro Paese è al centro del progetto strategico per il futuro. E per dimostrarlo ha ricordato l’imminente avvio della produzione della nuova Jeep Compass a Melfi e della 500 ibrida a Mirafiori. Per quanto riguarda il maxi investimento negli USA (peraltro suddiviso in 4 anni), il CEO ha precisato che quello americano è un mercato diverso che esprime 16 milioni di vetture vendute all’anno, contro 1,5/2 milioni dell’Italia, e che comunque il già citato investimento di 2 miliardi nel nostro Paese è solo per il primo anno, a cui si devono aggiungere 6 miliardi per l’acquisto di componentistica da fornitori esclusivamente italiani.

FILOSA DA BRUNO VESPA: DALL’AMMINISTRAZIONE TRUMP REGOLE CHIARE E PRAGMATICHE, EUROPA DEVE FARE LO STESSO

Ma al netto delle evidenti differenze dei mercati, Filosa ha tenuto a specificare come per Stellantis sia diventato più semplice investire negli Stati Uniti ora che la nuova amministrazione Trump “ha trasformato le regole con un pragmatismo unico e rapidissimo, restituendo agli americani la scelta di comprare la vettura che vogliono“. In Europa, invece, “le regole sono ancora restrittive e devono essere urgentissimamente modificate“. Il manager napoletano ha ribadito il bisogno che queste regole riflettano la realtà del mercato e restituiscano ai clienti europei (e italiani) la libertà di scegliere la macchina che vogliono, come negli USA.

Considerando quanto detto, il CEO di Stellantis chiede alle istituzioni europee di intervenire su questi aspetti:

“La nostra parte la stiamo facendo“, ha aggiunto Filosa promettendo che nessun stabilimento italiano sarà chiuso, visto che il Piano Italia assegna a ciascuno una chiara missione produttiva, “ma ora c’è la necessità che anche Bruxelles faccia la sua“.

FILOSA: IL VERO PROBLEMA NON SONO I CINESI MA I RIGIDI REGOLAMENTI UE

Filosa ha poi affrontato il problema dei costi dell’energia, spiegando che la competitività del settore auto è fatta da una somma di fattori interni ed esterni e su alcuni fattori interni l’Italia è assolutamente imbattibile (design, progettualità, creatività). Ma al contempo esistono fattori esterni che non dipendono da Stellantis come, appunto, il costo dell’energia: “Nel 2024  in Spagna 1 megawatt ci costava dai 70 agli 80 euro, in Italia nello stesso anno la stessa quantità di energia costava più del doppio, 182 euro. Di questo stiamo parlando con il Governo italiano: sono ricettivi, stiamo intrattenendo con loro un dialogo costruttivo, speriamo di arrivare a conclusioni favorevoli‘.

Infine una considerazione sulla ‘minaccia’ cinese, che per Filosa però non sussiste: “I costruttori cinesi, per quanto agguerriti nella loro concorrenza, non sono il vero problema. Il problema sono le regolamentazioni che partono da Bruxelles, che non sono realistiche e che stanno indebolendo ciò che di meglio abbiamo, ovvero l’industria automobilistica europea e italiana. Se cambiano queste regolamentazioni, noi abbiamo tutto per tornare quelli che eravamo prima: design, innovazione, tecnologia, progettualità“.

Commenta con la tua opinione

X