Deduzioni sulle auto: apertura per gli agenti ma flotte ancora escluse
L'Unrae critica il Governo per aver ignorato le flotte aziendali nella Manovra, che introduce solo un'apertura sulla deducibilità dei costi auto per agenti e rappresentanti
L'Unrae critica il Governo per aver ignorato le flotte aziendali nella Manovra, che introduce solo un'apertura sulla deducibilità dei costi auto per agenti e rappresentanti
Unrae critica col Governo: il disegno legge Bilancio 2027, dice l’Unione Case estere, “risponde solo in minima parte alle attese della filiera per un reale sostegno al settore automotive“. A fronte dei miliardi destinati all’esenzione del bollo auto, l’Esecutivo “chiude gli occhi su una proposta sottoscritta da ben 4 associazioni della filiera automotive e 3 associazioni di fleet manager che operano in aziende italiane di tutti i settori e dimensioni“. La Manovra si limita infatti a una “timida apertura sul regime di deduzione dei costi per i veicoli di agenti e rappresentanti di commercio“. Questa platea ristretta è “già titolare di un trattamento meno sfavorevole rispetto alle imprese“. Ecco il provvedimento: si alza il tetto di costo deducibile a 35.000 euro e si porta la deducibilità dall’80% al 90% per auto elettriche e ibride. “La misura lascia fuori proprio le flotte aziendali, le sole in grado di generare i volumi necessari a rinnovare il parco e ad alimentare l’usato recente: era questo il cuore della richiesta, che legava la revisione della fiscalità a una più marcata chiave green”, dice l’Unrae.
FLOTTE AZIENDALI: “LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO”
L’associazione usa due metafore per rendere l’idea. Primo: il provvedimento è omeopatia, quindi fa davvero poco rispetto alla medicina ufficiale. Secondo: la montagna sta partorendo un topolino.
Qual è invece la soluzione proposta dalle Case e dai fleet manager? Su un periodo sperimentale di 3 anni, con impatto per soli 150 milioni nel 2027, tutelerebbe il tessuto produttivo, metterebbe in circolo nel giro di 4 anni centinaia di migliaia di vetture usate recenti, a basse emissioni e a prezzi accessibili. “Con la fiscalità giusta potremmo portare nella transizione 400 mila famiglie che oggi ne restano fuori, non potendosi permettere un’auto ricaricabile nuova”.
FISCO E FLOTTE, VECCHIA QUESTIONE IRRISOLTA
Da anni, con qualsiasi Governo di qualunque colore, la revisione della fiscalità per le auto aziendali rimane una questione del tutto irrisolta nel panorama normativo italiano. Sebbene la transizione ecologica imponga un cambio di passo immediato e strutturato, il settore delle flotte continua a scontare penalizzazioni fiscali storiche e limiti alla deducibilità dei costi anacronistici rispetto alla media dei principali Paesi europei, il tutto unito all’incertezza delle regole.

TANTE RICHIESTE RIPETUTE NEL TEMPO
Nonostante le continue sollecitazioni e le proposte concrete presentate congiuntamente dalle associazioni di categoria e dai fleet manager, i vari Esecutivi che si sono succeduti hanno rinviato un intervento organico sulla materia. Questa prolungata inerzia legislativa non fa altro che frenare il rinnovo del parco circolante nazionale, impedendo la diffusione di veicoli a basse emissioni e penalizzando fortemente la competitività delle imprese italiane.